Cronaca

Rifiuti, la fiducia nell'Oga è finita: "Al tavolo anche Regione e Prefettura"

I sindaci dell'Aro 1 insistono: "Tariffe da ridurre, impianto di Cdr problematico per il futuro". Alzare le barricate non serve, ma invocato "un confronto chiaro sull'impianto di Cdr gestito da Nubile e sulla transazione con la società"

BRINDISI – “Alzare le barricate non serve a nessuno, ma non è possibile tacere il fatto che non ci sia più reciproca fiducia sulla questione rifiuti tra i Comuni dell’Aro Brindisi 1 e l’Oga, per questo è arrivato il momento di un confronto chiaro sull’impianto di Cdr gestito da Nubile e sulla transazione con la società, a cui siano presenti la Regione Puglia e la Prefettura a cui ci siamo rivolti proprio questa mattina”.

L’invito al tavolo “allargato” arriva dal presidente dell’Aro Brindisi 1, Salvatore Ripa, sindaco di San Pancrazio Salentino, all’indomani dell’ultima riunione con i colleghi degli altri otto Comuni, Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Erchie, Latiano, Oria, San Michele Salentino, Torre e Villa Castelli riuniti sotto lo stesso “tetto” per la questione rifiuti e convinti ora più che mai che sia arrivato il momento di fare chiarezza, non solo guardando al passato dei rapporti con la società Nubile Srl, titolare del contratto per la gestione del sito in via per Pandi, di proprietà dell’amministrazione cittadina, ma pensando in prospettiva al futuro.

Nel mezzo, come cerniera tra quel che è stato e quel che potrebbe essere, c’è il nodo della transazione tra la parte pubblica e quella privata, indicata per lo meno inizialmente come possibile strada da seguire per superare il contenzioso in atto fra i singoli Comuni e Nubile, in relazione ai servizi ritenuti non resi in tutto oppure in parte. Perché adesso quell’accordo è seriamente messo in discussione, visto che per tre volte di fila, l’Aro Br/1 ha disertato le assemblee dell’Oga, l’organo di governo d’ambito nel quale confluiscono tutte e venti le amministrazioni della provincia, lanciando un segnale evidente di disapprovazione.

Con il concreto rischio che la fase di empasse si prolunghi e quindi il discorso transazione diventi un binario morto che potrebbe portare al commissariamento dell’Oga per mano della Regione. Cos’è che ha scompaginato le “carte” che sembravano essere pronte sul tavolo dell’Oga? “Non si tratta di ostruzionismo come ho sentito dire da qualcuno, ma di ragioni espresse in nome dell’interesse pubblico che abbiamo il dovere di tutelare”, dice Ripa.

“In primo luogo, mi permetto di far notare che esiste un clima di non reciproca fiducia dopo che l’Aro Br/1, ossia i nove Comuni, hanno chiesto una riduzione delle tariffe per il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Cdr visto che il gestore non ha garantito tutti i servizi che avrebbe dovuto da contratto”, spiega. “La richiesta di tagliare è valida ancora oggi:ripeto, le tariffe vanno ridotte ulteriormente e mi riferisco a quelle che sono contenute nell’eventuale transazione”.

Eventuale? “Dico eventuale perché, sempre per la necessità di fare gli interessi della collettività, è necessario valutare se sussistano oppure no le condizioni per continuare su questa strada, viste le criticità che sin dall’inizio ci sono state con l’impianto di Cdr gestito da Nubile”. Il che, in altri termini, vuol dire non solo che il contenuto della transazione non va bene ma che lo stesso accordo è messo in discussione.

Salvatore Ripa“L’altro motivo di non fiducia sta nel fatto che qualche settimana fa, sono stati bloccati all’ingresso dell’impianto anche i camion dell’Aro Br/1 che trasportavano regolarmente indifferenziato. Mi pare evidente che in questo modo non si può continuare, non si va da nessuna parte, ecco perché riteniamo che sia arrivato il momento di avviare un confronto aperto alle due massime istituzioni, ossia Regione a cui spetta la titolarità delle decisione sul fronte della gestione dei rifiuti e Prefettura, in tema di ordine pubblico e sanità”, prosegue il presidente dell’Aro 1. “Questo vuol dire che siamo disponibili a partecipare alla prossima assemblea dell’Oga, a patto che Regione e Prefettura siano presenti, in modo tale che tutti sappiano come stanno davvero le cose”.

La coincidenza ha voluto che proprio oggi, dall’Oga sia stata spedita una lettera al prefetto per riassumere la questione costi: “Partendo dalla tariffa di gara fissata in 104,99 euro per tonnellata”, sono state detratte “per ogni singolo periodo indicato dai sindaci le aliquote relative alle prestazioni non eseguite dal gestore per proprie inadempienze”, si legge nella missiva firmata da Fabio Lacinio e Gianluca Cuomo, i quali hanno rivendicato di “aver sempre agito, nel rispetto dell’incarico conferito, seguendo le indicazioni che l’assemblea dell’Oga ha impartito durante le varie riunioni”.

I sindaci – si legge – “hanno condiviso i contenuti” della riduzione della tariffa “accettandone i valori numerici all’unanimità e ritenendo che i valori proposti rispettassero il principio sancito dalla delegazione si pagare solamente le attività effettivamente svolte dal gestore”. Ieri Lacinio, in qualità di dirigente del settore Lavori Pubblici, ha firmato la determina con cui ha impegnato la somma di 200mila euro stimata per lo svolgimento delle operazioni di rimozione del percolato dalla discarica di Autigno, dopo la diffida notificata dalla Procura, tramite i carabinieri del Noe, al sindaco Mimmo Consales. Somma che sarà chiesta “in danno al gestore Nubile”.

Il provvedimento è stato firmato dal pm Valeria Farina Valaori, titolare del fascicolo d’inchiesta sul presunto inquinamento della falda acquifera del sito, sotto sequestro dallo scorso 5 maggio. Il tempo assegnato per gli adempimenti è pari a dieci giorni, a far data dall’11 settembre. Per il Comune di Brindisi “la questione riveste assoluta criticità”, da qui l’urgenza “assoluta e indifferibile di attivare una procedura di gara mirata alla individuazione di un soggetto che dovrà eseguire cento viaggi di trasporto e smaltimento di percolato dopo averlo estratto dai pozzi di gestione”. La gara è stata aggiudicata oggi.

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