Promosso dirigente senza avere la laurea: richiesta di rinvio a giudizio

E' accaduto la Comune di Erchie. Indagini del pm Valeria Farina Valaori e della Guardia di Finanza dopo un esposto. Il magistrato ha chiesto il processo anche per il direttore generale. C'è pure il caso di una consulenza ad un ex dipendente dall'amministrazione civica, pur se la legge lo vieta esplicitamente

Il comando della compagnia di FRancavilla Fontana della Guardia di Finanza. Sotto, il pm Valeria Farina Valaori

ERCHIE – Una selezione interna al Comune di Erchie per coprire il posto di responsabile dell’ufficio di Ragioneria e una consulenza affidata a un ex funzionario, sono alla base della richiesta di processo per il direttore generale, Giuseppe Montanaro, 59 anni, e per il dipendente promosso, Antonio Cosimo Giovanni Buongiorno, 63 anni. Entrambi sono accusati di abuso d’ufficio perché l’impiegato che ha fatto un passo avanti non avrebbe conseguito la laurea, titolo necessario per legge.

Per il pubblico ministero Valeria Farina Valaori gli elementi raccolti dai finanzieri della compagnia di Francavilla Fontana sono tali da sostenere l’accusa in giudizio: deciderà il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi. Il difensore dei due imputati è l’avvocato Pietro Quinto del Foro di Lecce.

L’inchiesta del sostituto procuratore parte da un esposto firmato il 25 luglio di due anni fa e consegnato ai militari con richiesta di accertare se effettivamente quella promozione avesse ragione d’essere, se cioè poteva essere indetta o meno, tenuto conto delle disposizioni di legge vigenti in materia, anche perché c’era il dubbio che il dipendente risultato vincitore fosse laureato. Il pm ha ricostruito la vicenda del passaggio di Buongiorno “dalla categoria C alla D, con profilo di istruttore direttivo contabile – III settore – dei Servizi finanziari”, attraverso tutti gli atti acquisiti presso la sede del Municipio.

Dagli atti riportati nel capo di imputazione, emerge che la procedura è stata “attivata” nel periodo dell’amministrazione di centrodestra, guidata da Giuseppe Margheriti, allora come ora sindaco. La prima determina a finire sotto la lente di ingrandimento è del 29 dicembre 2009, con cui è stata azionata la procedura. Passaggio successivo la nomina della commissione giudicatrice della selezione interna, il 28 luglio dell’anno successivo.

Il pm Valeria Farina ValaoriNel fascicolo nel pm ci sono anche i tre “verbali da cui risultava idoneo il dipendente Antonio Buongiorno”, inquadrato a tutti gli effetti nella nuova posizione il 30 novembre 2010. Ma secondo il pm tutto sarebbe avvenuto in violazione delle disposizioni di legge secondo cui “le amministrazioni pubbliche coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al 50 per cento, al favore del personale interno” e quanto alle “progressioni”, sono necessari “titolo di studio”, gli stessi richiesti per “l’accesso dall’esterno”, vale a dire la laurea.

Sarebbe stato violato anche il contratto collettivo nazionale di lavoro, che contiene la stessa previsione per il titolo di studio, laurea appunto che in questo caso sarebbe mancante. Abuso d’ufficio in concorso, sostiene il pm, secondo il quale la “progressione verticale” che non poteva essere azionata avrebbe arrecato un “danno ingiusto a chi, avendone avuto titolo, avrebbe potuto concorrere allo stesso posto”.

A Buongiorno, sempre secondo quanto contestato, sarebbero stati riconosciuti 5.434, 05 euro a titolo di “compenso incentivante” dopo essere diventato “responsabile dell’ufficio di Ragioneria del Comune di Erchie”, somma corrisposta per aver “recuperato tributi comunali concernenti l’installazione di lampade votive presso il cimitero” nel periodo compreso tra il 17 febbraio 2012 e il 15 marzo 2013.

Il sostituto procuratore ha anche contestato il fatto che solo “le risorse recuperate per l’imposta comunale sugli immobili possono essere destinate al potenziamento degli uffici tributari del Comune, e non quelle per le lampade”. Il compenso, quindi, non doveva essere riconosciuto. Di conseguenza, l’ingiusto danno patrimoniale per l’amministrazione cittadina, indicata come parte offesa.

Ai due imputati, inoltre, viene contestato l’affidamento di una consulenza a un ex dipendente del Municipio, ex perché in pensione, in violazione del “divieto imposto alle Pubbliche Amministrazioni di attribuire incarichi a soggetti già appartenenti ai ruoli delle stesse e collocati in quiescenza”.

L’incarico avrebbe previsto il pagamento di mille euro al mese mediante contratto di prestazione d’opera, a supporto dell’ufficio di Ragioneria, con decorrenza il 13 giugno 2013 e proroga sino al 31 dicembre 2014. Complessivamente il Comune avrebbe versato la somma pari a 16.500 euro, ritenuta corrispondente al danno per l’Ente.

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