Dna, impronte digitali e intercettazioni: così sono stati incastrati i rapinatori

I retroscena dell'indagine dei carabinieri della compagnia di Fasano che ha portato all'arresto dei presunti autori della rapina al portavalori, all'esterno dell'ufficio postale di Casalini

Il furgoncino abbandonato dai banditi dopo la rapina

OSTUNI - L’analisi del Dna, la comparazione delle impronte digitali e le intercettazioni telefoniche hanno giocato un ruolo chiave nelle indagini che hanno portato all’identificazione di Mariano Barnaba, 28 anni, Giuseppe Santoro, anch’egli 28enne, e Francesco Tanzariello, 57 anni, tutti di Ostuni, presunti autori dell’assalto armato avvenuto il 13 maggio 2019 ai danni di un portavalori della Cosmopol, all’esterno dell’ufficio postale di Casalini, frazione di Cisternino. 

Circa venti minuti dopo la rapina, i carabinieri della compagnia di Fasano diretti dal capitano Daniele Boagliio e del tenente Gerardo Manzolillo, al comando del Norm della medesima compagnia, con l’ausilio degli esperti della Scientifica dell’Arma, hanno rinvenuto e passato al setaccio il Fiat Doblò dei banditi, abbandonato nei pressi di un trullo disabitato situato in contrada Campanile, nell’agro di Ostuni. Il mezzo aveva danni alle ruote e alla carrozzeria. Inoltre era sprovvisto del copricerchio anteriore e del portellone posteriore destro. A bordo della vettura sono stati ritrovati numerosi reperti, fra cui un guanto in lattice con tracce di sangue, una confezione di tuta da laboratorio, un paio di scalda colli neri, due armi (un cucile mitragliatore Kalashnikov, una pistola mitragliatrice Skorpion, un fucile calibro 12), munizioni, due giubbotti antiproiettile, guanti in lattice e una busta in materiale plastico con scritta Cosmopol. 

Foto rapina Cisternino, contrada Casalini (9)-2

L'identificazione degli indagati

Gli accertamenti di natura tecnico scientifica sul materiale sequestrato sono stati effettuati dal Ris Carabinieri di Roma. I militari hanno individuato tre impronte digitali su una confezione per tuta da laboratorio e altre due impronte sulla busta di plastica con la scritta Cosmopol, verosimilmente contenente il denaro trafugato. Sul furgone, inoltre, la Sis del Nucleo investigativo di Bari, che si è occupata del sopralluogo sul posto in cui è stato abbandonato il furgone, ha reperito altre sette impronte. Nei giorni successivi il Ris di Roma ha estratto dei profili genetici riconducibili a tre uomini. Uno di questi, grazie a un'ulteriore serie di accertamenti tecnici effettuati dai carabinieri della compagnia di Fasano, è stato attribuito a uno degli indagati. 

Foto rapina Cisternino, contrada Casalini (7)-2

Un ulteriore riscontro è arrivato dall’esame incrociato fra le impronte dattiloscopiche rinvenute sui reperti e quelle già archiviate nelle banca dati dei carabinieri. Fra queste figuravano quelle di Tanzariello, le cui impronte sono state trovate su una confezione di plastica per tuta da laboratorio, e di Barnaba, che aveva invece lasciato le proprie tracce sulla busta di plastica con scritta Cosmopol.  Per quanto riguarda Giuseppe Santoro, un importante riscontro è stato fornito dalla disamina del tabulati di traffico telefonico. L’utenza intestata al 28enne, infatti, è risultata continuamente agganciata, fra le ore 9.02 e le 11.40 del 13 maggio a una serie di celle compatibili con il luogo della rapina e con quello in cui è stato rinvenuto il furgone. 

Foto rapina Cisternino, contrada Casalini (10)-2

Le intercettazioni telefoniche

Come in ogni indagine che si rispetti, infine, un ulteriore tassello è stato piazzato grazie alle intercettazioni telefoniche effettuate nell’ambito dell’inchiesta “Cani Sciolti”, condotta dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni a seguito dalla rapina effettuata il 5 marzo 2020 all’interno della filiale della Banca Sella di San Michele Salentino. Quello stesso giorno i carabinieri appurarono che una Jeep Renegade utilizzata dai rapinatori per la fuga, dopo l’abbandono di una Fiat Panda Rubata con cui avevano raggiunto la banca, risultava intestata a una società di noleggio ed era in uso a Mariano Barnaba. 

Foto rapina Cisternino, contrada Casalini (3)-2

Dopo questa scoperta, vennero messi sotto intercettazione lo stesso Barnaba e altre persone coinvolte nell’inchiesta, fra cui Santoro e Tanzariello. Il 28 marzo 2020, Tanzariello e Barnaba discorrono sui motivi per i quali i carabinieri di Ostuni stessero intensificando i controlli nei confronti di Barnaba. Questi spiega al suo interlocutore di essere il sospettato principale sia di una delle rapine del 5 marzo (oltre alla Banca Sella, quel giorno era stato assaltato anche il Simply Market di Carovigno), che di quella al portavalori Cosmopol: “Per le rapine – afferma Barnaba – ci hanno fatto i verbali…sai cosa mi hanno detto…dei portavalori…della banca”. Lo stesso Barnaba, il 9 aprile, sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, avrebbe descritto a un amico i momenti salienti della rapina al portavalori, sostenendo: “Se non prendo i soldi io non ci prendiamo nulla…che se hanno aperto per i soldi da dietro”. Particolarmente significativa anche una conversazione del 20 aprile 2020 in cui Barnaba, nel conversare con i suoi congiunti “sia di un nuovo programma delittuoso presso un supermercato – si legge nell’ordinanza – sia della pressione dei carabinieri per la sua partecipazione alla rapina al portavalori di Casalini”, afferma: “Intanto hanno questa cosa qua…io a Casalini c’ero”.  

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