Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Mesagne

Assolto in Cassazione, ottiene anche la restituzione dei beni sequestrati

Il 22 novembre del 2013, dopo undici anni di battaglia giudiziaria, la Cassazione aveva annullato la condanna a tre anni di reclusione per riciclaggio che la Corte d'Appello di Lecce aveva pronunciato contro l'imprenditore mesagnese Giovanni Meo. Ma la Suprema Corte, con la sentenza definitiva, aveva omesso di pronunciarsi sul destino dei beni sequestrati a Meo

MESAGNE – Il 22 novembre del 2013, dopo undici anni di battaglia giudiziaria, la Cassazione aveva annullato la condanna a tre anni di reclusione per riciclaggio che la Corte d’Appello di Lecce aveva pronunciato contro l’imprenditore mesagnese Giovanni Meo. Ma la Suprema Corte, con la sentenza definitiva, aveva omesso di pronunciarsi sul destino dei beni sequestrati a Meo, circa 50mila euro in titoli e conto corrente bancario. Un problema che il difensore di Meo, l’avvocato Luca Leoci, ha risolto ieri ottenendo dalla Corte d’Appello di Lecce il provvedimento di restituzione delle liquidità e titoli.

L'avvocato Luca LeociUn primo tentativo, effettuato direttamente presso la stessa Corte d’Appello di Lecce, non aveva avuto esito positivo. L’avvocato Leoci, sulla base della sentenza della Cassazione, aveva chiesto la restituzione dei beni attraverso un incidente di esecuzione. Ma si era trovato di fronte ad un rigetto. Quindi, si era rivolto nuovamente alla Corte di Cassazione, che aveva rimesso il caso alla Corte d’Appello di Lecce, e ieri è arrivato il provvedimento di restituzione del deposito e dei titoli.

La vicenda di Giovanni Meo era cominciata nel 2002, quando fu coinvolto nell’Operazione Argo della Guardia di Finanza di Bari e della Dia di Lecce, assieme al boss del contrabbando Albino Prudentino ed altre 55 persone, colpite da provvedimenti di custodia cautelare in carcere per un traffico di sigarette, il cui approvvigionamento avveniva in Bosnia. Poi i carichi venivano trasferiti in Croazia, e da qui una parte passava poi da Ancona e Brindisi, per raggiungere le destinazioni definitive in Spagna, Gran Bretagna e Belgio. Meo era stato condannato per riciclaggio a tre anni sia in primo grado che in appello e aveva subito il sequestro dei beni, ritenuti di provenienza illecita. Dopo undici anni, la fine del tunnel.

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