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Ercole Penna

Ercole Penna

Riciclaggio, dall'Albania all'Ostuni Calcio

Una maxi centrifuga di capitali che si muovevano in duplice direzione ma comunque e sempre in contiguità con la Sacra corona unita. Per gli investigatori la “Fast Service Line” di Albino Prudentino era stata creata con questo fine. Era la società, che mai è stata intestata alla vecchia gloria del contrabbando, ma che di fatto, sostiene l’accusa, d’altri non può essere che sua (visto che la moglie dice di aver ‘firmato e basta’ su indicazione del marito), attraverso la quale avveniva materialmente il riciclaggio del denaro proveniente da attività illecite.

Una maxi centrifuga di capitali che si muovevano in duplice direzione ma comunque e sempre in contiguità con la Sacra corona unita. Per gli investigatori la "Fast Service Line" di Albino Prudentino era stata creata con questo fine. Era la società, che mai è stata intestata alla vecchia gloria del contrabbando, ma che di fatto, sostiene l'accusa, d'altri non può essere che sua (visto che la moglie dice di aver 'firmato e basta' su indicazione del marito), attraverso la quale avveniva materialmente il riciclaggio del denaro proveniente da attività illecite.

Quali? Il traffico di droga, contestato a Prudentino nell'operazione Calipso del settembre 2010, ma anche le forniture di videopoker alle attività commerciali, settore in cui comandava lui, come ha detto il pentito Ercole Penna. O le scommesse online. Il problema si materializza quando Prudentino viene arrestato. Lì il buco che si era già creato perché, si sfoga in carcere, i figli non avevano saputo gestire bene l'azienda di famiglia, si allarga fino a mettere in serio pericolo la solidità della Fast Service Line.

Che si fa? Si tenta di salvarla a tutti costi, anche modificando le scritture contabili, con fittizie attestazioni, distrazioni patrimoniali, fatture false per operazioni inesistenti, fino a 600 mila euro per azzerare un presunto debito. Ne emette una la Fast Service ed è destinata alla società Scommettendo che ha sede a Ceglie Messapica, gestisce un migliaio di centri scommesse in tutt'Italia e ha un giro pari a 300milioni di euro. Si occupa di giochi online e di scommesse autorizzate, quelle che fruttano allo Stato circa 8 miliardi di euro.

Bisogna salvare la Fast Service, lo si deve fare anche documentando il falso. E' qui che entrano in gioco i professionisti. L'avvocato Italo Sgura, raggiunto all'alba di oggi da un'ordinanza di custodia in carcere ma ricoverato in ospedale. Sgura avrebbe fatto il possibile per evitare il tracollo, compiendo azioni non limitate a un rapporto professionale, al mandato che da legale aveva ricevuto.

Anche Gian Paolo Zeni, il commercialista stimato, l'ex presidente dell'ordine dei commercialisti di Brindisi, avrebbe contribuito con delle false dichiarazioni, tali da indurre in errore il Tribunale che ha ammesso al concordato preventivo l'azienda di Albino Prudentino, il prolungamento della Sacra corona unita che per garantire d'essere in fondo abbastanza in salute da poter sopravvivere alla tempesta aveva perfino sponsorizzato l'Ostuni calcio, con un centinaio di migliaia di euro.

"Attraverso la società calcistica venivano impiegati i profitti illeciti di Prudentino" e l'operazione serviva oltre che a distrarre somme di denaro dalla Fast a ottenere consenso popolare. E' tutto un giro. La Scu vuole i soldi: "Graziè - dice Prudentino alla moglie riferendosi a Ercole Penna, collaboratore di giustizia che 'lo sta facendo per vendicarsi', dice, riferendosi alla sua decisione di parlare - si avvicinano perché vogliono i soldi, come hanno sempre fatto, hai capito? Come hanno sempre fatto".

Per il suo avvocato, Prudentino "non ha una lira". In realtà stava per inaugurare un casinò a Valona e poi gelaterie, pizzerie. Quote societarie, un appartamento, la Fast Service Line con il suo bell'ufficio a Ostuni. I rapporti con l'Albania e le due società di scommesse nel Paese delle Aquile. Due le altre società che garantivano, secondo l'accusa, una certa solidità alla Fast Service Line di Prudentino. In primis Scommettendo, una srl con sede a Ceglie Messapica (Brindisi) che, insieme alla Royal 88, specializzata nelle forniture di macchinette videopoker, avrebbe agevolato gli affari della Scu attraverso Prudentino ed è destinataria di un provvedimento di sequestro.

Secondo quanto accertato dai militari della guardia di finanza del nucleo di polizia tributaria, al comando del maggiore Gabriele Sebaste, che ha indagato su delega della Dda di Lecce e della procura di Brindisi, vi era una sorta di stretta collaborazione tra le tre aziende, la Fast Service e le due che sono state sottoposte a sequestro ma che continueranno ad operare in attesa di accertamenti più approfonditi.

Il supporto fornito si evincerebbe anche dai vantaggi garantiti, in termini di dichiarazioni contabili, alla Fast Service Line una volta finita in cattive acque. Sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti dall'importo pari a 600 mila euro, necessarie per ridimensionare, dinanzi al Tribunale di Brindisi, la situazione debitoria della azienda sulla quale erano stati investiti, secondo l'accusa, capitali provenienti dalle attività illecite della Sacra corona unita.

Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni fornite dal collaboratore mesagnese Ercole Penna che era stato arrestato insieme a Prudentino il 29 settembre 2010 nell'ambito dell'operazione Calypso nella quale era gia' stato documentato l'utilizzo dei proventi delle forniture di videopoker per finanziare l'associazione mafiosa di appartenenza.

Nell'elenco degli arrestati, tra i diversi prestanome, figura anche il barese Francesco Fornelli, 43 anni, oltre ai due figli di Prudentino che sono al momento irreperibili. Nel tentativo di distrazione del patrimonio sarebbe stato venduto, per sottrarlo ai creditori, un terreno sulla costa di Ostuni e impiegate somme ingenti nella sponsorizzazione della squadra di calcio della Città Bianca.

Fra i beni sottoposti a sequestro, per un valore complessivo di 19 milioni di euro, figurano le quote delle diverse società riconducibili a Prudentino, somme in denaro, una villa di 8 vani sul litorale ostunese, un terreno edificabile da 2 milioni di euro. Insomma, come ha spiegato il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta: "Il gioco d'azzardo resta una delle attivita' illecite predilette dalla criminalita' organizzata". Talvolta, come in questo caso, anche il gioco 'autorizzato' che frutta allo Stato, ha chiarito il procuratore aggiunto di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, circa 8 miliardi di euro all'anno: "E provoca ludopatia".

La stessa trama viene seguita secondo gli investigatori in Albania, dove Albino Prudentino è indagato per aver intestato una serie di società del ramo scommesse e gioco d'azzardo a prestanome italiani e locali. Angelo Prudentino, Francesco Fornelli, Giuseppe Palma, Kaci Ventigjar diventano proprietari fittizi delle delle quote della Bet Plus SH.A di Tirana, ad esempio.

Poi Grazia Apollonia Raspante diventa nello stesso modo proprietaria della Gelateria Piazza Italia di Valona mentre i veri padroni del vapore sono Albino Prudentino e Artur Shehu. AngelaTrapani è nominata amministratore del Bar Ristorante sempre a Valona, stesso palazzo della gelateria; ma c'è anche, a Valona, il Casinò Italia di cui intestario fittizi sempre Angelo Prudentino con l'albanese Leonard Bishaj. E Angelo Prudentino, Ervis Gjecai, Giuseppe Palma e Gani Baku si intestano un'altra società, la Betting System Albania (Bsa) SH.A di Tirana.

Sui conti correnti di una serie di prestanome vengono versati in una circostanza accertata dagli investigatori 430mila euro: sono rimesse fittizie, in realtà si tratta di riciclaggio dei proventi accumulati con il contrabbando di sigarette.

 

 

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