Cronaca

Rifiuti e corruzione, per Screti possibile ritorno davanti ai pm

Verifiche in corso dopo le dichiarazioni sui rapporti con Consales: chiarimenti sulla genesi del legame. Nessuna istanza al Riesame per l'ex sindaco: in settimana la difesa deciderà se chiedere il colloquio con i magistrati. Ipotesi di patteggiamento non esclusa

BRINDISI – Come e quando l’imprenditore della Nubile e il sindaco di Brindisi hanno iniziato ad avere contatti? O meglio: su iniziativa di chi? In altri termini: è stato Luca Screti ad avvicinarsi a Mimmo Consales o, al contrario, è stato l’ormai ex primo cittadino a chiedere di incontrare l’amministratore unico della società? Ancora: chi altri era a conoscenza dei contatti, di quel debito con Equitalia da estinguere? E poi: se sì, chi? Qualcuno espressione della parte politica? C’era altro rispetto all’impianto di Cdr?

Sembra delimitata da interrogativi simili la possibile svolta dell’inchiesta che ha portato agli arresti Luca Screti, Mimmo Consales e il commercialista Massimo Vergara, con l’accusa di  corruzione ipotizzata dalla Procura di Brindisi dietro l’appalto per la gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti, di proprietà del Comune, affidato alla srl Nubile. Quelle domande avrebbero il valore di paletti sistemati dai magistrati inquirenti, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, e prima ancora dal capo dei pm, Marco Dinapoli, per segnare gli aspetti ritenuti meritevoli di attenzione, questioni da approfondire per confermare l’accusa di corruzione o qualificare quel rapporto in altro modo, dopo le dichiarazioni rese da Screti. Tanto è vero che è in corso l’attività istruttoria.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlIntanto perché risulta quanto meno poco credibile che nessuno fosse a conoscenza del rapporto tra Screti e Consales, in secondo luogo perché non è ancora chiara la genesi della conoscenza tra i due e dei successivi contatti, sui quali vi è certezza unicamente sul fatto che esistessero già in campagna elettorale, più esattamente nel periodo compreso fra febbraio e maggio 2012, e che si siano sviluppati all’indomani della proclamazione del giornalista a primo cittadino, eletto nella coalizione di centrosinistra.

Non è escluso che proprio allo scopo di dare risposte agli interrogativi, i pm chiedano di ascoltare Screti il quale, come è noto, ha già avuto modo di incontrare i magistrati: lo ha fatto dopo tre notti trascorse nel carcere di Brindisi, dove è stato accompagnato il 6 febbraio scorso dagli agenti della Digos, delegati per l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Licci. L’unico finito in cella, per Consales e Screti, invece, arresti domiciliari.

Qualcosa l’imprenditore deve aver detto e lo avrà fatto mettere a verbale, visto che ha ottenuto anch'egli il trasferimento ai domiciliari. Cosa? Fermo restando il segreto istruttorio, qualcosa considerato importante e in parte già riscontrato dai pm, verosimilmente iniziando dalle contestazioni che gli sono state mosse nel provvedimento di custodia incentrato sul rapporto di natura corruttiva tra lui e il sindaco, imbastito sul pagamento di circa 30mila euro in favore di Consales, somma che questi avrebbe destinato per l’estinzione di una parte del debito maturato nei confronti di Equitalia per un totale di 315mila euro in qualità di persona fisica. Secondo l’accusa, sei rate sarebbero state pagate. Anzi, non ci sono dubbi sul fatto che ci sia stato il versamento, visto che per questa vicenda Consales è già imputato in concorso con l’ex direttore della sede di Brindisi di Equitalia, Giuseppe Puzzovio. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Così come, sempre nel teorema dei pm, quel denaro è stato messo a disposizione da Screti tramite Vergara, il quale ha fatto dichiarazioni nel senso dell’accusa, stando a quanto emerge nell’ordinanza: il gip e, prima ancora i magistrati, hanno ricordato cosa avvenne in occasione della perquisizione a suo carico, quando cioè il professionista di Lecce consegnò agli agenti alcuni documenti che si riferivano alla posizione debitoria di Consales, spiegando di averlo raccolto presso l’Agenzie delle Entrate. Vergara in un primo momento avrebbe sostenuto che per la pratica relativa al sindaco, non ci sarebbe stato alcun conferimento di incarico, ma che c’era stato una sorta di sollecito da Screti, per il quale lavorava come responsabile del settore amministrazione della società Nubile. In un secondo momento, il commercialista avrebbe rettificato quelle dichiarazioni, sostenendo che in realtà a chiedergli qualcosa sarebbe stato Puzzovio.

Vergara ha lavorato come dipendente della Nubile dal 22 maggio 2012 sino al 25 luglio 2014, in seguito e fino a giugno dell’anno successivo, sarebbe stato consulente esterno in materia di contabilità.  Ha avuto un rapporto quotidiano con Screti e probabilmente avrà spiegato ai magistrati la genesi dei contatti con Consales, ammesso che ne sia stato a conoscenza. Certo è che ha affrontato l’interrogatorio di garanzia ed è stato il solo, visto che Screti si è avvalso della facoltà di non rispondere, salvo poi chiedere di parlare con i magistrati.

Mimmo Consales esce dal tribunale insieme all'avvocato Massimo Manfreda, dopo l'interrogatorio davanti al gip-2Al momento solo l’ex sindaco è in silenzio, la difesa ha rinunciato al Riesame e a questo punto diventa più probabile la richiesta di colloquio con i pm nei prossimi giorni. Non è neppure da escludere che si arrivi a una istanza di patteggiamento, strada processuale già seguita dall’ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino che chiuse il conto a sei anni e sei mesi. Ma le situazioni sono diverse, i capi di imputazione differenti.

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