Cronaca

Rifiuti, la tangente secondo Screti: in due verbali la sua verità sui 30mila euro

Restano secretate le dichiarazioni sui rapporti con l'ex sindaco di Brindisi. Ma Consales rimane in silenzio, ai domiciliari dal 6 febbraio. Indagine ancora in corso: non è esclusa una modifica del capo di imputazione da corruzione a concussione. L'imprenditore potrebbe chiedere il patteggiamento

BRINDISI – Tutto quello che doveva dire, ciò che sapeva, l’imprenditore Luca Screti lo ha dichiarato ai pm e ha firmato due verbali che sembrano confermare la base su cui poggia l’inchiesta della Procura sull’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr, di proprietà del Comune di Brindisi, alla sua impresa, la Nubile: esisteva un rapporto tra lui e l’ex sindaco, Mimmo Consales, ci sarebbero state dazioni di denaro, tangenti per 30mila euro, versate dall’ex amministratore unico della società in favore del primo cittadino, il punto è che adesso bisogna capire se sia stata corruzione come contestato inizialmente dalla Procura o concussione.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlLa natura e la qualificazione del rapporto tra il soggetto privato e quello pubblico, a capo dell’Amministrazione di centrosinistra, sarebbero al centro delle valutazioni dei sostituti procuratori titolari del fascicolo, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, i quali a distanza di quasi due mesi dall’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare a carico di Screti (in foto) e Consales hanno raccolto solo la versione del primo. Consales, infatti, si è avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip e non ha mai depositato istanza per chiedere di essere ascoltato. La strategia difensiva dell’ex sindaco del capoluogo, affiata dall’avvocato Massimo Manfreda, ha seguito sin dall’inizio una strada differente da quella adottata dal difensore di Screti, Vincenzo Farina.

Entrambi i penalisti, in ogni caso, non hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame di Lecce perché l’attività istruttoria è ancora in corso. E prosegue essendoci la necessità di riscontrare quanto ha dichiarato Screti, la sua verità, consacrata nelle pagine di due verbali resi a distanza di giorni. La prima volta, all’indomani dell’arresto in carcere, dopo aver deciso di non sostenere il confronto con il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, con il risultato di aver ottenuto i domiciliari. La seconda alla fine del mese di febbraio, in una condizione psicologica differente proprio perché non più ristretto nella casa circondariale di via Appia.

Mimmo Consales esce dal tribunale insieme all'avvocato Massimo Manfreda, dopo l'interrogatorio davanti al gip-2Screti avrebbe riferito ai magistrati la genesi della conoscenza con Consales, spiegando cioè quando e dove hanno avuto modo di incontrarsi. I pm sostengono che i due avrebbero avuto contatti già durante il periodo della campagna elettorale, nella primavera 2012 stando ai tabulati telefonici, per poi proseguire dopo la proclamazione di Consales a sindaco (nella foto con il suo avvocato, Massimo Manfreda).

I contatti, stando a quanto è scritto nell’ordinanza, hanno consentito all’imprenditore della Nubile di ottenere in affidamento la gestione dell’impianto di Cdr di proprietà dell’Amministrazione comunale dell’importo complessivo di 176.514mila euro e della durata di 15 anni, “senza la prestazione delle garanzie finanziarie che invece erano richieste, senza la realizzazione delle opere di tompagnamento e di un efficace sistema di biofiltrazione e senza che lo stesso impianto, sito in via per Pandi, venisse sottoposto al progetto di revamping prescritto dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2010”.

Le ragioni alla base dell’affidamento per i sostituti procuratori sono da trovare a cercare nella tangente di circa 30mila euro che Screti ha versato a Consales, in sei rate, per permettere al sindaco di saldare il debito personale con Equitalia. Debito legato al mancato versamento di oneri nel periodo in cui era amministratore della News sas, la società di comunicazione, già oggetto di inchiesta nel frattempo confluita nel processo in corso di svolgimento dinanzi al Tribunale con Consales imputato assieme al socio storico, Sabino Porro, e al nuovo amministratore, Alessio Vincitorio.

In questa inchiesta era già emerso il versamento di denaro in contanti per pagare il debito che il direttore della filiale di Brindisi di Equitalia, Giuseppe Puzzovio, aveva autorizzato a saldare in tranche  e lo stesso Puzzovio è imputato. Quel che non era stato possibile accertare era la provenienza del contante: chi aveva dato a Consales la somma necessaria?

Le banconote qualche volta sono arrivate all’ex sindaco in buste chiuse consegnate da Massimo Vergara, commercialista di Lecce, che in quel periodo lavorava per conto di Screti, come direttore dell’amministrazione della Nubile. Il professionista ha reso interrogatorio dimostrando un “atteggiamento collaborativo” stando a quanto ha scritto il gip che lo ha rimesso in libertà (era ai domiciliari).

L'impianto di Cdr-2La risposta sulla provenienza del denaro e delle buste è arrivata ricostruendo la storia dell’appalto per il Cdr (l'ingresso del sito nella foto) e a questo punto i pm hanno contestato la corruzione a Consales, ritenuto corrotto, e a Screti, considerato il privato corruttore.

Nel fascicolo dei magistrati, nel frattempo, sono confluite le dichiarazioni dell’imprenditore e sono stati raccolti altri elementi delegati agli agenti della Digos: se da un lato sembra essere confermata la “mazzetta”, dall’altro non è ancora chiaro se sia da ritenere effettivamente oggetto di corruzione, quindi di un accordo tra le parti, o di concussione, fattispecie nella quale è il pubblico ufficiale che abusando della sua qualità, costringe a dare o a promettere utilità.

La versione resa da Screti farebbe emergere profili concussivi, da qui la necessità di un approfondimento che potrebbe anche richiedere un terzo interrogatorio per l’imprenditore. La difesa in ogni caso potrebbe avanzare richiesta di patteggiamento della pena una volta chiusa l’attività istruttoria con la definizione del capo di imputazione.

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