Cronaca

Rifiuti, il Comune a processo per indebito arricchimento

Azione legale dell'ingegnere Cosimo Pescatore: chiede il pagamento della parcella per 8.500 euro per aver progettato le opere necessarie all'autorizzazione definitiva del sito di via per Pandi. Il capo dell'ufficio legale chiede spiegazioni all'ufficio Ecologia: nessuna risposta

BRINDISI – Sembra un puzzle senza fine quello dei rifiuti a Brindisi: nella storia già abbastanza intricata della gestione del servizio e degli impianti di proprietà del Comune, va aggiunto il processo in cui l’Amministrazione è accusata di “indebito arricchimento”.

L'impianto di trattamento rifiuti alla zona industriale di BrindisiIl giudizio pende davanti al Tribunale di Brindisi, sezione civile, ed è la diretta conseguenza della strada legale scelta dall’ingegnere Cosimo Pescatore, il quale ha chiesto il pagamento della parcella per aver redatto il progetto per l’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani che si trova in via per Pandi (nella foto). Compenso pari a 8.550, 40 euro, al netto della ritenuta d’acconto. Mai avuto dall’Amministrazione, sostiene il professionista che di fronte al silenzio dell’Ente ha deciso di promuovere ricorso nella forma del procedimento sommario, possibilità prevista dall’articolo 702 bis del Codice di procedura civile.

Il procedimento sommario di cognizione è stato introdotto con la legge di riforma 69/2009 e trova applicazione nelle ipotesi in cui l’oggetto del contendere sia tale da poter essere deciso in maniera sommaria, non presentando punti controversi complessi e che necessitano di un'istruzione probatoria tipica del processo ordinario di cognizione. La decisione sommaria attiene solo alla celerità che caratterizza il procedimento, mentre il giudizio è  un processo a tutti gli effetti. Il Tribunale, in altri termini, si pronuncia per stabilire  chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, diversamente dagli altri procedimenti sommari.

Nel caso sollevato dal privato cittadino, il nodo da sciogliere attiene al corrispettivo per “aver svolto la prestazione d’opera professionale in favore del Comune di Brindisi”, consistita “nello studio e nella redazione di un progetto relativo alle opere prescrizionali finalizzate all’ottenimento dell’autorizzazione definitiva per l’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani e produzione di composit”, di proprietà della stessa Amministrazione comunale, sito in via per Pandi, nella zona industriale.

Il ricorso è stato notificato a Palazzo di città il 4 aprile scorso: il legale dell’ingegnere ha ribadito che il suo assistito “dopo aver espletato l’incarico e consegnato gli elaborati peritali, non ha ottenuto dal Comune di Brindisi, la liquidazione delle proprie spettanze, come da nota inoltrata allo stesso Ente”.

L'avvocato Francesco Trane-2Il Tribunale, con proprio decreto, lo scorso 21 marzo ha fissato la prima udienza per la comparizione delle parti: dovranno essere davanti al giudice il prossimo 18 maggio. Quanto al Comune, gli è stato assegnato il termine del “15 aprile (oggi) per la costituzione in giudizio”.

L’Ente al processo ci sarà e sarà rappresentato dagli avvocati interni Francesco Trane (nella foto) e Monica Canepa, a cui il sub commissario Maria Antonietta Olivieri ha conferito incarico con delibera, assunta avendo la titolarità dei poteri della Giunta. La decisione è arrivata tre giorni prima della scadenza del termine. Anche se documentazione sul caso, la struttura commissariale così come l’ufficio legale del Comune, non ne ha ottenuti. Non ancora almeno. E questo nonostante Trane abbia chiesto spiegazioni ai funzionari del settore Ecologia sulla richiesta di Pescatore due volte: la prima il 5 aprile scorso, quindi il giorno successivo rispetto alla notifica della citazione in giudizio, l’altra il 7. Silenzio in entrambi i casi di fronte al processo già incardinato per indebito arricchimento.

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