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Residence sequestrato a Villa Castelli, udienza preliminare rinviata

VILLA CASTELLI – E’ slittata al 25 novembre l’udienza preliminare nei confronti dell’ex sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, di Rocco Cavallo, imprenditore di Ceglie Messapica, e di altre 5 persone per un complesso residenziale in contrada San Barbato, territorio di Villa Castelli. L’udienza è slittata perché il giudice Giuseppe Licci in precedenza si era espresso in sede di Riesame e quindi incompatibile.

VILLA CASTELLI - E' slittata al 25 novembre l'udienza preliminare nei confronti dell'ex sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, di Rocco Cavallo, imprenditore di Ceglie Messapica, e di altre 5 persone per un complesso residenziale in contrada San Barbato, territorio di Villa Castelli. L'udienza è slittata perché il giudice Giuseppe Licci in precedenza si era espresso in sede di Riesame ed è quindi incompatibile.

Oltre a Cavallo e a Caliandro, attuale consigliere provinciale della maggioranza che sostiene il presidente Massimo Ferrarese, sono indagati Pasquale Suma, ingegnere di Ceglie Messapica, ex dirigente dell'Ufficio tecnico di Villa Castelli, attuale dirigente del Comune di Latiano, l'architetto Cosimo Cinieri, progettista di Francavilla Fontana, Giovanni Carenza, funzionario dell'Urbanistica della Regione Puglia, Giovanni Ciciriello, titolare dell'azienda di sanitari "Ciciriello" con sede in Villa Castelli, il suo socio Pietro Rossi di Villa Castelli.

I sette sono chiamati a rispondere, a vario titolo di abuso in atti di ufficio, falso in atto pubblico e violazioni delle norme edilizie. Il processo fu istruito dal sostituto procuratore Adele Ferraro e le indagini, che culminarono nell'operazione "Cattedrale nel deserto", furono svolte dalla Guardia di finanza, la quale su ordine del giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò sequestrò l'immobile che si stava realizzando e un capannone di Ciciriello per un valore di circa sette milioni di euro. In pratica i sette per i quali è stato chiesto il giudizio, secondo l'accusa, avrebbero fatto di tutto per poter realizzare il residence. Anche carte false.

Tra gli imputati c'è l'imprenditore Cavallo che sostiene di essere vittima e per questo ha dato mandato al suo legale, avvocato Aldo Gianfreda, di proporre azione di risarcimento del danno nei confronti del Comune di Villa Castelli e di Giovanni Ciciriello.

Cavallo ritiene responsabile il Comune di avere approvato il progetto che ora viene contestato dall'autorità giudiziaria; Ciciriello di avergli venduto il terreno che, sebbene munito di progetto e licenza a costruire, secondo gli inquirenti non poteva essere destinato alla realizzazione del residence. In altri termini, Cavallo si ritiene un cosiddetto "terzo in buona fede". Vale a dire, lui ha acquistato convinto di poter costruire, perché il progetto era stato approvato dal Comune di Villa Castelli e la licenza era stata rilasciata al precedente proprietario del terreno.

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