Muore dopo essere stata dimessa dall’ospedale: riesumato il corpo

Autopsia per chiarire le cause del decesso di una donna di 71 anni di Fasano dopo la denuncia della famiglia

FASANO – Per due volte andò in ospedale e venne dimessa: 24 ore dopo, la tragedia. Per chiarire le cause della morte di una donna di 71 anni, originaria di Fasano, ed escludere eventuali colpe dei medici, il gip del Tribunale di Brindisi ha ordinato la riesumazione e l’autopsia, dopo aver respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, a conclusione dell’inchiesta per omicidio colposo aperta nei confronti di quattro medici del nosocomio fasanese.

L’inchiesta

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha accolto l’opposizione degli avvocati che rappresentano i familiari della donna, Maria Rosaria Olive e Mauro Blonda, gli stessi che presentarono denuncia a distanza di cinque mesi dal decesso. Nell’esposto ricostruirono i fatti chiedendo al Tribunale di accertare le cause del decesso e di valutare le condotte dei medici che sottoposero a visita la pensionata, per due volte nell’arco di due giorni, arrivando alla conclusione che il quadro clinico fosse regolare, tanto da disporre le dimissioni.

La donna venne accompagnata in ospedale per la prima volta il 21 febbraio 2017, dopo aver accusato un malore. I medici di turno dell’Umberto I, dopo aver eseguito alcuni esami, chiedono alla pensionata di tornare il giorno dopo per procedere con altri accertamenti. La donna, quindi, ritorna in ospedale e per la seconda volta viene dimessa: i medici non ravvisano la necessità del ricovero ma le chiedono di ritornare dopo una settimana.

La denuncia della famiglia

La 71enne torna a casa e qui muore. Quel ricovero avrebbe potuto salvarle la vita? Sono stati eseguiti esami specifici? Qual è stata la causa della morte? Ci sono state colpe dei medici, sotto forma di imperizia, negligenza e imprudenza? Sono gli interrogativi esposti nella denuncia che i due penalisti hanno depositato l’11 luglio successivo.

Il pubblico ministero dispone l’acquisizione della cartella clinica delegando i carabinieri e procede all’apertura di un fascicolo d’inchiesta ipotizzando l’omicidio colposo, iscrivendo sul registro i nomi di quattro medici in servizio il 21 e il 22 febbraio 2017 nell’ospedale di Fasano. Atto dovuto per proseguire con gli accertamenti, a tutela del diritto di difesa, anche perché il pubblico ministero chiede una perizia medica.

La riesumazione e l’autopsia

Sulla base delle conclusioni rassegnate dei consulenti, il pm sostiene l’infondatezza della notizia di reato e, di conseguenza, chiede al gip l’archiviazione del procedimento. Gli avvocati Maria Rosaria Olive e Mauro Blonda, si oppongono. E in sede di udienza, il giudice per le indagini preliminari accoglie l’istanza dei penalisti ordinando l’autopsia, passo ritenuto necessario per stabilire la causa del decesso della donna. Per questo motivo il gip dispone la riesumazione del corpo, all’epoca tumulato nel cimitero di Fasano, e conferisce l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia al medico legale Antonio Carusi di Brindisi.

L’autopsia è stata eseguita nella giornata di sabato 16 marzo, fermo restando l’ipotesi di omicidio colposo mossa nei confronti dei quattro medici i quali hanno potuto partecipare alle operazioni con consulenti nominati dai propri avvocati. La relazione del medico legale sarà consegnata nelle prossime settimane e solo allora il gip valuterà se procedere con l’archiviazione o meno.

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