Recesso British Gas, tutto rinviato

BRINDISI – Il Comitato portuale ha stralciato, per decisione unanime, il punto all’ordine del giorno della seduta odierna riguardante la richiesta di recesso unilaterale di Brindisi Lng dall’Accordo sostitutivo di concessione demaniale che consegnò il 4 febbraio 2003 il sito di Capo Bianco a British Gas. La decisione stamani in apertura di lavori, su proposta del rappresentante degli agenti marittimi, Teo Titi. La decisione di stralcio è stata accompagnata da quella di sottoporre la questione preliminarmente – come Titi aveva suggerito – all’esame dell’Avvocatura dello Stato, per ottenerne un parere.

Teo Titi

BRINDISI – Il Comitato portuale ha stralciato, per decisione unanime, il punto all’ordine del giorno della seduta odierna riguardante la richiesta di recesso unilaterale di Brindisi Lng dall’Accordo sostitutivo di concessione demaniale che consegnò il 4 febbraio 2003 il sito di Capo Bianco a British Gas. La decisione stamani in apertura di lavori, su proposta del rappresentante degli agenti marittimi, Teo Titi. La decisione di stralcio è stata accompagnata da quella di sottoporre la questione preliminarmente – come Titi aveva suggerito – all’esame dell’Avvocatura dello Stato, per ottenerne un parere.

Titi ha rilevato come l’Accordo sostitutivo sia ancora oggetto di un procedimento penale pendente, quindi non è affatto chiaro in quale condizione sia stato all’epoca predisposto e sottoscritto dalle parti. Peraltro, ha indirettamente fatto intendere l’agente marittimo, proprio l’esito del processo stabilirà se quei contenuti e quelle condizioni sono da considerarsi valide a tutti gli effetti o se saranno da considerarsi nulle per illegittimità conclamata dell’atto.

In sostanza, Teo Titi ha richiamato il Comitato portuale alla cautela, non solo perché ai membri dell’organismo non sono stati preventivamente forniti gli atti necessari per giungere ad una valutazione quanto meno di massima (l’Accordo sostitutivo stesso e la lettera con l’istanza di recesso unilaterale di Brindisi Lng, quattro pagine fitte di argomentazioni legali), ma anche per evitare possibili azioni di rivalsa ai danni del comitato stesso e dell’Autorità Portuale da varie parti.

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La posizione di Titi è stata totalmente avallata dal sindaco Mimmo Consales, presente per il Comune di Brindisi (assente la Provincia), e condivisa anche dagli altri membri del Comitato portuale e dal presidente Iraklis Haralambidis. Titi aveva anche ipotizzato la possibilità – va detto – della richiesta di un parere alla stessa procura della Repubblica di Brindisi, che ha condotto prima le indagini svolte da Digos e Guardia di Finanza, e poi l’accusa al processo per il primo iter autorizzativo del rigassificatore di Capo Bianco, sfociate le une negli arresti e nel sequestro della colmata nel febbraio del 2007, e l’altro nella sentenza del 13 aprile 2012, che ha disposto tra l’altro la confisca del cantiere per occupazione abusiva di area demaniale marittima, ritenendo quell’Accordo sostitutivo ed il parere favorevole dell’Autorità portuale al progetto risultati di attività corruttive (pur prescritte all’esito del procedimento di primo grado).

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