Cronaca

Rifiuti, sempre più caos: dopo il crollo differenziata, stipendi non pagati ai lavoratori

E' sempre più 'caos rifiuti'. Come se non bastasse il picco in basso per la raccolta differenziata, che è un danno gravissimo per le tasche e per l'ambiente, si presentano già al primo mese le difficoltà nel pagamento degli stipendi dei lavoratori.

BRINDISI - E’ sempre più ‘caos rifiuti’. Come se non bastasse il picco in basso per la raccolta differenziata, che è un danno gravissimo per le tasche e per l’ambiente, si presentano già al primo mese le difficoltà nel pagamento degli stipendi dei lavoratori. Il 15 gennaio (ieri) avrebbe dovuto essere accreditato quanto dovuto a tutti dipendenti della Ecologica Pugliese, la ditta che si occupa del servizio di igiene urbana. E invece, nulla. Non sarà fatto neanche oggi, a quanto pare. Forse lunedì, ma solo se il Comune pagherà all’azienda il canone mensile relativo al mese di dicembre. Ieri sera presso la sede della ditta di Capurso c’è stato un incontro con i rappresentanti sindacali che hanno rappresentato il disagio dei lavoratori oltre che il disappunto per il ritardo annunciato e verificatosi già al primo appuntamento con la busta paga.

C’è chi ha rilevato che un’azienda solida, scelta in emergenza dall’amministrazione comunale che non era soddisfatta della ditta precedente (che aveva sfiorato il 40 per cento di raccolta differenziata a ottobre, cifra record per Brindisi) per occuparsi di un servizio delicato per sei mesi, dovrebbe avere un po’ di danaro in cassa da anticipare per pagare gli stipendi in caso di ritardo nei versamenti da parte della pubblica amministrazione. O comunque la capacità di farsi anticipare il pagamento dagli istituti di credito. Non va così: se l’ente non paga in tempo, a farne le spese sono i dipendenti.

Non c’è solo quindi da rilevare, nel capitolo ‘caos rifiuti’ il crollo della differenziata, che a dicembre non ha superato il 16 per cento, qualche punticino in più di novembre (dal 17, data di avvio del servizio fino al 30), ma anche altro tipo di problemi che fanno sì che al malcontento dei cittadini per le difficoltà organizzative nella raccolta, si aggiunga quello dei lavoratori.

Il canone è elevato: per i soli 12 giorni di novembre il Comune ha versato a Ecologica 590 mila euro. Se la percentuale della differenziata cala, (13,33 per cento di novembre, 16,40 di dicembre, che in realtà è qualcosina in meno perché nel totale indicato sul sito della Regione c’è anche quanto totalizzato dall’azienda che si occupa di raccolta di abiti usati), cresce esponenzialmente la quota versata a Nubile per l’avvio della frazione differenziata a biostabilizzazione. Aumenta l’ecotassa: insomma, come già più volte ribadito, si finisce per spendere molto di più per un servizio molto più scadente per il quale i 239 dipendenti Ecologica Pugliese tra cui ci sono i tanti che avevano contestato aspramente Monteco.

La cacciata della ditta di Campi Salentina è stata un punto programmatico della campagna elettorale del sindaco Mimmo Consales, in realtà è stata invocata e alla fine realizzata, dopo un contenzioso amministrativo che ne ha allungato i tempi, nei primi due anni di governo della città del primo cittadino Pd.

Fallito l’affidamento all’azienda siciliana Aimeri, già coinvolta in uno scandalo in salsa ‘antimafia’ a Palermo per traffico di rifiuti, è stata selezionata Ecologica Pugliese azienda che avrebbe dovuto totalizzare da subito il 58 per cento di rifiuti differenziati e che probabilmente potrà contestare le penali che il Comune le dovrebbe applicare perché non ancora titolare di un contratto.

Anche nel dettaglio delle percentuali di differenziata, ossia frazione per frazione, la situazione non sembra essere migliore. In conclusione c’è da dire che la gran parte della monnezza brindisina finisce da Nubile, il cui titolare Luca Screti è indagato - nell’inchiesta per riciclaggio, ricettazione e corruzione condotta dai pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani e affidata alla Digos che riguarda anche lo stesso Consales  - anche per frode in pubblica fornitura proprio in relazione alla gestione dell’impianto Cdr-Css della via per Pandi dove la mole di rifiuti indifferenziati va a finire prima di giungere, sospettano gli investigatori quasi interamente, presso la discarica di Autigno. 

Sulla questione rifiuti interviene il capogruppo consiliare di "Brindisi bene comune", Riccardo Rossi, con una nota che riportiamo di seguito.

Abbiamo appreso dai lavoratori della Ecologica Pugliese, l’azienda che dal 17 novembre gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Brindisi, del mancato pagamento da parte dell’azienda dello stipendio.
 

Riteniamo inammissibile il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori, né tale ritardo può essere giustificato per un ritardo di qualche giorno nel pagamento del canone da parte del Comune.
 
La Ecologica infatti opera da soli due mesi a Brindisi  ed è del tutto evidente che non può aver maturato in questo breve periodo un credito importante nei confronti del Comune tale da giustificare il mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori.
 
Ritardi anche di un paio di mesi  nei pagamenti di una pubblica amministrazione sono fisiologici, figuriamoci quelli di pochi giorni. Ritardi che fanno parte  del rischio di impresa che ogni azienda sul mercato si assume.
 
Ci sembra sempre più evidente che nell’accettare l’incarico a Brindisi questa azienda ha probabilmente fatto il passo più lungo della gamba., visto che la raccolta differenziata crolla, non vi è traccia di un contratto firmato con il comune né con aziende per il conferimento della frazione umida. Oggi verifichiamo che anche da un punto di vista finanziario l’azienda ha serie difficoltà se non riesce a pagare gli stipendi senza il versamento del canone del comune.
 
Siamo ormai precipitando in una crisi profonda nel ciclo dei rifiuti con un  servizio di raccolta rifiuti che non soddisfa i cittadini e l’impianto di trattamento di CDR e biostabilizzazione che ha seri problemi.
 
Chiediamo all’amministrazione di fare chiarezza su queste due vicende convocando immediatamente una conferenza dei capigruppo per riferire delle problematiche e avviare un confronto per raggiungere soluzioni a questa crisi che la città non può permettersi.
 

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