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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Ostuni

Revocata semilibertà, torna in cella omicida e stalker passionale

Revoca del beneficio della semilibertà e ritorno alla permanenza in una cella per l'ostunese 46enne Donato Greco, una vita rovinata da impeti passionali che lo spinsero a uccidere tra il 6 ed il 7 febbraio 2001

OSTUNI – Revoca del beneficio della semilibertà e ritorno alla permanenza in una cella per l’ostunese 46enne Donato Greco, una vita rovinata da impeti passionali che lo spinsero a uccidere tra il 6 ed il 7 febbraio 2001, accanto ad un muro a secco nelle campagne di contrada Boccadoro, tra Ostuni e Ceglie Messapica, un uomo che aveva l’unica colpa di avere ospitato per una sola notte la fidanzata dello stesso Greco, che si era allontanata da lui dopo l’ennesima lite ed aveva trovato rifugio presso l’amico.

Cosimo Bellanova stava fumando quando Greco gli sparò prima in faccia e poi al cuore con una semiautomatica calibro 7,65. La vittima, quando il corpo fu rinvenuto, stringeva ancora in mano un pacchetto di Marlboro. Aveva osato intromettersi, secondo l'assassino, nella relazione tra egli e la donna che aveva deciso di lasciarlo. Il 13 febbraio Greco fu sottoposto a fermo dai carabinieri della compagnia di Francavilla.

Ma la storia non era finita lì. Due lustri dopo (Il protagonista era stato condannato a 22 anni), nell’aprile del 2011, sempre i carabinieri di Francavilla Fontana notificarono a Greco un’ordinanza di custodia cautelare per stalking perché non aveva mai smesso di perseguitare a distanza la ex compagna, inviandole missive del tipo "ho già ucciso per difenderti", "nessuno può prendere il mio posto, ricordati di Cosimo", e anche conoscenti di cella tornati in libertà con messaggi dello stesso tono.

Donato Greco-2Greco, per restare in tema, trovò poi un nuovo amore epistolare in un personaggio divenuto famoso, Rosa Della Corte, la “Mantide di Casandrino”, comune nei pressi di Napoli, che nel 2003 – all’epoca lei era 18enne - secondo la sentenza definitiva aveva ucciso il suo fidanzato, trovato morto in un’auto. Donna molto bella, la Della Corte era anche evasa nel 2014 dal carcere di Lecce, per essere riacciuffata poco mesi dopo, e lo aveva fatto con un altro detenuto che poi si era costituito.

Le nozze tra Donato Greco e Rosa Della Corte erano state fissate per l’aprile del 2016. Ma non se ne è saputo più nulla. Lei avrebbe concluso l’espiazione della pena nel 2017, lui intanto ha ottenuto la semilibertà dal giudice di sorveglianza di Bari per seguire un percorso educativo-lavorativo. Ma il commissariato di Ostuni ha inoltrato allo stesso magistrato competente tre relazioni su violazioni delle condizioni previste dal beneficio concesso a Greco.

Nel dicembre scorso, personale della squadra di polizia giudiziaria del commissariato constatava nei pressi di un bar cittadino la presenza di Donato Greco che si intratteneva con un sorvegliato speciale di pubblica sicurezza col quale nel corso di rituali saluti, scambiava qualcosa attraverso un furtivo e repentino passaggio di mani.

Agli inizi di gennaio 2017, durante una perquisizione in un domicilio di Greco, in una intercapedine di una parete, i poliziotti trovavano e sequestravano un bilancino elettronico di precisione con residui di cocaina, e in tasca al soggetto sospettato circa duemila euro in contanti, mentre per prescrizione giudiziaria non avrebbe potuto disporre di una somma giornaliera non superiore ai 20 euro. Alla fine di aprile, mentre usufruiva di una licenza premio di tre giorni concessa e di altri tre giorni di ferie concesse dal datore di lavoro, nonostante l’obbligo di fare rientro presso la sua abitazione entro le 21, al controllo dalla Squadra volante del commissariato Donato Greco risultava assente. Da qui la revoca della semilibertà.

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