Cronaca

Scarsa comunicazione tra enti, il museo rischia centinaia di reperti

Scarsa comunicazione tra Provincia e biblioteca arcivescovile "Annibale De Leo", il museo provinciale "Ribezzo" rischia di perdere circa ottocento reperti archeologici. Questo intoppo burocratico, potrebbe portare nel peggiore dei casi ad un significativo depauperamento del materiale archeologico esposto all'interno del museo di piazza Duomo

Il Museo provinciale. Sotto, alcuni reperti di proprietà della biblioteca arcivescovile e la sede della De Leo

BRINDISI - Scarsa comunicazione tra Provincia e Biblioteca arcivescovile “Annibale De Leo”, e il Museo provinciale “Ribezzo” rischia di perdere circa ottocento reperti archeologici. Questo intoppo burocratico, che potrebbe portare nel peggiore dei casi ad un significativo depauperamento del materiale archeologico esposto all’interno del museo di piazza Duomo, ha inizio nell’aprile del 2015, contemporaneamente all’entrata in vigore della legge Del Rio sull’abolizione delle Province, quando quella di Brindisi decide di porre fine alla convenzione stipulata con la Biblioteca arcivescovile “De Leo” per l’affidamento del patrimonio archeologico di proprietà della biblioteca stessa al museo “Ribezzo”, affidamento iniziato nel 1961 e prorogato ogni cinque anni fino ad oggi. Il patrimonio archeologico, raccolto negli anni da Annibale De Leo (arcivescovo di Brindisi dal 1797 al 1814, ndr) è composto da vasi, epigrafi, statue e monete antiche che, in parte, rappresenta uno dei punti cardini delle collezioni esposte all’interno del museo.

reperti collezione de leo 8-2Questo patrimonio fu in un primo momento, nel 1961, affidato al museo civico che aveva sede in San Giovanni al Sepolcro fin quando fu istituito, nel 1975, il Museo provinciale; da quel momento, dopo un attento inventario nel quale si registravano circa 800 reperti tra i quali figuravano poco meno di 500 monete antiche, fu stipulata la sopracitata convenzione. Pochi mesi dopo la stipula della convenzione il museo fu vittima di un furto, sparirono circa 400 monete, tutte facenti parte della collezione De Leo. Per risarcire la biblioteca di questa perdita la Provincia versò come assicurazione 100 milioni delle vecchie lire, più un indennizzo di 25 milioni, e da quel momento, per i reperti che rimanevano, la Provincia versava una cifra annuale per l’affidamento dei reperti.

Cifra che ha raggiunto nel tempo i 18 mila euro, versati dall’ente per conto del museo fino a quando, appunto, la Provincia non ha deciso di rescindere la convenzione, come previsto dalla legge Del Rio che permette alle Province in dismissione di terminare le convenzioni in scadenza, decidendo univocamente, previo avviso alle parti interessate. Ed ecco che inizia la scarsa comunicazione tra le parti interessate (Provincia di Brindisi, Biblioteca De Leo e Museo provinciale), con comunicazioni che spesso non giungono a destinazione: da una parte c’è la Biblioteca arcivescovile, proprietaria dei reperti, che a fronte di una lettera, datata 4 maggio 2015, nella quale la Provincia manifesta la volontà di rescindere la convenzione, inizia l’iter di richieste per un incontro risolutore; da un’altra c’è il museo che, come tutti gli enti collegati alla provincia, aveva poche certezze sul proprio futuro (l’ultima notizia è che la Regione ha deciso di farsi carico degli enti culturali, tra questi la biblioteca e il museo provinciale appunto, ndr), in mezzo la Provincia che, senza risorse economiche certe, non è stata più in grado di onorare la cifra versata annualmente per l’affidamento dei reperti.reperti collezione de leo 2-2

Una storia, fatta di dubbi, burocrazia e mancate comunicazioni, che potrebbe portare un grave danno ad una delle ultime istituzioni culturali della città: il museo provinciale “Ribezzo”. Se, infatti, si dovesse arrivare alla riconsegna dei reperti della collezione De Leo alla biblioteca arcivescovile, il museo verrebbe smembrato di pezzi particolarmente importanti, mutilando i percorsi storici allestiti all’interno della sede museale; un duro colpo che minerebbe l’attrattiva ed il richiamo del museo.

biblioteca arcivescovile de leo-2“Da parte nostra - dichiara a BrindisiReport.it la direttrice della biblioteca De Leo, dottoressa Katiuscia Di Rocco - c’è stata la volontà di non intaccare la collezione del museo (volontà espressa in una lettera, indirizzata alla Provincia, nel maggio 2015, ndr), ma abbiamo avuto, ad oggi, poche e frammentate risposte. Chiediamo un incontro chiarificatore, per ufficializzare le decisioni delle parti interessare sul futuro del patrimonio archeologico appartenuto ad Annibale De Leo. La Provincia, contattata da BrindisiReport.it, ha comunicato l’intenzione di procedere ad un incontro entro la settimana corrente, incontro che potrebbe mettere la parola fine a questo caso di mala burocrazia.

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