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Rifiuti, Aimeri chiede al Comune otto milioni di euro per danni

Ricorso al Tar: “Lesione d’immagine e di prestigio della società”. Sullo sfondo le ordinanze sindacali

BRINDISI – Niente affatto chiuso il capitolo della raccolta dei rifiuti affidato e poi revocato alla società Aimeri, a dispetto del tempo trascorso e dell’avvicendamento nella titolarità dell’appalto. La srl chiede la condanna del Comune di Brindisi al pagamento di oltre otto milioni di euro, a titolo di danni.

Il contenzioso

La sede del Tar di LecceLa somma, a voler essere precisi, ammonta a 8.342.799, 50 centesimi. E’ oggetto dell’azione promossa dai legali della società che nell’estate nel 2014 rilevò la gestione del servizio di nettezza urbana a Brindisi. Gestione che durò poco, perché il Comune fece dietrofront dopo aver sollevato una serie di eccezioni e tramite ordinanze firmate dall’allora sindaco, assegnò ad altri il servizio di raccolta dei rifiuti.

La Aimeri Ambiente srl citò in giudizio l’Amministrazione davanti al Tribunale ordinario chiedendo la “condanna dell’Ente, in persona del sindaco pro tempore, a pagare la somma di 8.342.799,50, ovvero quella maggiore che sarà ritenuta di giustizia ed equità, tenuto conto della richiesta di risarcimento già avanzata per il solo danno all’immagine e al prestigio dell’attrice”.

A Palazzo di città ritennero le doglianze “destituite da pregio giuridico e infondate” e per questo l’Amministrazione decise di costituirsi in giudizio con i legali interni, nominati con delibera della Giunta il 17 luglio 2015. In occasione della prima udienza, gli avvocati sollevarono un’eccezione legata al “difetto di giurisdizione del giudice ordinario, in favore di quello amministrativo”.

Il Tar

Il Tribunale, tre anni dopo, ha accolto il rilievo evidenziando la competenza per Tar, sezione di Lecce, assegnando “il termine di 60 giorni per la riassunzione del giudizio”. Cosa che la società Aimeri ha fatto, reiterando la richiesta di pagamento. Sarà, quindi, il collegio composto da giudizi amministrativi, a esprimersi sul caso e a stabilire da che parte stia la ragione, se in capo al Comune oppure in capo alla srl. Nel frattempo, resta il punto interrogativo. E resta l’incertezza sulle possibili conseguenze del giudizio sulle casse pubbliche, già a rischio per effetto di processo connessi alla gestione degli impianti per i rifiuti, dal Cdr alla discarica di Autigno, azionati da Formica Ambiente.

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