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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Ricettazione di uno scooter di Poste Italiane, assolto minorenne

Imputato un 16enne: “Il fatto non sussiste”. Il mezzo, secondo l’accusa, usato per una rapina nel market Valente

BRINDISI – Un ragazzino di 16 anni di Brindisi è stato assolto dall’accusa di ricettazione di uno scooter Aprilia, oggetto di furto ai danni di Poste Italiane: “il fatto non sussiste”, ha stabilito il giudice del Tribunale per i minorenni di Lecce, di fronte al quale l’imputato è stato giudicato con rito abbreviato, condizionato all’ascolto della madre.

La sentenza

mauro durante-6La pronuncia riconosce quanto affermato dal difensore del minore, l’avvocato Mauro Durante (nella foto accanto) del foro di Brindisi. La verità sostenuta dal penalista, quindi, è stata riconosciuta con sentenza, dopo aver sentito – in qualità di testimone – la madre del ragazzino, in veste di proprietaria del box nei pressi del quale gli agenti della Mobile trovarono lo scooter e una targa di cartone.

Il 16enne era stato prima indagato, poi finito sotto processo, perché – secondo l’accusa mossa dal pm – “riceva, in concorso con altro soggetto rimasto ignoto, il motociclo Aprilia Liberty 125, provento del delitto di furto commesso nella notte fra il 30 e il 31 agosto 2016, a Brindisi, ai danni della società Poste Italiane spa”. Fatto, si legge nel capo di imputazione, commesso il 6 dicembre 2016. Fatto che non sussiste, alla luce della sentenza di primo grado.

Lo scooter, la targa e la rapina

Il minore venne intercettato dai poliziotti lungo via Benvenuto Cellini, rione Sant’Elia, e si diede alla fuga, lasciando a terra lo scooter, nei pressi di un box. Il motociclo risultò di proprietà di Poste Italiane: era stato verniciato usando uno spray di colore nero e, secondo gli agenti, venne “usato per una rapina consumata nel supermercato Dok di Paolo Valente, in via Cocceio Nerva”.  La rapina non è stata contestata.

Il garage era in uso al minore e alla sua famiglia: all’interno, i poliziotti trovarono un cartone con i numeri di targa corrispondenti a quelli riportati sullo scooter. Il processo ha portato ad affermare l’assoluta estraneità ai fatti del minorenne brindisini, sia rispetto alla ricettazione dello scooter che rispetto alla targa in cartone.

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