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Rapina in gioielleria e ai danni di automobilista: si cerca il terzo complice

Trovate numerose impronte digitali a bordo della Fiat Punto utilizzata per la fuga, dopo l'assalto armato

CAROVIGNO – Il brindisino Vito Braccio e il mesagnese Alessandro Muscio potrebbero non aver agito da soli. Si sospetta la presenza di almeno una terza persona nelle due rapine in rapida successione perpetrate la sera di lunedì 1 aprile nel centro di Carovigno, prima all'interno della gioielleria Lanvin, poi ai danni di un automobilista. Proprio la Fiat Punto di cui si è impossessato il brindisino subito dopo l’assalto in gioielleria è stata passata al setaccio dai carabinieri della Sezione rilievi del Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Brindisi.

Attività Sezione Rilievi 01-2

I militari, con l’utilizzo di tecniche di esaltazione di tracce latenti, sono alla ricerca di eventuali tracce di natura biologica appartenenti a un terzo complice. La dinamica dei fatti, del resto, presenta ancora delle zone d’ombra. Basti pensare che i sospetti sulla presenza di un terzo o di altri complici sarebbero alimentati dalle dichiarazioni rese da uno dei due rapinatori e dalla presenza di svariate impronte digitali, che saranno inviate per la comparazione al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche, rinvenute all'interno della macchina tramite accertamenti di natura tecnico scientifica. 

Sia Braccio che Muscio, davanti al gip del tribunale di Brindisi, hanno ammesso le proprie responsabilità, scusandosi. I due fecero irruzione all’interno dell’attività commerciale intorno alle ore 19,30, armati di una pistola scacciacani modificata, tipo Beretta. Dietro al bancone si trovava il padre del titolare.

Attività Sezione Rilievi 03-2

L’uomo è stato imbavagliato. La moglie della vittima, arrivata mentre la rapina era in corso, ha inveito contro i due aggressori, costringendoli alla fuga. Uno dei due è caduto per terra nelle vie limitrofe, perdendo parte del bottino. Braccio, dopo aver rapinato l’automobilista, si è diretto verso piazza Zandomenighi. Qui, grazie al sistema gps installato a bordo della vettura, è stato rintracciato dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, che a bordo di una motoape hanno recuperato anche il resto della refurtiva, pari a 8mila euro, fra orologi e gioielli. La pistola è stata invece rinvenuta nella tromba delle scale di un condominio situato sempre al rione Sant’Elia. 

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