Cronaca Ostuni

Resort made in Indonesia: Ostuni perde una Vela. "Autogol di Legambiente"

Il via libera al progetto per un villaggio turistico extralusso nei terreni di masseria "Le Taverne" è costato una "Vela del mare più bello" a Ostuni, che così scende da cinque a quattro vele. Legambiente, del resto, dopo il nulla osta all'intervento da parte del consiglio comunale, la scorsa settimana aveva preannunciato il declassamento, definendo il progetto "un inaccettabile intervento"

OSTUNI – Il via libera al progetto per un villaggio turistico extralusso nei terreni di masseria “Le Taverne” (fra Rosa Marina e il Pilone) è costato una “Vela del mare più bello” a Ostuni, che così scende da cinque a quattro vele. Legambiente, del resto, dopo il nulla osta all’intervento da parte del consiglio comunale, la scorsa settimana aveva preannunciato il declassamento, definendo il progetto “un inaccettabile intervento che determina un consumo di suolo e considera gli ulivi monumentali come semplice cornice di attività economiche estranee alla qualità del territorio, alla logica di ruralità che in questi anni si è andata affermando, un vero e proprio schiaffo alla candidatura Unescodella Piana degli olivi millenari”.Masseria Le Taverne oggi-2

 Stamani la decisione è stata ufficializzata nel corso di una manifestazione svoltasi all’Expo di Milano, nell’ambito della quale è stata presentata l’edizione 2015 de “Il mare più bello”, guida alla vacanze di qualità sulle coste dei mari e laghi italiani di Legambiente e Touring Club Italiano.

Sulla guida, in realtà, risultano ancora 5 vele alla Città Bianca, in quanto “i tempi di stampa hanno purtroppo impedito di correggere il risultato sulla guida per Ostuni – si legge in un comunicato stampa - che comunque ottiene le 4 vele”. A rappresentare il Comune di Ostuni nel padiglione che ha ospitato l’iniziativa c’era il sindaco Gianfranco Coppola, il quale non è rimasto affatto sorpreso dalla decisione di Legambiente.

“Ce l’aspettavamo – dichiara il primo cittadino a BrindisiReport – perché ci avevano avvisati con una mail inviata nell’arco di 24 ore dall’approvazione del progetto”. Ha destato sorpresa, però, la rapidità con cui si è abbattuta la mannaia di Legambiente. “Questa tempestività  -afferma Coppola – mi sorprende. Non mi si può venire a dire che dopo la cementificazione della costa con villaggi privati non c’è stato consumo del territorio, mentre un resort realizzato all’interno di una struttura già esistente, con altre opere con impatto ambientale pari a zero, comporti consumo del territorio. Non mi risulta un’inversione di tendenza rispetto a un turismo ecocompatibile”.

Coppola dà comunque la propria disponibilità a confrontarsi con Legambiente per parlare del progetto e sostenere con l’associazione ambientalista “le battaglie ambientali reali”. Fra queste c’è quella contro il progetto di realizzazione di una vasca per la raccolta dei liquami a ridosso della spiaggia del Pilone, redatto da Acquedotto pugliese. Non manca però una stilettata a Legambiente.

Gianfranco Coppola“Ormai Legambiente – afferma Coppola – ha indossato giacca e cravatta e frequenta i salotti buoni. Non la vedo nelle battaglie vere. Li vorrei vedere al mio fianco per ostacolare il progetto della vasca di liquami al Pilone”. Questa volta, l’associazione “ha fatto un vero e proprio autogol”. “Perché il progetto di realizzazione del resort – spiega il sindaco – porterà 100 posti di lavoro e risorse economiche per la ristrutturazione di Palazzo di Città. La cittadinanza è favorevole. Ben vengano questi investimenti– conclude Coppola – che non segnano alcuna inversione di tendenza rispetto a un turismo ecocompatibile”.

La struttura turistica sgradita a Legambiente verrà realizzata dalla multinazionale indonesiana “Ghm” (General Hotel Managemente Ltd) , attraverso il restyling della masseria “Le Taverne”. Il progetto approvato dal consiglio comunale, dopo il sì della conferenza dei servizi, prevede “la realizzazione ex novo di un ristorante con annessa cucina, di un blocco di edifici adibito ad uso servizi, uffici, spogliatoi e mensa per i dipendenti, depositi, più dieci suites provviste di ampio giardino di pertinenza e piscina (vanno ad aggiungersi alle dieci camere già presenti), una spa con piano interrato adibito a idroterapie e palestra con spogliatoi. E ancora una suite singola che verrà utilizzata come residenza dal direttore dell’hotel e una villa ad uso famiglia”.

“I giovani ulivi esistenti che saranno spostati per la realizzazione dei nuovi fabbricati, gli ulivi monumentali che il progetto mantiene nella loro Rendering Masseria Le Taverne - La tipologia lamia delle suite-2posizione e la piantumazione di ulteriori essenze autoctone per lo più utilizzate nella mitigazione dei muri quale completamento della stessa architettura, renderanno il nuovo progetto, ubicato fronte cava, poco visibile, sottolineando invece la presenza storica e intoccata della Masseria”, si legge nella relazione arrivata al Comune.

Più in là è previsto un ulteriore intervento con una “richiesta di riqualificazione del bacino di cava dismesso e la sua trasformazione in giardino botanico” nonché la “sua connessione a livello di percorsi paesaggistici, con la parte di sito inclusa nel limite del parco regionale delle Dune” e ancora la “connessione della cava recuperata con la lama e le grotte ancora da recuperare presenti lungo il suo letto”.

Tornando alla Vela del mare, al primo posto della classifica svetta ancora una volta Castiglion della Pescaia (Grosseto) grazie ad una ormai consolidata politica di valorizzazione e tutela del territorio, accompagnata da iniziative di coinvolgimento e responsabilizzazione dei cittadini in tema di rifiuti, mobilità e turismo. In seconda posizione c’è San Vito Lo Capo (Trapani), per la grande attenzione alla corretta fruizione del patrimonio naturale e per aver saputo pianificare un'offerta turistica di qualità che richiama turisti attenti e consapevoli da tutto il mondo, seguita da Pollica (Salerno), sempre più impegnata nella valorizzazione della dieta Mediterranea e nella ricerca di innovazione.

Al quarto posto una località sarda, Posada (Nuoro), che ha fatto della mobilità sostenibile e dell'impegno per la riforestazione una delle sue tante carte vincenti, mentre al quinto troviamo la ligure Vernazza (La Spezia), famosa per gli scorci sul mare, visibili dai vicoli e dai sentieri che caratterizzano il borgo recentemente recuperato. Al sesto c’è la prima delle 5 vele pugliesi, Otranto (Lecce), in buona posizione anche per i risultati ottenuti anche in tema di mobilità dolce e razionalizzazione dei consumi.

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