Rfi respinge ogni responsabilità: "Estranei a cause incendio Cillarese"

Rete Ferroviaria Italiana respinge le accuse riguardo proprie responsabilità nell’incendio che il 25 luglio scorso ha devastato l’area boschiva e il canneto attorno all’invaso del Cillarese

BRINDISI - Rete Ferroviaria Italiana respinge le accuse riguardo proprie responsabilità nell’incendio che il 25 luglio scorso ha devastato l’area boschiva e il canneto attorno all’invaso del Cillarese, provenienti dalla relazione investigativa consegnata dai carabinieri forestali di Brindisi alla Procura della Repubblica. L’azienda che gestisce la infrastrutture e le linee ferroviarie italiane, precisa “di aver provveduto sin dal 26 giugno a rimuovere la vegetazione a ridosso della linea ferroviaria in prossimità del Parco del Cillarese, in conformità alle disposizioni prefettizie previste per la prevenzione del rischio di incendi”.

“L’incendio sviluppatosi lo scorso 25 luglio ha interessato solo successivamente e marginalmente la scarpata ferroviaria, tant’è che la circolazione dei treni è stata regolare durante tutto l’arco della giornata. Solo in tarda serata, intorno alle 21, a seguito della segnalazione da parte del treno 8891, il personale tecnico di RFI intervenuto sul posto ha riscontrato due piccoli focolai sulla sede ferroviaria in corso di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, motivo per il quale il 27 luglio ha sporto denuncia contro ignoti. RFI pertanto ritiene infondate le accuse di negligenza, riservandosi il ricorso ad ogni forma di tutela”, conclude la nota.

incendio cillarese 3-2

Non hanno invece dubbi i carabinieri forestali, che in una lunga nota diramata ieri, puntano l’indice proprio contro le manutenzioni della vegetazione contigua alla linea ferroviaria ipotizzando il reato di incendio boschivo colposo (articolo 423-bis, comma 2 del Codice Penale), “poiché l’ incendio, originatosi dalla linea ferroviaria si è propagato lungo la stessa, quindi lateralmente, fino ad investire terreni agricoli ed il rimboschimento del Cillarese dove, stanti le condizioni di vento di quel giorno, è avvampato avvolgendo le chiome degli alberi e assumendo proporzioni disastrose”.

incendio cillarese3-2

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Secondo i carabinieri forestali le responsabilità dunque ricadono su Rfi, perché i lavori di prevenzione previsti dalla legge “non erano evidentemente stati effettuati”.  “La linea ferroviaria, che nel tratto in questione presenta segmenti a livello del piano di campagna così come in rilevato e interrati è risultata fiancheggiata in prevalenza da vegetazione seccaginosa, che ha agito come ‘miccia’ nella propagazione lungo lo stesso asse e nelle aree contermini”. “Un caso emblematico – concludono i carabinieri forestali - di prevenzione non eseguita, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”. Ora, dopo la consegna dell’informativa, tutto è nelle mani del pm titolare delle indagini. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Terrore in strada: moglie getta acido addosso al marito, lui è grave

  • Muore soffocato da un pezzo di focaccia

  • "Dacci 50mila euro o ti bruciamo gli ulivi": ma l'imprenditore sporge denuncia

  • Aggredito con l'acido dalla moglie: uomo stabile ma gravissimo

  • Bimbo di 10 anni si accascia in strada: un vigilante gli salva la vita

  • Allarme clima: la provincia di Brindisi è quella che si sta riscaldando di più

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BrindisiReport è in caricamento