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Il Comitato portuale boccia le promozioni dell'ultima ora

Non è passata stamani in Comitato portuale la modifica alla pianta organica fortemente voluta dalla stessa Autorità portuale, atto che avrebbe comportato una nugolo di passaggi di qualifica in extremis

BRINDISI – Non è passata stamani in Comitato portuale la modifica alla pianta organica fortemente voluta dalla stessa Autorità portuale, atto che avrebbe comportato una nugolo di passaggi di qualifica in extremis oltre alla possibilità di integrare l’attuale dotazione dell’ente con altri dieci dipendenti, sino al raggiungimento delle 40 unità approvate anche dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ma in una fase pre-riforma del settore.

Hanno votato contro la proposta di modifica sottoposta al comitato dal commissario straordinario Mario Valente, sette membri dell’organo deliberante presenti alla seduta: il rappresentante della Provincia, Bebè Anglani, due dei rappresentanti dei lavoratori delle imprese portuali, Michelangelo Greco e Antonio Narcisi, il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, la rappresentante degli autotrasportatori, Sonia Rubini, il dirigente delle Dogane, Mario Ferente, il rappresentante degli spedizionieri, Adriano Guadalupi.

Significative le astensioni del Comune di Brindisi, rappresentato dal vice-prefetto Maria Antonietta Olivieri, e della Regione Puglia, con l’avvocato Francesco Mastro. Hanno votato a favore solo lo stesso commissario, la rappresentante dei lavoratori dell’Autorità Portuale, Laura Cimaglia, il rappresentante degli armatori Luigi Carruezzo (direttore di Grimaldi a Brindisi), e uno dei rappresentanti dei lavoratori delle imprese portuali, Mino Greco.

Il fronte dei contrari alla proposta di modifica della pianta organica alla vigilia dell’entrata in vigore della riforma della portualità, che vedrà in Puglia lo scioglimento delle autorità portuali di Bari e Brindisi, strutture che diventeranno direzioni di scalo, per la loro fusione, assieme ai porti di Manfredonia, Barletta e Monopoli nella nuova Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, ha spiegato la propria posizione confutando l’opportunità del massiccio passaggio di qualifiche del personale, che risponde a impieghi che apparterranno al nuovo ente logistico e non a quelli che saranno i compiti di una direzione di scalo.

Il paradosso risparmiato al porto di Brindisi è evidente: le funzioni della struttura attuale saranno ridimensionate all’ordinaria amministrazione, ma qualcuno vorrebbe che parallelamente il personale aumentasse di dieci unità e avesse qualifiche e mansioni che saranno ricoperte invece dalla nuova Autorità portuale di sistema, cui – molto più opportunamente – toccherà il compito di decidere eventuali diversi assetti dei dipendenti nelle sue appendici periferiche.

Tirato in ballo inopportunamente anche il nostro giornale, che è stato ancora oggetto di apprezzamenti non lusinghieri da parte dei rappresentanti dell’Autorità portuale brindisina ai margini della discussione in comitato per la nostra cronaca sulle vicende dell’ente, critica anche in questo caso, in cui però, ne siano certi i signori in questione, anche un cronista anglosassone avrebbe picchiato duro.

Da quanto si dice, l’Autorità portuale, battuta sulla delibera per le modifiche alla pianta organica, si appresterebbe adesso a riproporre quella della concessione ventennale al gruppo Grimaldi degli accosti traghetti di Punta delle Terrare, gli unici funzionali di cui oggi dispone il porto di Brindisi, atto che il commissario  straordinario Mario Valente dovette ritirare pochi mesi fa di fronte alla posizione del Comitato portuale. Si parla di una convocazione apposita per il 4 marzo.

Anche questa è una operazione che si vuole condurre a termine prima dell’entrata in vigore della riforma, prevista per fine maggio o comunque entro giugno (il decreto è già stato approvato dal governo). Trattandosi di una concessione di rilevante importanza perché impegna l’unica area commerciale attrezzata, dovrebbe essere valutata e decisa da chi dovrà riorganizzare traffici e servizi, soprattutto a Bari e Brindisi, e non da un’Autorità Portuale in fase di scioglimento. Ma evidentemente il pressing è notevole.

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