"Manifesti di matrice razzista sulle spiagge: il Comune li rimuova"

La richiesta del Partito Comunista di Carovigno riguardo a delle locandine sulla "Prevenzione e contrasto dell'abusivismo commerciale"

CAROVIGNO – “Sono di matrice razzista e vanno rimossi”. Questa la richiesta formulata dal comitato direttivo del partico Comunista – sezione Karl Marx di Carovigno riguardo a un manifesto sulla “Prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione” sulle spiagge, fatto affiggere dall’amministrazione comunale di Carovigno presso le località marine che ricadono nel proprio territorio.

Nella locandina, intitolata “Spiagge sicure – estate 2019”, si vedono un paio di venditori ambulanti carichi di borse e vestiti, su arenili frequentati da bagnanti. E’ rivolto inoltre un invito ai turisti, tradotto anche in francese, tedesco e inglese, a “non acquistare merci da venditori abusivi”, in quanto “eventuali violazioni saranno perseguite a norma di legge con una sanzione amministrativa”. In calce sono riportati i numeri di telefono della Guardia costiera, della polizia, della guardia di finanza, della polizia locale e dei carabinieri. In alto a destra, a caratteri cubitali, campeggia la scritta “Sos abusivismo””. 

Tutto questo, per il Partito Comunista, è “un insulto a tutti i carovignesi realmente democratici e rispettosi delle basi su cui si fonda  la Costituzione italiana , tutt’ora in vigore”. “Cantava Cicciu Busacca, giullare siciliano del secolo scorso – si legge nel comunicato - ad un uccello che ruba un acino di miglio una fucilata, ad un ricco borghese che ruba un miliardo di lire una medaglia. Oppure a chi lavora una sardina a chi non lavora una gallina”. 

“I tempi non sono cambiati, a chi vende sulla spiaggia un cappello di paglia o un bracciale di bigiotteria senza autorizzazione, da 100 a 7000 euro di multa, a chi froda per miliardi di euro, il condono. A chi ruba per fame la galera, a chi fa sparire 49 milioni di euro niente galera ma riconoscimenti popolari”.  “Il manifesto riportato nella foto - si legge ancora nel comunicato del comitato direttivo del Partico Comunista di Carovigno - è il frutto delle leggi del governo Conte, in Puglia rappresentato dal 70% di deputati e senatori del Movimento 5 stelle e da una minima parte da senatori e deputati della Lega, ex Lega Nord”. 

Il Partito Comunicata chiede “di conoscere quanti consiglieri comunali, quanti amministratori, prenderanno le distanze da questa legge e dal manifesto fatto affiggere nelle borgate di Carovigno”. “La contraffazione non viene fatta da quattro ragazzi vistosamente deperiti per la fame che trasportano sulle spalle, a piedi, dalla stazione ferroviaria di Carovigno fino a Torre Santa Sabina le loro bigiotterie o altro, il tutto per un tozzo di pane”. 

“Quelle donne e quegli uomini non sono altro che delle vittime del profitto capitalistico monopolizzato che ha riservato a loro di essere ultimi, ai margini delle società ma usati come parafulmini per scaricargli addosso inventate responsabilità di catastrofici danni socio-economici al fine, per taluni, di farsi, propaganda elettorale. E’ risaputo che le contraffazioni vengono realizzate ad arte, a volte anche ad opera di multinazionali. Alla popolazione tutta – conclude il Partito Comunista - chiediamo di condividere con  noi i contenuti antirazzisti di questa nostra missiva”. 

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