Cronaca

Rifiuti, ora Screti indagato anche per interruzione di pubblico servizio

Stessa contestazione per il nuovo amministratore unico della Nubile, Francesco De Marco. Dopo la chiusura dell'impianto di Cdr il 30 novembre scorso, informativa del Noe trasmessa in Procura il 7 gennaio scorso e riunita all'inchiesta per corruzione: "Situazione di degrado ambientale"

L'imprenditore Luca Screti, in basso l'impianto di Cdr e i pm titolari dell'inchiesta Giuseppe De Nozza e Savina Toscani

BRINDISI – Nuova contestazione per Luca Screti legata alla gestione dell’impianto di Crd: è indagato per interruzione di pubblico servizio assieme al nuovo amministratore unico della società Nubile, Francesco De Marco, bolognese, che per la Procura altro non sarebbe se non una “testa di legno” poiché l’imprenditore brindisino avrebbe continuato di fatto a gestire la srl preoccupandosi di non risultare in prima persona per evitare ulteriori esposizioni sul piano penale.

La nuova ipotesi di reato è conseguenza diretta di quanto avvenne lo scorso 30 novembre nel sito di via per Pandi, quando  la società Nubile portò via i mezzi dall’impianto di proprietà del Comune di Brindisi che aveva in gestione dal 20 luglio 2012, in forza di un contratto l’Ente cittadino ha risolto per gravi inadempienze, solo dopo il commissariamento dell’Oga per mano della Regione Puglia.

Il sito venne chiuso e restò inaccessibile anche dopo, nonostante l’ordinanza firmata dal governatore Michele Emiliano il 4 dicembre 2015 con la quale si intimava alla società Nubile di “smaltire nella discarica Formica Ambiente le migliaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani presenti nell’impianto di Cdr, abbandonate al pari dello stesso impianto”.L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile Srl

Non essendoci più i mezzi della Nubile e non essendo ancora stato perfezionato il cambio di titolarità nel contratto, in favore dell’Amiu, la muncipalizzata del Comune di Bari, previsto inizialmente per il 16 dicembre, il sito venne chiuso determinando, quindi, un’interruzione del servizio ritenuto pubblico e una violazione dell’ordinanza.

Su tale aspetto con annesse conseguenze  in termini di disagio per l’impossibilità di procedere con lo smaltimento dei rifiuti sia a Brindisi che nei comuni della provincia, c’era stata anche una relazione della stessa struttura commissariale dell’Organo di governo d’ambito trasmessa in Procura, all’attenzione del capo, Marco Dinapoli, agli inizi del mese di dicembre, con tutti i provvedimenti adottati per l’impianto di Cdr.

Sulla situazione del sito e più esattamente sulla quantità di rifiuti presenti in via per Pandi, al momento della decisione di Nubile di andar via, i carabinieri del Noe presentarono una notizia di reato in Procura, il 7 gennaio scorso, unita per connessione al procedimento penale sulla gestione del Cdr che ha poi portato agli arresti di Screti, dell’ex sindaco Mimmo Consales e del commercialista Massimo Vergara, per corruzione, truffa aggravata e frode, ai danni del Comune di Brindisi e ti tutti gli altri dell’Oga.

Stando agli accertamenti svolti, all’interno dell’impianto che si trova in via per Pandi furono lasciate circa tremila tonnellate di rifiuti, tra indifferenziato e materiale nelle celle di biostabilizzazione.

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2La situazione, tradotta sul piano penale, ha portato alle contestazioni per violazioni degli articoli 650 del Codice penale e 340, tanto per Screti che il suo successore De Marco. La prima fattispecie riguarda “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene”, come appunto era l’ordinanza di Emiliano. In tal caso “è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro”. Quanto all’interruzione di pubblico servizio, “chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità  di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni”.

Secondo i pm e il gip permane la grave situazione di degrado ambientale posto a fondamento del sequestro preventivo del sito, eseguito dagli agenti della Digos sabato scorso.

De Marco nel frattempo ha nominato un avvocato difensore, Giuseppe Guastella, in qualità di amministratore unico della Nubile srl. Ma secondo i pm inquirenti, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, nulla sarebbe cambiato nella gestione della società non solo perché Screti alla data del 24 dicembre 2012 manteneva ancora la qualifica di amministratore, stando all’ultima visura della Camera di Commercio depositata, ma soprattutto in considerazione del fatto che De Marco non sarebbe legato da nessun tipo di interesse con la città di Brindisi, né tanto meno ha a avuto a che fare con il sistema di gestione dei rifiuti. L’imprenditore originario di Casalecchio di Reno lavora nei settori assicurativo, commercio al dettaglio e credito al consumo e risulta titolare di una ditta individuale che opera nel settore del procacciamento di affari di prodotti senza prevalenza, con sede nel comune del Bolognese.

Stando, inoltre, agli accertamenti svolti dagli agenti della Digos, non sarebbe neppure stato presente a Brindisi nel periodo compreso fra il 15 novembre 2015 e il 15 gennaio 2016, circostanza ritenuta incompatibile con la gestione della Nubile: dai tabulati telefonici, infatti, non emerge nessuna chiamata fatta o ricevuta in quei giorni.

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