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Il chilo di hascisc sequestrato a Reho

Il chilo di hascisc sequestrato a Reho

Reho: “Quella droga non era mia”

BRINDISI - "Quella casa è un porto di mare, mi spiace ma della droga non so proprio niente. Non è mia". E’ stata questa la linea difensiva di Andrea Reho, il 22 enne brindisino arrestato venerdì scorso dai poliziotti.

BRINDISI - "Quella casa è un porto di mare, mi spiace ma della droga non so proprio niente. Non è mia". E' stata questa la linea difensiva di Andrea Reho, il 22 enne brindisino arrestato venerdì scorso dai poliziotti della Squadra mobile, al rione Sant'Elia, per spaccio di droga, oltre che (su ordinanza di custodia cautelare notificatagli dai carabinieri della compagnia di S.Vito) da ricercato per una rapina compiuta il 22 febbraio scorso all'interno della gioielleria "Il tempio dell'oro" di Ceglie Messapica.

Doppio interrogatorio stamani per Reho che è stato sentito al fianco del suo avvocato, Laura Beltrami, sia dal gip Maurizio Saso, per la droga, e poi anche dal gip Giuseppe Licci per il violento assalto compiuto, a quanto è stato accertato dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, insieme ad Alessio Rametta, 24 anni. Su quei fatti Reho ha scelto il silenzio, mentre il complice, difeso dall'avvocato Angela De Cristofaro aveva confessato tutto.

Quanto ai nove panetti di 'fumo' trovati sull'armadio dell'appartamento, il giudice ha convalidato l'arresto. Reho, che nonostante l'età vanta più di qualche precedente penale, è quindi in cella per entrambe le vicende che gli sono state contestate. Il 22 febbraio scorso, attorno all'ora di cena, la coppia di ventenni, con il volto scoperto, entrò nella oreficeria di Ceglie Messapica. I due si finsero clienti, la proprietaria iniziò a mostrare loro la merce che aveva riposto nei rotoli in panno.

Nel volgere di pochi istanti i due giovanotti interessati all'acquisto di una collanina si tramutarono in due rapinatori folli che agirono incuranti di essere ripresi dalle telecamere. Calci, pugni, schiaffi. La vittima fu perfino calpestata. Dai fotogrammi si riuscì ad accertare che si trattava di banditi della zona, entrambi di Brindisi. Il riconoscimento è stato poi effettuato proprio nel capoluogo: Rametta è stato arrestato il 21 marzo, il giorno in cui è stata firmata l'ordinanza chiesta dal pm Giuseppe De Nozza.

Reho, invece, ha latitato un po' prima di lasciarsi acciuffare, in quel del rione Sant'Elia. Nel suo appartamento, quando gli agenti della Mobile vi si sono recati, c'era un chilo di droga. Ma, quella, dice il 22enne, non era sua.

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