Cronaca

Intervento/ Nessuna polemica col commissario, solo attesa per il bando

Io non avevo e non ho alcuna intenzione di entrare in polemica con il commissario dell'Aro sulla questione riguardante la gara per la gestione dei rifiuti e dei servizi accessori e sui ritardi fin qui maturati da quando è stata costituita l'Aro, ma anche su quelli precedenti

Io non avevo e non ho alcuna intenzione di entrare in polemica con  il commissario dell’Aro sulla questione  riguardante la gara per la gestione dei rifiuti e dei servizi accessori e sui ritardi fin qui maturati da quando è stata costituita l’Aro, ma anche su quelli precedenti. Un atteggiamento del genere, in questa circostanza, non avrebbe alcun senso. Non servirebbe a  niente e a nessuno. E  meno che mai a risolvere  le questioni in campo.  Nondimeno,  non riesco a comprendere come possa giudicarsi  opinabile  la semplice  constatazione che erano già  trascorsi  50 giorni dalla nomina del commissario dell’Aro e non era  stato ancora bandita la gara. Oltre il 55%  di quei 90 giorni che la giunta regionale ha ritenuto sufficienti per emanare un  bando di gara.

A tanto  si limitava il mio riferimento “ all’ attività” del commissario. Spero che non  desti meraviglia  alcuna,  l’affermazione  di aver ben presente quali siano i compiti del commissario dell’Aro, quale attività deve svolgere. Proprio in quei limiti percepivo l’insidia, che potesse perpetuarsi la deriva negativa di questi anni. La stessa necessità di nomina di  un commissario misura il livello di considerazione per l’attività svolta, per  i ritardi biblici che si erano maturati a causa di  intoppi mai chiariti, per i  tanti annunci di essere giunti del tunnel, mai effettivamente concretizzati, che hanno creato un diffuso  clima di diffidenza verso una politica che si mostrava indolente,  refrattaria a soddisfare le esigenze della città e dei cittadini.

Nessuno a Brindisi, ha confidato nella bacchetta magica del commissario o di qualcun altro. Siamo ormai arciconvinti, considerata la nostra situazione, che la fata turchina con la sua bacchetta ha deciso da sempre di disertare questi luoghi. Comprendo la pena per le  lungaggini burocratiche, ma si deve convenire che  i due anni di tempo trascorsi dall’insediamento dell’aro, mi sembra un periodo di tempo assolutamente sufficiente per superare e risolvere i problemi.  Se questa è l’intenzione effettiva.

Prendo atto con soddisfazione che tutto sembra risolto, che mancano solo pochi dettagli  per l’indizione dei bandi di gara per l’appalto decennale e uscire dalla fase di precarietà gestionale. Anche se si deve ancora fare i conti con le difficoltà connesse con la consultazione di quei consigli comunali in scadenza di mandato,  che potrebbero far ulteriormente slittare la conclusione della vicenda. Se non si da una decisa accelerata. Nondimeno la vicenda mi consente di apprezzare la disponibilità alla trasparenza del commissario, che potrebbe essere concretamente praticata con la pubblicazione dei verbali delle assemblee dell’Aro,  compresa quella del 3 marzo scorso. Come si dice sempre in questi casi, più di tutto conta il risultato.

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