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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Carovigno

Rapposelli in coma farmacologico, sul ferimento effettuati già numerosi interrogatori

CAROVIGNO – Prima una cena con gli amici e poi una puntatina al pub, il “Bar Mozart”, per chiudere la serata in bellezza. E all’interno del locale, l’incontro con una persona, con cui continua a parlare uscendo fuori in via Santa Sabina. Un incontro apparentemente cordiale. E poi due spari, partiti da una pistola calibro 7.65 e il fuggi-fuggi generale, intorno alle 4.30 del mattino. Sull’asfalto, in una pozza di sangue il 42enne Stefano Rapposelli, residente ad Ostuni, in via Leonardo Cisaria, 6. Colpito da un proiettile all’addome, da qualcuno che non si è limitato ad “avvertire” – altrimenti avrebbe sparato in direzione delle gambe - ma che voleva uccidere, e che ha puntato dritto all’altezza dello stomaco. Due spari, uno dei quali andato a segno, e la corsa del 118 al pronto soccorso dell’ospedale Perrino dove Rapposelli arriva in gravissime condizioni. Al termine di un intervento durato ore viene estratta, dal basso ventre un ogiva.

CAROVIGNO - Prima una cena con gli amici e poi una puntatina al pub, il "Bar Mozart", per chiudere la serata in bellezza. E all'interno del locale, l'incontro con una persona, con cui continua a parlare uscendo fuori in via Santa Sabina. Un incontro apparentemente cordiale. E poi due spari, partiti da una pistola calibro 7.65 e il fuggi-fuggi generale, intorno alle 4.30 del mattino. Sull'asfalto, in una pozza di sangue il 42enne Stefano Rapposelli, residente ad Ostuni, in via Leonardo Cisaria, 6. Colpito da un proiettile all'addome, da qualcuno che non si è limitato ad "avvertire" - altrimenti avrebbe sparato in direzione delle gambe - ma che voleva uccidere, e che ha puntato dritto all'altezza dello stomaco. Due spari, uno dei quali andato a segno, e la corsa del 118 al pronto soccorso dell'ospedale Perrino dove Rapposelli arriva in gravissime condizioni. Al termine di un intervento durato ore viene estratta, dal basso ventre un ogiva.

Le condizioni del ferito - Rapposelli è in coma farmacologico e lo sarà almeno un paio di giorni, poi verrà nuovamente sottoposto ad un altro intervento. I tempi entro i quali gli investigatori potranno interrogarlo, per reperire informazioni utili, si allungano. I carabinieri della stazione di Carovigno e quelli della compagnia di San Vito dei Normanni - che si avvalgono della collaborazione dei colleghi di Ostuni e della compagnia di Fasano - hanno le idee molto chiare. E non è escluso che qualche sviluppo possa esserci a stretto giro. Hanno ascoltato già una decina di persone - grosso modo tutte quelle presenti sul posto al momento dell'agguato -, compreso il titolare del Bar Mozart. Nessuno di loro al momento risulta indagato, sono stati tutti ascoltati come persone informate sui fatti: si tratta di gente di Carovigno e Ostuni.

Le indagini - Un "bidone" rifilato alla persona sbagliata? Storie di droga o di donne? L'epilogo sfociato nel sangue di una lite avvenuta nella notte tra sabato e domenica nei pressi della discoteca "D'Enfer disco pub" (locale che si trova in contrada Spagnulo tra la statale 16 per Fasano e la provinciale per la località Pilone di Ostuni) nel corso della quale Rapposelli sarebbe venuto alle mani con alcuni pregiudicati della zona? Sono tutte ipotesi che gli investigatori percorrono non lasciando nulla al caso. Il punto fermo, attorno al quale ruotano le indagini è fissato comunque tra quanto avvenuto prima e dopo l'incontro al "Bar Mozart". Gli investigatori non si sbilanciano, lavorano sotto stretto riserbo, come il pm Adele Ferraro che coordina le indagini.

Rapposelli, sulla carta imprenditore , vive a Londra dove gestisce un pub, sarebbe in Italia da un paio di mesi per la vendita di alcune proprietà, le indagini si concentrano anche, con particolare attenzione, su quest'aspetto. Il ferito è un personaggio noto ad Ostuni, dove negli anni '80 insieme col fratello Roberto ha svolto la professione di dj nelle più rinomate discoteche della zona. Ha precedenti per truffa. Il 20 ottobre del 2009 gli agenti del commissariato di Ostuni gli sequestrarono una Ferrari "taroccata" (sembianze da F355, ma con propulsore Toyota MR2), l'auto - accertarono gli agenti del commissariato della Città Bianca, guidati dal vice questore aggiunto Francesco Angiuli - era in uso a Stefano Rapposelli, che a quei tempi si trovava a Londra.

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