Cronaca

"Rifiuti smaltiti in Emilia, il Comune non ha mai chiesto il rimborso alla Regione"

Il capogruppo dei Coerenti, Pasquale Luperti: "Questa 'distrazione' rischia di farci perdere centinaia di migliaia di euro, con inevitabili ripercussioni a carico dei brindisini". In due mesi costo di oltre un milione di euroConsultazione della sindaca per la definizione della nuova Giunta, dopo l'azzeramento del 30 dicembre

BRINDISI - Una distrazione in materia di rifiuti che costa tanto al Comune di Brindisi e di conseguenza ai brindisini: "Il Comune di Brindisi non ha chiesto il ristoro del maggior costo per lo smaltimento in Emilia, alla Regione Puglia. Come mai? Per quale motivo l'Amministrazione è rimasta silente, salvo poi anticipare che ci sarebbe stato un nuovo aumento della Tari?".

Maria Rollo e Pasquale Luperti-3Continua l'attacco frontare del capogruppo dei Coerenti, Pasquale Luperti, consigliere comunale di maggioranza che aveva ottenuto in Giunta il vice sindaco Francesco Silvestre, e che è stato il primo a rompere con la "sua" coalizione, a distanza di sei mesi dalle elezioni, prendendo le distanze in via ufficiale da quando le intenzioni relative ai ritocchi all'insù della Tassa sui rifiuti sono diventate di pubblico dominio, essendo state consegnate alla città dalla sindaca Angela Carluccio e dell'assessore al Bilancio, Salvatore Del Grosso, nel corso della conferenza stampa di fine anno, diventata pirotecnica quanto ad effetti.

Perché subito dopo la coalizione dei moderati (la cosiddetta grande coalizione) è implosa con il "j'accuse" di Luperti, ex assessore all'Urbanistica, seguito a ruota da quello di Toni Muccio per i centristi. Tutti contro l'assessore titolare della delega al Bilancio che, a sua volta, ha respinto le accuse al mittente ricordando di avere ancora la fiducia della prima cittadina. Ventiquattro ore dopo, Carluccio ha azzerato la sua Giunta, ha ritirato le deleghe a tutti e ha (provato) ad alzare la voce: "Basta liti", ha detto tramite il portavoce che ha sfornato la nota per la stampa comunicando la volontà della sindaca di mettere a punto una nuova squadra di governo con l'inserimento della donna mancante, quella quota rosa che ha persino attirato l'attenzione del prefetto, dopo la segnalazione dei Cinque Stelle.

Le consultazioni della sindaca Carluccio (e del chi per lei, sostengono in maniera ironica i consiglieri di opposizione) vanno avanti, di pari passo con le polemiche che oggi sono state rilanciate da Luperti: "Sono sconcertato per gli esiti dei primi approfondimenti da me richiesti in relazioni ai conti del Comune e finalizzati a scongiurare aumenti di tassazione a carico dei cittadini. È emerso, infatti, che il Comune di Brindisi non ha mai chiesto alla Regione il ristoro dei maggiori costi sopportati per lo smaltimento di rifiuti in Emilia Romagna", dice. "Una 'distrazione' che rischia di farci perdere centinaia di migliaia di euro, con inevitabili ripercussioni a carico dei brindisini. È evidente che ci sono gravissime responsabilità della struttura comunale ed altrettanto gravi responsabilità degli amministratori per i mancati controlli. Per questo chiederò immediatamente una indagine per fare luce sull'accaduto. E questa volta chi ha sbagliato deve pagare. A tutti i livelli. A tutela della cittadini".

Dagli atti del Comune risulta che le tariffe proposte per lo smaltimento degli impianti emiliani sono le seguenti: “118 euro per ogni tonnellata, a titolo di conferimento presso gli impianti di Granarolo, in provincia di Bologna, e di Ferrara”, a cui si aggiunge il ristoro per il “disagio ambientale” che va da riconosciuto  alla Regione Emilia Romagna, pari a  14 euro per tonnellata, più il “costo di trasporto 1.960 euro per ogni viaggio pari a 70 euro per tonnellata. Sono stati stimati dieci autotreni al giorno che nel periodo di produzione dei rifiuti, coincidente con la settimana di Ferragosto, potrebbero diventare venti.

Tirando la linea della somma, il risultato porta a 227 euro per tonnellate, a cui bisogna aggiungere l’Iva con il risultato che si arriva a 250 euro per tonnellata. A carico del Comune di Brindisi, al momento, c’è un conto pari a un milione e 320mila euro che dovrà essere saldato appena arriverà la fattura della società Hera Ambiente, proprietaria dei siti: il costo si riferisce a due mesi di tempo, vale a dire al conferimento iniziato lo scorso 12 luglio per effetto dell’accordo raggiunto tra i governatori delle regioni Puglia ed Emilia Romagna, dopo che l’Oga (commissariata) ha preso atto dell’impossibilità di conferire negli impianti di proprietà del Comune di Brindisi così come in quelli che si trovano a Massafra e nel Leccese.

All'orizzonte, c'è l'aumento della Tari, già dal 2015 la tassa più alta d'Italia, pari - in media -a 308 euro.Nulla ancora si sa della nuova Giunta, la versione numero tre dell'Amministrazione Carluccio, dopo la staffetta interna ai Cor che sembrano aver imboccato una direzione opposta dopo aver contestato diverse decisioni. 

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