Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti, Screti di nuovo dai pm: l’inchiesta si allarga

Secondo interrogatorio, possibile modifica dell’ipotesi di reato contestata in concorso a Consales: da corruzione a concussione. Il gip non ha ancora sciolto la riserva sulla richiesta di sospensione dell’attività per la Nubile della durata di due anni

BRINDISI – Se da un lato il gip non ha ancora sciolto la riserva sulla richiesta di sospendere dall’attività la società Nubile srl per due anni, dall’altro ci sarebbero nuove dichiarazioni rese dall’ex amministratore unico Luca Screti sui rapporti imbastiti con l’ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales e sui profili di corruzione contestati sino a questo momento.

Cosa ha detto Screti? Ha parlato in prima persona? Ha ammesso l’accusa o ha voluto dire altro, aggiungere informazioni, chiarire e riferire elementi nuovi? Lo scenario è tutt’altro che chiuso e ci sarebbero interrogativi tali da rendere necessari approfondimenti per capire se effettivamente i rapporti fra i due, Consales e Screti, siano stati di parità o se, al contrario, ci siano state situazioni diverse. Di concussione, per esempio, e non corruzione.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlD’obbligo il condizionale visto che l’attività istruttoria è in corso.  Di certo, allo stato, c’è che l’inchiesta prosegue e si allarga a distanza di quasi un mese dagli arresti eseguiti dagli agenti della Mobile, arresti che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Brindisi e al ritorno alle urne il prossimo mese di giugno.

Consales è ai domiciliari dal 6 febbraio scorso e il suo difensore di fiducia, Massimo Manfreda, non ha presentato alcuna istanza: né al gip, né tanto meno ai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Savina Toscani. Esclusa, inoltre, l’ipotesi di ricorrere al Tribunale del Riesame di Lecce per chiedere l’annullamento della misura cautelare di fronte alle dimissioni rassegnate 48 ore dopo gli arresti. Resta, quindi, il silenzio dell’indagato che, nel frattempo, è stato sospeso dall’ordine dei giornalisti come diretta conseguenza dei domiciliari. E’ l’unico a non aver rilasciato alcuna dichiarazione dopo l’accusa di essere stato corrotto dall’imprenditore Luca Screti con una tangente pari a 30mila euro, destinata al pagamento di una tranche del debito maturato nei confronti di Equitalia per 315mila euro.

I pubblici ministeri sono partiti dall’assunto che quei soldi Consales li ha avuti, in contanti o tramite provviste versate in banca e che li abbia destinati a saldare la posizione rimasta pendente in relazione alla vecchia società News e prima ancora alla Mondovideo. Continuano a sostenere che la provenienza di quel denaro è stata assicurata da Screti e in tal senso ci sono sia le dichiarazioni dell’imprenditore sia quelle rese da Massimo Vergara, il commercialista di Lecce che proprio in virtù dell’atteggiamento collaborativo è stato rimesso in libertà dopo l’interrogatorio di garanzia, a distanza di quattro giorni dagli arresti ai domiciliari.

Mimmo Consales esce dal tribunale insieme all'avvocato Massimo Manfreda, dopo l'interrogatorio davanti al gip-2Gli aspetti ancora da chiarire sono diversi: prima di tutto, chi ha cercato chi, in altre parole resta da capire la genesi della conoscenza e del rapporto tra Consales e Screti, se cioè sia stato il sindaco a chiedere di incontrare l’imprenditore e o se via avvenuto il contrario. Va detto che già nel provvedimento di arresto, si evince l’esistenza di una conoscenza pregressa, risalente almeno al periodo della campagna elettorale, dal momento che sono stati accertati sette-otto incontri in bar tra Brindisi, Mesagne dove per un certo periodo Consales ha vissuto, e San Pietro Vernotico, paese di origine di Screti e in cui lo stesso risiede.

C’è, poi, da accertare se i contatti fra i due avessero un’altra prospettiva in aggiunta al pagamento dei debiti con Equitalia che dovevano essere saldati in 72 rate. Se fossero destinati ad altro rispetto all’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr, oggetto dell’inchiesta, e della discarica di Autigno, sotto sequestro per inquinamento della falda, siti entrambi di proprietà del Comune di Brindisi.

L’interrogativo di interesse investigativo emerge dalle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, tra dirigenti e funzionari di Palazzo di città, secondo cui contrasti tra la parte politica e quella tecnica dell’Amministrazione ci sarebbero stati al momento della decisione sulla risoluzione del contratto con Nubile.

Tensioni, inoltre, sarebbero emerse anche durante le assemblee dell’Oga, l’organo di governo d’ambito, poi commissariato dalla Regione Puglia, nel momento in cui Screti avrebbe proposto la realizzazione di una discarica nuova in una zona argillosa, per superare l’emergenza scaturita dal sequestro di Autigno. E poi c’è il capitolo del biogas, anche questo accennato nell’ordinanza di custodia cautelare.

Se effettivamente oltre al Cdr, la società Nubile tramite Screti pensava a nuove possibilità di guadagno, c’erano altri rispetto al sindaco, altri politici dentro e fuori il Palazzo, sui quali l’imprenditore poteva fare affidamento? E se sì, chi sono e cosa hanno fatto?

L'impianto di Cdr gestito da Nubile-3Né va dimenticato lo strascico in sede di giustizia amministrativa e civile delle vicende legate alla società Nubile perché la srl ha fatto ricorso al Tar così come ha anticipato la richiesta di danni per almeno 40 milioni di euro per aver avuto in gestione una discarica che non poteva essere messa a gara poiché le soglie di inquinamento erano state già superate e per aver ereditato un impianto di Cdr obsoleto. Tutta la documentazione è confluita nel fascicolo dell’inchiesta.

Probabilmente anche le ragioni alla base di azioni legali di questo genere saranno state chieste a Screti che, secondo indiscrezioni, sarebbe tornato a parlare con i pm negli ultimi giorni per fornire chiarimenti rispetto alle primissime dichiarazioni, rese in una condizione psicologica particolare perché ristretto nel carcere di Brindisi. L’approccio al secondo interrogatorio, da indagato ai domiciliari, sarebbe stato quindi diverso. Resta, in ogni caso, secretato il verbale firmato da Screti.

L’interrogativo finale è se ci sia stata corruzione o altro. Non è escluso che l’ipotesi di reato venga modificata in concussione e che il numero degli indagati aumenti nel caso in cui dovessero essere raccolti elementi tali da far sbilanciare il rapporto di parità fra il pubblico ufficiale e il privato, corrotto il primo e corruttore il secondo.

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