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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Rifiuti, corruzione, escort: parla Leobilla, prima puntata dell’interrogatorio

L’imprenditore, in carcere da giovedì, risponde alle domande del gip e chiede di essere ascoltato dal pm Milto De Nozza. Stessa scelta per Angelo Pecere. Dalle intercettazioni: “Al sindaco dobbiamo dare una mucaria”. L’accusa: “Condotte senza freni”

BRINDISI – Non ha scelto il silenzio. Tutt’altro. Vuole parlare e più di qualcosa, l’imprenditore Pasquale Leobilla, avrebbe già detto al gip che ha firmato per il suo arresto nel carcere di Brindisi: questa mattina l’indagato ha affrontato l’interrogatorio di garanzia e avrebbe chiesto di essere ascoltato dal pm Milto Stefano De Nozza, titolare dell’inchiesta Hydra, arrivata come uno tsunami nei comuni del Brindisino. Stessa decisione per Angelo Pecere, ritenuto l'uomo fidato di Leobilla.

Pasquale Leobilla-2L'inchiesta e gli arresti

L’indagine è partita dalla Reteservizi srl, la società nata per la gestione dei rifiuti, dietro la quale sarebbero stati imbastiti una serie di accordi corruttivi, in chiave elettorale, con il sindaco del Comune di Torchiarolo Nicola Serinelli, del vice Maurizio Nicolardi  e del primo cittadino di Villa Castelli Vitantonio Caliandro. Tutte e tre sono finiti ai domiciliari. Mentre l’ex sindaco di Torchiarolo, Giovanni Del Coco, è rimasto indagato a piede libero.

Sul gruppo Leobilla anche la batosta della Finanza per i fondi neri

L’inchiesta ha svelato ramificazioni con altri politici, anche ex parlamentari, e professionisti del territorio, coinvolti persino in un giro di prostituzione contestato a Leobilla, con riferimento all’arrivo a Carovigno di una escort rumena di 28 anni. Il numero degli indagati sarebbe già salito a 86. Ventidue i fatti reato contestati nell’ordinanza di arresto eseguita da carabinieri. Ventidue condotte nelle quali Leobilla avrebbe avuto il più delle volte un ruolo di primo piano, a partire dalla promozione dell’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione non solo in provincia di Brindisi, essendo contestate condotte penalmente rilevanti anche nella zona del Barese e del Foggiano: corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubbliche e falso in certificati e autorizzazioni amministrative. Fino al mese di dicembre 2015, con permanenza.

L'interrogatorio

Milto Stefano De Nozza -3-2Leobilla ha scelto di affrontare il fuoco di fila delle domande del gip e del pm dopo aver nominato Vincenzo Farina suo difensore di fiducia, assieme a Gaetano Sansone. Il penalista e il civilista hanno presenziato all’interrogatorio che, a quanto pare, è destinato ad avere un seguito se è vero che entro questa settimana dovrebbe esserci quello dinanzi al sostituto procuratore. Quel che ha riferito l’imprenditore in questa prima fase, resta necessariamente coperto dal segreto anche in considerazione del fatto che domani, giovedì, e venerdì sono fissati gli interrogatori per gli amministratori. Anche per Pecere c'è da registrare una decisione analoga: prima parte di risposte oggi, seconda a conclusione del giro di interrogatori.

Gli indizi di colpevolezza sono stati definiti “evidenti”  poiché sono state raccolte una serie di intercettazioni, tra ambientali e telefoniche. Secondo il pm e per lo stesso gip, non ci sono dubbi sul fatto che il “sodalizio ha agito in maniera indisturbata e  senza freni” allo scopo di “assicurare il monopolio alla società Reteservizi srl” e che ci siano stati “accordi corruttivi”. Leobilla è stato considerato il capo al pari di Angelo Pecere, in carcere anche lui.

La "mucaria" al sindaco

Angelo Pecere-2Emblematica, stando a quanto si legge nell’ordinanza, è l’intercettazione del 24 novembre 2015: gli interlocutori sono Leobilla e Pecere, impegnati a parlare della situazione a Villa Castelli e di possibili partecipazioni ad altre gara d’appalto. “Leobilla rispondere che in cambio dell’interessamento, si può dare al sindaco una mucaria, ovvero – traducendo dal dialetto – una piccola ricompensa”. “Non l’impegno dell’altra volta”.

In che sono è consistito l’impegno? Leobilla ha già risposto. Per lo meno in parte. Attende di consegnare il bis. Nel caso in cui dovesse confermare le accuse, è evidente che le maglie dell’inchiesta si allargherebbero ulteriormente e non è escluso che si rendano necessari risconti sulle posizioni di altri politici, i cui nomi sono leggibili nel provvedimento di arresto.

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