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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

“Nessun dubbio sulla corruzione: accordi tra Consales e Screti per risolvere i rispettivi debiti”

Le motivazioni della condanna: “Rapporto di do ut des, all’ex sindaco 30mila e all’imprenditore il contratto da 176 milioni per l’impianto Cdr”. Le confessioni: “Mi diede i nomi al bar, chiese altre somme nel 2014 e 2015”. La difesa in Appello

BRINDISI – “Non sussiste alcun dubbio che sia stato integrato dagli imputati Consales e Screti il delitto di corruzione: è granitico il quadro probatorio degli accorti illeciti tra i due, in un rapporto di do ut des, per risolvere le rispettive gravi situazioni debitorie”. Secondo il Tribunale di Brindisi, l’imprenditore diede all’ex sindaco 30mila euro (circa) in contanti, ottenendo in cambio il contratto per la gestione dell’impianto di Cdr del valore di 176 milioni. E assunse sei persone, segnalate da Consales.

Le dichiarazioni confessorie di Screti

luca screti-2Sono state depositate nei giorni scorsi, le motivazioni alla base della condanna, in primo grado, di entrambi. Consales e Screti furono arrestati il 6 febbraio 2016 dagli agenti della Digos di Brindisi: il primo ai domiciliari, l’altro in carcere sino a quando non decise di essere interrogato dal pm per consegnare elementi che il Tribunale ha pesato nell’affermazione della responsabilità penale di entrambi: da un lato, il prospetto del versamento delle somme in favore di Consales, essendo “consapevole della sua esposizione debitoria”, con prelievo dal conto corrente di una banca di Ostuni, sul quale confluivano gli importi percepiti in qualità di amministratore unico della Nubile srl, dall’altro l’elenco delle persone delle quali l’ex sindaco avrebbe chiesto l’assunzione nell’impianto”.

La sentenza, 484 pagine, è stata scritta dal giudice Tea Verderosa, di fronte al quale è stato incardinato il giudizio con rito abbreviato condizionato all’ascolto di alcuni dirigenti del Comune e all’acquisizione di perizie contabili.

Le condanne

Il gup ha condannato Consales a quattro anni e quattro mesi, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione per quattro anni e quattro mesi. Ha  ordinato la confisca della somma di 29.448,95 o quella di beni dei quali l’imputato ha la disponibilità, per un valore corrispondente, essendo quello il “l’illecito vantaggio” che secondo il Tribunale l’ex primo cittadino avrebbe ottenuto dall’imprenditore, Screti, ex amministratore unico della società Nubile srl. Il pm Giuseppe De Nozza aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione.

Il gup non ha concesso a Consales le attenuanti generiche perché “non sono emersi elementi positivamente valutabili a tal fine, non essendo più tale l’incensuratezza a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 62 bis del Codice penale. Né l’imputato ha manifestato alcuna resipiscenza per la condotta tenuta”, si legge nella sentenza. “Le sue dichiarazioni rese anche in sede di interrogatorio dinanzi al pm sono state smentite dalle ulteriori indagini”.

Denaro in buste chiuse

Il pm Giuseppe De NozzaLe generiche, invece, sono state riconosciute a Screti, condannato a tre anni e sei mesi, a fronte della richiesta di un mese in più,  “tenuto conto delle dichiarazioni parzialmente confessorie rese nonché dalla circostanza che proprio dal suo interrogatorio è emerso che aveva assunto numerosi dipendenti su segnalazione di Consales”.

Il pubblico ministero, infatti, ha esteso le maglie dell’accusa ampliando il capo di imputazione inizialmente contestato, partendo dalla conferma che l’ex sindaco abbia “compiuto plurimi atti contrari ai doversi del suo ufficio” e che abbia “speso il suo ruolo politico e amministrativo a sostegno degli interessi della Nubile, società gravata da una imponente esposizione debitoria, oggetto di accordo di transazione con l’Agenzia delle Entrate il 23 luglio 2012”. Accordo che, secondo l’accusa riconosciuta dal Tribunale, la “società riusciva a chiudere spendendo anche e soprattutto la stipula del contratto da 176.514.000 euro con il Comune, firmato il 20 luglio 2012”.

Coincidenza temporale sospetta, in fase di indagine. A cui si aggiunse la scoperta che il 17 luglio 2012, subito dopo la proclamazione a sindaco, Consales rateizzò parte del suo debito personale con Equitalia, pari a 315.354,04 euro e ottenne una provvista di denaro contante. Anche in busta chiusa fatta arrivare a Palazzo Nervegna, dove all’epoca c’era l’ufficio del primo cittadino.

Le assunzioni: nomi consegnati al bar

Le “ulteriori utilità” riconosciute dal gup in favore di Consales si riferiscono all’assunzione di sei persone alle dipendenze della Nubile in occasione nella messa in esercizio dell’impianto il 7 gennaio 2014. Sito che veniva autorizzato con “provvedimento extra ordinem illegittimo del 6 novembre 2013” dallo stesso ex sindaco.

“Consales mi diede i nomi nel corso di un incontro al bar del rione Bozzano e di un successivo appuntamento in Comune”, si legge nel verbale reso da Screti e riportato, a stralci, nelle motivazioni. Tutto riscontrato dagli agenti della Digos. “Screti – si legge – ha ammesso che furono assunti non avendo competenze specifiche e benché fosse stato costretto a licenziarne quattro per delle perfomance negative sul lavoro, aveva ricevuto da Consales diverse pressioni per riassumerle. Ma lui non aveva aderito”.

L'impianto di frantumazione inerti della Nubile è a 200 metri dalla discarica

Ulteriori richieste di denaro

Il gup ha ricordato che Screti, sempre in sede di interrogatorio, ha ribadito che oltre a tali richieste, gli pervenivano ulteriori richieste di somme di denaro, anche nel 2014 e nel 2015, ma il rapporto con l’allora sindaco si interrompeva qualche mese prima della risoluzione del contratto”.

Le parti civili

Il gup, inoltre, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, rinviando in sede civile per la quantificazione delle somme. In elenco ci sono: il Comune di Brindisi con l’avvocato Simona Guida e richiesta di risarcimento di danni, anche di immagine, per un milione di euro. Stesso ammontare è stato domandato dal Comune di Cellino San Marco con l’avvocato Francesco Magistro; centomila euro per il Comune di San Pietro Vernotico con l’avvocato Guido Massari. E ancora 300mila euro da Legambiente con l’avvocato Stefano Latini. Ammessa anche la costituzione dell’Oga, per due milioni di euro. Parti civili anche i comuni di Mesagne, Cisternino e San Donaci.

Nessuna quantificazione, invece, per la Regione Puglia rappresentata dall’avvocato Gaetano Sassanelli. Quanto alla società Nubile, in veste di parte civile, il Tribunale ha disposto la condanna a 270mila euro a titolo di sanzione. Il pm aveva chiesto anche l’interdizione in perpetuo dalla contrattazione con le pubbliche amministrazioni.

Il Tribunale ha riconosciuto i reati di truffa e frode dietro l’esercizio dell’impianto di Cdr, sostenendo che i “Comuni hanno sostenuto un maggior costo di smaltimento del rifiuto in discarica, in ragione della maggiore ecotassa per il volume di rifiuti avviato a smaltimento”. Danno che l’accusa ha quantificato, per il solo 2014 in 451mila euro. La discarica era quella di Autigno, sempre di proprietà del Comune e gestita dalla Nubile.

L'impianto di Cdr gestito da Nubile-3

La verità di Consales

La difesa di Consales, affidata agli avvocati Massimo Manfreda e Angelo Vantaggiato, ha già annunciato il ricorso in Appello. L’imputato ha sempre respinto le accuse, rivendicando la correttezza del proprio operato e la legittimità degli atti firmati con riferimento all’impianto di Cdr.

In particolare, sulle assunzioni ha sostenuto che il Comune “decise con delibera del Consiglio, di dar vita a un elenco, pubblicato sul sito, in cui erano indicati i disoccupati”. E che venne “nominato un consigliere comunale per seguire gli sviluppi”. “A questi disoccupati che venivano in Comune, io ho detto: guardate, adesso ci sono in piedi i cantieri Nubile e quello del lungomare Margherita, andate a chiedere”. Tutto qui. Ma per il Tribunale quelle dichiarazioni sono “smentite dalle affermazioni di Screti e dal fatto che le richieste di assunzioni fossero non già generiche ma riferite a persone precise”.

Quanto alla somma di denaro, l’ex sindaco ha sempre detto che Screti gli aveva offerto un contributo elettorale. Una somma di denaro che peraltro lui mai avrebbe chiesto e della quale non conosceva né l’importo, né la data del versamento. Ha ammesso di aver una posizione debitoria, per 315mila euro, riconducibile alla sua vecchia società di comunicazione, la News sas, oggetto del processo ordinario che pende in Appello. L’ex sindaco, in quel troncone, è stato condannato dal Tribunale per abuso d’ufficio a un anno e sei mesi, a fronte della richiesta di sei anni e dieci mesi avanzata da De Nozza, per il quale Consales era colpevole anche di concussione. Per questo ha impugnato la sentenza.

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