Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Crispi

Recapito corrispondenza: ancora disservizi e code interminabili

Le attese sono interminabili. Decine di persone ogni giorno attendono il proprio turno per ore. E quando il locale è saturo, bisogna farlo all'aperto, sotto il sole cocente

BRINDISI - Le attese sono interminabili. Decine di persone ogni giorno attendono il proprio turno per ore. E quando il locale è saturo, bisogna farlo all’aperto, sotto il sole cocente. Questa è la situazione che quotidianamente si registra presso l’unico ufficio postale di Brindisi in cui è possibile recuperare le raccomandante non recapitate a casa: quello situato in piazza Crispi, accanto alla stazione.

Proprio la scorsa settimana l'Adoc aveva diramato una nota di denuncia riguardante i disservizi ne recapito della corrispondenza. Da allora, nulla è cambiato. La foto a corredo dell’articolo testimonia la coda creatasi stamani all’interno e anche all’esterno della struttura. L’autore dello scatto a corredo stamani ha dovuto rinunciare a ritirare la sua raccomandata, non potendo trascorrere l’intera mattinata in attesa del suo turno.

“E’ una situazione – dichiara il lettore – da terzo mondo. E’ inammissibile che in una città delle dimensioni di Brindisi non ci si organizzi per aprire almeno un altro cento di ritiro delle raccomandate. E’ da giorni che cerco di ritirare la mia, ma ogni volta mi imbatto nella stessa situazione di caos. Bisogna far qualcosa per eliminare questo disservizio”. 

E fra le persone che stamani si sono imbattute in questo “scenario da terzo mondo” descritto da un lettore, c’è anche l’avvocato brindisino Maurizio Fisiola, che ha chiesto alle Poste Italiane un risarcimento danni pari a 1000 euro, per aver perso un’ora in fila, senza poi ottenere la consegna della raccomandata non recapitata. Il professionista ha raccontato la sua esperienza in una lettera inviata anche alla redazione di Striscia la Notizia, storico Tg satirico delle reti Mediaset.

“Dopo aver atteso per circa un’ora il proprio turno – afferma l’avvocato – presentato l’avviso di mancata consegna all’addetto allo sportello ricezione”, il legale “si è sentito rispondere dapprima che il numero di raccomandata riportata nell’atto era errato, per poi apprendere e sempre da questi, di ritornare l’indomani mattina perché la missiva risultava ancora non scaricata”. “Innanzi a una tale inaudita risposta, sintomo di lavoro male organizzato –si legge ancora nella missiva – si invitava l’addetto allo sportello a porre rimedio o perlomeno a mostrare le proprie lagnanze alla direttrice, poiché l’utilizzatore non è merce da deposito che viene invitata in modo cortese o meno a ritornare agli sportelli a piacimento degli operatori inefficienti”. La lettera dunque si conclude con la richiesta di risarcimento del danno “pari al tempo sottratto alla propria attività professionale da svolgere”; pari appunto a mille euro. 

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