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Lo studio del pediatra in via Mecenate

Lo studio del pediatra in via Mecenate

Rapinò il pediatra e prelevò al bancomat, condannato a due anni

Per Alessandro Lonoce la Corte d'Appello ha confermato la sentenza del Tribunale: incastrato dalle telecamere, indossava un piumino a fiori

BRINDISI – Due anni di reclusione per Alessandro Lonoce, 30 anni, di  Brindisi, riconosciuto colpevole anche dalla Corte d’Appello di  Lecce per la rapina consumata nello studio del pediatra di via Mecenate, la sera del 28 febbraio 2016 e il successivo prelievo al bancomat usando la carta del medico.

Il palazzo di giustizia di Lecce

La sentenza

L’imputato, ai domiciliari, ha sempre respinto l’accusa dopo essere stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, all’esito delle indagini svolte dagli agenti della sezione Antirapina della Squadra Mobile di Brindisi il 21 aprile dello scorso anno. Ma la Corte salentina ha confermato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale e il suo difensore, Cosimo Luca Leoci, ha anticipato che presenterà ricorso in Cassazione, una volta che saranno depositate le motivazioni (90 giorni il termine indicato al momento della lettura del dispositivo).

L’imputato

“Signor giudice, non sono io quello della rapina al pediatra: non avrei mai potuto farlo perché sono padre di una bambina e qualche volta la porto anche io dal medico”, disse davanti al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia. “E’ vero però che ho usato il bancomat e ho prelevato: l’ho trovato sull’asfalto, l’ha perso uno dei due ragazzi che vidi sullo scooter fare zig zag tra le auto”.

La rapina

Quella sera, più o meno attorno alle 20, due uomini con il volto coperto da passamontagna e taglierini in pugno, piombarono nello studio del pediatra Giovanni Palmisano, in via Mecenate, rione Commenda. Il complice non è mai stato identificato. Nella sala d’attesa c’erano mamme e bambini, i due si fecero largo tra i presenti per raggiungere la stanza del medico e intimargli di consegnare il denaro: sulla scrivania c’erano cento euro, c’era il portafogli e c’era anche il telefonino. Andarono via e fu lo stesso medico a preoccuparsi delle condizioni dei suoi pazienti: dopo essersi accertato che non fosse successo niente ai piccoli, chiamò il 113 e una volta firmata la denuncia riprese le visite programmate per quella sera.

Le telecamere

 Lonoce venne identificato partendo dalle immagini registrate dalle telecamere poste a presidio di una postazione bancomat, quella della filiale dell’istituto Credito Emiliano che si trova in viale Aldo Moro. Dalla lista dei movimenti del conto corrente intestato al medico, risultarono due prelievi fatti a meno di mezz’ora dalla rapina: attorno alle 20,20 qualcuno usò il bancomat e incassò 500 euro in due tranche.

Il piumino a fiori

Gli agenti riconobbero il brindisino,  indagato all’epoca per reati contro il patrimonio. Stessi lineamenti del viso, il giovane non aveva il passamontagna, statura e corporatura coincidenti e identico abbigliamento trovato nell’abitazione di Lonoce. In particolare, come si evince nell’ordinanza, quello che secondo l’accusa era ed è determinante per affermare che a prelevare fu Lonoce, è un giubbotto tipo piumino di colore celeste con fiori bianchi e rossi, trovato nell’abitazione del brindisino.

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