Cronaca

Rifiuti, 30mila euro per la consulenza sul Cdr: fatture a carico del Comune

I tecnici: "profili di illegittimità nella gestione" della Nubile. Il docente Notarnicola ascoltato dai pm, la relazione condivisa dalla Procura che ha contestato anche la truffa a Screti, accusato di corruzione in concorso con l'ex sindaco Consales. Il contratto con la società firmato a luglio 2012, dai dirigenti Cafaro e Cuomo primi dubbi

BRINDISI – Trentamila euro (circa) per la consulenza tecnica sull’impianto di Cdr chiesta dal Comune di Brindisi sulla gestione della società Nubile per accertare i dubbi segnalati dai dirigenti Pietro Cafaro e Gianluca Cuomo. Dubbi che sono stati “certificati” da docenti dell’Ateneo di Bari e hanno portato alla risoluzione del contratto solo dopo il commissariamento dell’Oga, con l’intervento della Regione Puglia.

L'impianto di Cdr-2La fattura, o meglio le fatture, sono state presentate dal team di professionisti sotto la direzione del professor Michele Notarnicola, chiamati ad esprimersi sulle condizioni dell’impianto di via per Pandi e sulle modalità di gestione. Sono arrivate a Palazzo di città e sono state liquidate di recente. Tutto a carico dell’Ente, dunque dei contribuenti che, come si sa, pagano la Tari più elevata in tutta Italia, stando ai dati diffusi dalla Confcommercio nazionale: la spesa media per abitante è 308 euro a Brindisi, in cui si registra il triste primato di cui chi vive nel capoluogo avrebbe fatto più che volentieri a meno.

La somma esatta che l’Amministrazione ha liquidato è pari a 29.527 euro, come si legge nella determina firmata dal dirigente Fabio Lacinio in veste di responsabile dell’Organo di governo d’ambito (Oga) che alla fine è stato commissariato proprio in relazione alle tensioni interne legate alla gestione del servizio dei rifiuti e dell’impianto di Cdr, sul quale era già in corso l’inchiesta della Procura  che il 6 febbraio scorso ha portato agli arresti dell’ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e dell’ex amministratore unico della Nubile, Luca Screti, entrambi accusati di corruzione.

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2Secondo i pubblici ministeri titolari del fascicolo, Savina Toscani e Giuseppe De Nozza (nella foto), ci sarebbe stato un accordo di natura corruttiva dietro l’affidamento del contratto dal Comune, proprietario del sito, alla società, per 176.514.000 euro per la durata di 15 anni. E quell’intesa, al momento, è legata al pagamento di 30mila euro da parte di Screti per saldare i debiti con Equitalia a carico di Consales, legati alla vecchia società di comunicazione del sindaco, la News sas, per la quale è già imputato.

L’imprenditore ha di fatto confermato l’assunto della Procura sull’esistenza di un rapporto tra pubblico e privato e ha ottenuto i domiciliari, ma cosa abbia detto di preciso ai pm resta ancora coperto dal segreto istruttorio, dal momento che sono in corso ulteriori accertamenti. Non è escluso che ci possa anche essere una modifica della contestazione da corruzione a concussione.

Quel che appare certo è che la gestione dell’impianto di Cdr non era quella che doveva essere, stando al contratto, e sul punto rileva la relazione del consulente dei pm, Giuseppe Genon del politecnico di Torino, il quale a sua volta è in linea con le conclusioni a cui è arrivato il gruppo di lavoro chiamato dal Comune, come si evince nel provvedimento di arresto che ancora tiene ristretto ai domiciliari Consales e nel quale vengono contestate truffa e frode a Screti.

Il sindaco Mimmo Consales con Pietro CafaroL’Amministrazione si rivolse al professor Michele Notarnicola, dell’università di Bari, convocato in Procura per essere ascoltato il 10 giugno 2015,  in veste di persona informata sui fatti, al pari di Pietro Cafaro (nella foto con Consales), all’epoca responsabile dei Lavori Pubblici e dell’ufficio Ecologia e igiene urbana, ora in pensione, e Gianluca Cuomo, dell’Oga.

Cafaro riferì di avere avuto il sospetto che l’impianto funzionasse in modo “difforme da quello autorizzato” e se ne accorse in occasione di una sua visita presso l’impianto, “finalizzata ad acquisire informazioni sui rifiuti che provenivano dalla provincia Bat”. L’ingegnere capo del Comune constatava una differenza tra i rifiuti “importanti dalla Bat e quelli provenienti dai comuni della provincia di Brindisi che apparivano sottoposti a un trattamento di biostabilizzazione non idoneo.

Per capirne le motivazioni, Cafaro decise di affidare incarico a un ingegnere ambientale, Luparelli, secondo cui il processo di biostabilizzazione presso l’impianto di Cdr era ridotto quanto ai tempi e la quantità di combustibile da rifiuto era molto contenuta rispetto alle previsioni, pari a un quarto. Al contrario, la frazione umida che veniva portata in discarica era quattro volte superiore a quella indicata nel progetto. Con conseguenze sul profitto della Nubile, giacché nel conteggio della tariffa di trattamento dei rifiuti erano inseriti produzione, trasposto e collocamento sul mercato del Cdr. Come sarebbe stato possibile tutto questo? Secondo Luparelli, l’impianto non funzionava come doveva, essendo diventato solo un passaggio intermedio nel ciclo dei rifiuti, a scapito dei Comuni che conferivano in discarica a una tariffa più elevata.

Nella relazione, tra l’altro, veniva evidenziata la presenza di due trituratori, fuori dai capannoni, di cui non c’era traccia nel progetto. Quanto, poi, alle balle di cdr, sino al 31 maggio 2014, nessuna balla era stata avviata a destinazione ma restava nel sito di via per Pandi.

fila camion impianto cdr-2Per ottenere un ulteriore parere, Cafaro decise di affidare incarico a Notarnicola, docente associato di Gestione dei rifiuti al Politecnico di Bari, che arriverà a conclusioni analoghe, anche sulla base degli accertamenti condotti da Gregorio Andria, preside del centro interdipartimentale Magna Grecia del Politicnico di Bari e di Francesco Boenzi, ricercatore in impianti industriali. A quel punto l’ingegnere capo del Comune inviò tutto ai pm e informò Consales. Il sindaco non si oppose, ma gli avrebbe chiesto spiegazioni sul perché avesse agito in modo così scrupoloso nei confronti della società Nubile e non anche con altre ditte titolari di appalti con il Comune. Agli inizi del 2015 sono venute a galla condotte di truffa e frode addebitate al gestore, secondo Notarnicola il quale confermava l’impiego non autorizzato dei due trituratori.

In base alla relazione del docente universitario, l’Oga ha ridefinito la tariffa da pagare alla società Nubile, proprio tenuto conto del minore quantitativo di Cdr: 59,48 euro invece di 94,99 euro a tonnellata come previsto. Ma è stata costretta a sopportare un “maggiore costo di smaltimento del rifiuto in discarica” che per il solo anno 2014 è stato quantificato in 451mila euro, con “ingiusto profitto per Nubile”, in ragione della “maggiore ecotassa da pagare per i rifiuti avviati a smaltimento”.

RETTIFICA - Il professore Francesco Boenzi precisa di non aver mai svolto attività di consulenza per l’impianto di Cdr di Brindisi. Riportiamo di seguito la rettifica. 
 
"Il sottoscritto non si è mai occupato in maniera diretta o indiretta di questioni inerenti alla vicenda. Il sottoscritto, prima di leggere tale articolo, non era neanche a conoscenza del fatto (e non era peraltro neanche tenuto a saperlo, né avrebbe avuto la possibilità materiale di essere informato di tutte le attività condotte o in fieri presso l'istituzione per la quale lavora) che ad un qualche dipendente del Politecnico di Bari fosse stata richiesta un'attività di consulenza a riguardo; né tantomeno al sottoscritto è stato mai richiesto di condurre un'attività del genere menzionato, né tantomeno sono stati dal sottoscritto condotti "accertamenti", come, in modo totalmente erroneo, è invece riportato".

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