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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca San Donaci

Ricostruita la dinamica dell'agguato

SAN DONACI – Antonio Presta era seduto vicino al circolo ricreativo di via Walter Tobagi in compagnia di alcuni amici, improvvisamente intorno alle 23,15 una Lancia Delta nuovo modello si è avvicinata davanti alla porta del locale, dal sedile posteriore è sceso un uomo incappucciato con in mano un'arma che, dopo aver pronunciato il suo nome, ha iniziato a sparare nella sua direzione.

SAN DONACI - Antonio Presta era seduto vicino al circolo ricreativo di via Walter Tobagi in compagnia di alcuni amici, improvvisamente intorno alle 23,15 una Lancia Delta nuovo modello si è avvicinata davanti alla porta del locale, dal sedile posteriore è sceso un uomo incappucciato con in mano un'arma che, dopo aver pronunciato il suo nome, ha iniziato a sparare nella sua direzione.

Presta è fuggito imboccando via Tunisi, i suoi aguzzini, presumibilmente in tre, lo hanno inseguito a bordo dell'auto, dopo averlo raggiunto lo hanno colpito prima alla gamba destra e poi al torace con una pistola calibro 38 di fabbricazione estera e un fucile calibro 12 a pallettoni. Almeno cinque i colpi che hanno raggiunto il 29enne. A fine esecuzione il fucile è stato spaccato in testa al giovane, già agonizzante sull'asfalto.

È questa, secondo una prima ricostruzione da parte degli investigatori, la dinamica dell'omicidio del figlio dell'ex esponente della Scu, poi collaboratore di giustizia, il 55enne Gianfranco Presta, al quale era stato revocato il programma di protezione dopo alcune rapine a cavallo tra Romagna e Marche.

Le due armi sono state lasciate accanto al corpo senza vita di Presta. L'auto con cui hanno agito i killer è stata trovata poche ore dopo in contrada Uggio nelle campagne tra Mesagne e San Donaci, famosa per la chiesetta dove qualche anno fa avvenivano, a detta di un veggente, apparizioni divine.

La Lancia Delta è risultatam naturalmente, di provenienza furtiva. Gli uomini del Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri hanno cercato impronte e reperti organici ai fini dell'identificazione dei responsabili dell'agguato che, ieri sera, ha stroncato la vita al 29enne Antonio Presta, tornato nel suo paese natale da qualche tempo dopo una lunga assenza. Il corpo del giovane è rimasto al centro di via Tunisi fino a quando gli uomini del Ris non hanno eseguito tutti i rilievi tesi a ricostruire la dinamica dell'omicidio e a rilevare elementi importanti ai fini delle indagini.

Sul posto sono state trovate tre cartucce calibro 12. Dalla pistola sarebbero stati invece esplosi almeno sei colpi. Per i rilievi di rito, sul luogo dell'omicidio si sono portati i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, al comando del capitano Giuseppe Prudente, gli uomini del nucleo operativo di Francavilla guidati dal tenente Simone Clemente e i carabinieri del reparto operativo di Brindisi al comando del maggiore Alessandro Colella.

Per oltre quattro ore gli investigatori hanno raccolto elementi e testimonianze utili per l'identificazione degli autori dell'agguato omicida. Nella stessa notte sono state eseguite numerose perquisizioni a carico di personaggi ritenuti sospetti, non si esclude che la svolta nelle indagini arrivi nelle prossime ore.

I carabinieri hanno anche ascoltato in ospedale Pierangelo Giuffreda, il ragazzo ferito durante la sparatoria. Il 22enne avrebbe dichiarato di non aver visto nulla, tranne che un uomo armato e incappucciato. Le indagini da parte degli uomini dell'Arma sono ancora in corso. Il pubblico ministero di turno, Giuseppe De Nozza, anch'egli ieri sera sul posto dell'omicidio, ha affidato l'incarico per l'autopsia sul corpo di Antonio Presta al medico legale Antonio Carusi, esame fissato per le 14,30 di domani.

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