Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca San Michele Salentino

Picchia la madre e le dà fuoco dopo lite per questioni economiche: chiesto il processo

Il 48enne Alberto Villani è accusato anche di aver calunniato i carabinieri, per averli accusati, falsamente, di averlo aggredito all'esterno dell'abitazione data alle fiamme

SAN MICHELE SALENTINO – Avrebbe dato fuoco alla casa mentre l’anziana madre giaceva a terra agonizzante, dopo averla picchiata con violenza.  Vengono contestati i reati di omicidio e incendio doloso ad Alberto Villani, il 48enne di San Michele Salentino che nel settembre 2023 fu arrestato a seguito dell’incendio che distrusse la villetta in cui risiedeva in contrada Augelluzzi, nelle campagne di San Michele. Il corpo carbonizzato della madre, la 71enne Cosimo D’Amato, fu trovato all’interno dell’abitazione. 

A nove mesi dal dramma, i pm del tribunale di Brindisi, Alfredo Manca e Giovanni Marino, hanno chiesto il rinvio a giudizio del 48enne. Il Gup Barbara Nestore ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 16 luglio. Fra le 12 persone offese individuate dal gup vi sono gli eredi della vittima, il ministero della Difesa, tre carabinieri in servizio presso la stazione di San Michele, il comandante della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni, capitano Vito Sacchi, e l’allora comandante del Nor della medesima compagnia, capitano Alberto Bruno, oggi in servizio al Nucleo investigativo dei carabinieri di Matera. 

Villani è infatti accusato di resistenza a pubblico ufficiale e di calunnia nei confronti delle forze dell'ordine: di resistenza, poiché avrebbe aggredito un paio di carabinieri all’esterno della villetta, mentre i vigili del fuoco erano ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento; di calunnia, per aver accusato i militari, “pur sapendoli innocenti”, di averlo sedato e aggredito, provocandogli delle lesioni. 

L'aggressione e l'incendio

Il dramma si è consumato la notte fra il 19 e il 20 settembre 2023. Stando al teorema accusatorio, Villani avrebbe percosso con violenza la madre, al culmine di una lite per questioni economiche. Dopo aver ridotto la 71enne in fin di vita, avrebbe appiccato “il fuoco all’interno della abitazione - si legge nel capo di imputazione - innescandolo nella camera da letto, e poi ancora direttamente sul corpo inerme della madre, alimentando le fiamme su di essa, utilizzando anche materiali infiammabili ed acceleranti (tra cui certamente vernice a smalto, tessuti e sostanze del tipo candeggina)”. 

Poi fu lo stesso Villani, in stato di ebbrezza e con addosso solo un paio di slip e una felpa, a recarsi da un vicino, chiedendogli di chiamare i vigili del fuoco. All’esterno della villetta, come accennato, l’uomo avrebbe spintonato i carabinieri della locale stazione, oltre a proferire frasi minatorie nei loro confronti (“Ce mi sta uardi, ca io ti tagghiu la Capu e ti spaccu”), provocando ai militari delle lesioni refertate con alcuni giorni di prognosi. 

Le lesioni e la presunta calunnia

Anche il 48enne, in realtà, aveva delle lesioni (fratture alle costole e trauma distorsivo al primo dito della mano sinistra) che il 20 settembre gli furono diagnosticate presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana, con prognosi di 10 giorni. In una denuncia depositata tre mesi dopo presso la Procura della repubblica di Brindisi, Villani ha attribuito ai carabinieri le colpe di quelle fratture, accusandoli di averlo aggredito all’esterno dell’abitazione. Ma secondo l’accusa si tratta di una circostanza falsa, in quanto tali lesioni erano già preesistenti, come risulta da un referto rilasciato a Villani, dal Pronto soccorso di Ostuni, il 27 agosto 2023, attestante “una diagnosi similare” a quella di circa tre settimane dopo. 

Il divieto di avvicinamento

Fra gli otto capi di imputazione contestati a Villani vi è anche la violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla madre. Il provvedimento restrittivo era stato emesso a suo carico dal gip del tribunale di Brindisi il 15 febbraio 2022, in sostituzione della misura degli arresti domiciliari che gli era stata notificata alcune settimane prima, per maltrattamenti (reato poi riqualificato in stalking) nei confronti della pensionata. 

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