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Cronaca

Regione Puglia a Maroni: no al Cie

BARI - Gli assessori alla Protezione civile e alle Politiche di inclusione dei migranti Fabiano Amati e Nicola Fratoianni, hanno inviato questa mattina una lettera al Ministro dell'interno Roberto Maroni, per chiedere ufficiali delucidazioni circa le notizie apparse in questi giorni sugli organi di stampa, circa l'intenzione da parte del governo di realizzare un nuovo Cie nell'area della ex base Usaf di San Vito dei Normanni.

BARI - Gli assessori alla Protezione civile e alle Politiche di inclusione dei migranti Fabiano Amati e Nicola Fratoianni, hanno inviato questa mattina una lettera al Ministro dell'interno Roberto Maroni, per chiedere ufficiali delucidazioni circa le notizie apparse in questi giorni sugli organi di stampa, circa l'intenzione da parte del governo di realizzare un nuovo Cie nell'area della ex base Usaf di San Vito dei Normanni.

Un'ipotesi questa, rispetto alla quale Amati e Fratoianni hanno espresso l'assoluta contrarietà dell'intera amministrazione regionale della Puglia, nonché l'intenzione, qualora le notizie diffuse dai media dovessero rivelarsi fondate, di intraprendere ogni iniziativa determinata ad impedire la realizzazione del progetto.

La Puglia infatti, sottolineano gli assessori, non solo vive una particolare condizione, determinata dalla presenza di tre Cara, due Cie e la tendopoli di Manduria (della quale si continua a chiedere la chiusura), ma si dichiara fortemente contraria ad ogni tipo di privazione della libertà delle persone in ragioni di condizioni subite, come quella derivante dall'assenza di documenti.

Per quanto riguarda la stessa area della ex base Usaf, nei mesi scorsi, la Regione Puglia aveva infatti dichiarato la propria disponibilità al Dipartimento nazionale di Protezione Civile a realizzare un hub umanitario da utilizzare nell'attuale fase di emergenza. Così come sottolineato dai due assessori nella lettera al ministro Maroni dunque, la disponibilità dichiarata dalla Puglia era quindi subordinata a precise condizioni come la tutela dei diritti dei profughi, la salvaguardia della loro libertà personale e del carattere aperto e trasversale della struttura.

C'è poi una iniziativa del Comune di S.Vito dei Normani che prefigura analoga opposizione anche da parte degli enti locali del territorio. In un ordine del giorno approvato dal con siglio comunale il 31 agosto e nella lettera di accompagnamento alo stesso inviata a tutti i sindaci del Brindisino da quello di S.Vito, Alberto Magli (Pdl), e a tutte le istituzioni interessate, si parla di netta opposizione alla istituzione di un Cie nella ex Base Usaf.

Considerando che però l'intero discorso dell'ordine del giorno, che ad esempio va in consiglio a Ostuni il 29 settembre) è articolato sull'iniziativa della Protezione civile per un hub umanitario nella ex base, si deve desumere che l'utilizzo del termine Cie sia stato frutto di un errore. Ciò non toglie che, a maggior ragione di fronte alla prospettiva dell'apertura di un grande e potenzialmente turbolento Cie, con rischi di disordini ed evasioni in massa, i Comuni del territorio e le associazioni possano essere ancora più contrarie.

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