Cronaca

Riciclaggio di un’Alfa 147, brindisino assolto

Il pm aveva chiesto la condanna a due anni e 10 mesi di reclusione. La sentenza al termine del processo con rito abbreviato: oggetto del giudizio un'auto rubata a Viterbo

BRINDISI – Un’Alfa Romeo 147 è costata l’accusa di riciclaggio per un brindisino sino a conclusione del processo: Massimiliano Liuzzi, 35 anni, è stato assolto per non aver commesso il fatto. La sentenza è stata pronunciata ieri dal gup del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, davanti al quale è stato incardinato il giudizio con rito abbreviato, scelto dalla difesa affidata all’avvocato Giacomo Serio.

Il difensore ha chiesto l’assoluzione sostenendo che, allo stato degli atti, non c’erano elementi per sostenere l’accusa. In giudizio, la pubblica accusa è stata rappresentata dal pm di udienza Emanuela Perrino che in sede di requisitoria ha chiesto la condanna alla pena di due anni e dieci mesi di reclusione.

Il processo è scaturito da una serie di accertamenti condotti dai carabinieri del capoluogo in relazione a un’Alfa 147: le indagini hanno dimostrato che l’auto inizialmente aveva una targa differente e che era stata oggetto di furto, ai danni di una donna residente a Viterbo che aveva sporto denuncia il 10 luglio 2014.

Stando a quanto a evidenziato il pm nel capo di imputazione, l’imputato “compiva operazioni finalizzate a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa apponendo una targa nuova e usando la carta di circolazione intestata a un’altra persona”. La verità processuale di primo grado, è stata altra: l’imputato non ha commesso nessuna delle operazione contestate, quindi è stato assolto dall’accusa di riciclaggio.

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