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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

"Ridateci quel relitto, ne faremo un monumento per i nostri morti"

BRINDISI - I parenti delle vittime lo reclamano, la corte d'appello di Lecce - a processo di secondo grado concluso sne aveva disposto la restituzione all'Albania, ma nulla si è mosso e alla mezzanotte di oggi 31 marzo scade il termine fissato dai giudici per la riconsegna del relitto della "Kater I Rades", la vecchia motovedetta affondata nel Canale d'Otranto dopo una collisione con la corvetta italiana Sibilla. Era la sera del 28 marzo 1997 e i morti furonono decine.

BRINDISI - I parenti delle vittime lo reclamano, la corte d'appello di Lecce - a processo di secondo grado concluso ne aveva disposto la restituzione all'Albania, ma nulla si è mosso e alla mezzanotte di oggi 31 marzo scade il termine fissato dai giudici per la riconsegna del relitto della "Kater I Rades", la vecchia motovedetta affondata nel Canale d'Otranto dopo una collisione con la corvetta italiana "Sibilla". Era la sera del 28 marzo 1997 e i morti furonono decine.

L'allora sostituto procuratore di Brindisi, Leonardo Leone De Castris, nel corso del'inchiesta dispose il recupero dello scafo trasformato in una tomba per molte delle vittime (34,compresi molti bambini, oltre ai corpi rimasti in superficie, in tutto 58). Poi la "Kater I Rades" fu portata a Brindisi a bordo di un pontone e dopo l'estrazione delle salme e le perizie disposte dal pm, fu custodita come reperto probatorio in un locale della fortezza alfonsina. Ora, dopo 14 anni esatti, la motovedetta della tragedia del Venerdì Santo torna all'attenzione per questa vicenda della mancata restituzione. Il comitato dei familiari delle vittime aveva chiesto che il relitto fosse restituito all'Albania per farne un monumento-museo. Ma alla scadenza del termine la "Kater I Rades" dovrà essere demolita.

La deputata del Pd salentino, Teresa Bellanovga, allora ha presentato una interpellanza urgente per chiedere al governo di sospendere le procedure di smaltimento dello scafo, e di provvedere a spese dello Stato italiano al trasporto sino al porto di Valona del relitto. "Le famiglie delle vittime - ricorda la deputata - sono tuttora poverissime e lo scafo-monumeto potrebbe essere di conforto per i parenti delle 24 vittime i cui corpi non sono mai stati ritrovati".

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