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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Ostuni

Madre, padre e figlio a processo per omicidio: il pm chiede l'ergastolo

Domenico Germano Moro, Cinzia D’Amico e il figlio Lorenzo Moro accusati dell'uccisione del commerciante Giuseppe Maldarella, avvenuta a Ostuni la sera del 13 luglio 2019

OSTUNI - Ergastolo: questa la richiesta di condanna avanzata dalla Procura di Brindisi nei confronti dei coniugi Domenico Germano Moro e Cinzia D’Amico e del loro figlio 22enne Lorenzo Moro, per l’uccisione del commerciante Giuseppe Maldarella, avvenuta a Ostuni, in via D’Azeglio, la sera del 13 luglio 2019. Il processo si sta svolgendo presso la corte d’assise di Brindisi.

I tre imputati sono difesi dagli avvocati Mario Guagliani e Vincenzo Lanzilotti. Iniziata al mattino, l'udienza è andata avanti fino alle ore 17 di oggi (martedì 26 ottobre), caratterizzata dalle discussioni del pm, Livia Orlando, delle parti civili (l'avvocato Giuliano Calabrese per la moglie e due figli di Maldarella e l'avvocato Delia Quaranta per la figlia ed altri parenti della vittima) e da una serrata istruttoria nel corso della quale è stato ascoltato un teste portato in aula dalle forze dell’ordine con accompagnamento coatto. Sono state inoltre presentate delle richieste di integrazione istruttoria: alcune accolte, altre rigettate.  Il collegio giudicante è presieduto da Genantonio Chiarelli (a latere la giudice Barbara Nestore). Il 30 novembre sono previste le arringhe degli avvocati difensori. Poi, la sentenza. 

Maldarella spirò mentre una equipe del 118 cercava di stabilizzarlo. La vittima poco prima era stata raggiunta in parti vitali e non da fendenti di arma da taglio, nel corso di una lite che lo vedeva contrapposto ai Moro: una figlia minorenne del commerciante (gestiva un bar in piazzetta Matteotti) aveva lasciato la casa paterna per raggiungere il fidanzato, Lorenzo Moro, e i genitori volevano che ritornasse a casa. Nella colluttazione scaturita da questo contrasto, rimase ferito leggermente anche Domenico Germano Moro.  
Il commerciante, pur in condizioni gravissime, riuscì a raggiungere a piedi la propria auto parcheggiata in via Massimo D'Azeglio (luogo dell'accoltellamento), ma perse conoscenza dopo pochi metri: l’auto si fermò contro il semaforo dell’incrocio fra via Fogazzaro e corso Garibaldi. Qui Giuseppe Maldarella fu soccorso dal personale paramedico di un’ambulanza in transito, ma vanamente. Le indagini furono svolte dai poliziotti del commissariato di Ostuni e della Squadra Mobile di Brindisi. 

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