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Rifiuti su nave e corruzione: archiviazione per Monetti, Giuffé e Tanzarella

Il pm inizialmente contestava l’esistenza di un’associazione per delinquere. Per l’ex assessore cade anche l’accusa legata a un ammanco da 200mila euro nel laboratorio analisi dell’ospedale

BRINDISI – Cade l’accusa di corruzione per Antonio Monetti, ex assessore all’Ecologia del Comune di Brindisi, per Aldo Tanzarella, dirigente dell’ufficio Demanio dell’Autorità portuale e per  Salvatore Giuffrè, ex segretario generale dell’Ente, nonché ex responsabile del sistema anticorruzione interno: il gip del Tribunale di Brindisi ha disposto l’archiviazione a conclusione dell’inchiesta della Procura su autorizzazioni e trasporto via nave del combustile da rifiuto, anche destinato al Portogallo, rispetto alle quali era stata ipotizzata inizialmente anche  l’esistenza di un’associazione per delinquere. Restano sotto indagine l’imprenditore Luca Screti e altre sei persone.

Il decreto di archiviazione

Antonio Monetti-3Il decreto di archiviazione è stato firmato dal gip Tea Verderosa su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, titolare del fascicolo, il quale lo scorso 28 febbraio aveva chiesto la restituzione degli atti con riferimento alle posizioni dei tre.

Le indagini erano state avviate dopo l’informativa di reato trasmessa dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi risalente al 2015: “Emergevano indizi di reità in relazione alle condotte assunte dagli indagati Antonio Monetti (nella foto accanto), Aldo Tanzarella e Salvatore Giuffrè”, tutti destinatari di avvisi di garanzia per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Rispetto a Monetti, componente della Giunta di centrosinistra dell’allora sindaco Mimmo Consales, “emergeva che in qualità di assessore titolare della delega all’Ambiente, intratteneva rapporti con l’imprenditore Luca Screti” in veste di amministratore unico della società Nubile srl, in quel periodo di tempo “affidataria del servizio di gestione dei rifiuti nella città di Brindisi oltre che di alcuni comuni della provincia rientranti dell’Aro Brindisi 1”. Secondo il pm “le indagini svolte non consentivano di acclarare le ipotesi di reato in tal senso”. Analoghe considerazioni “in merito al mancato accertamento di responsabilità valgono per Aldo Tanzarella e Salvatore Giuffré”, ha scritto il pubblico ministero. Il gip ha condiviso.

Massimo Manfreda-2“Io non conosco né Giuffrè, né Tanzarella, né ho mai avuto contatti con l’Autorità portuale”, disse Monetti, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda (nella foto accanto). Alle ultime elezioni, Monetti si è ricandidato nella lista di Impegno sociale, senza essere eletto. “In ogni caso, ho fiducia nella magistratura, per cui attendo la conclusione con serenità”.

L’inchiesta

Al centro delle verifiche sembrano esserci alcune autorizzazioni in ambito portuale, rilasciate a un’azienda di Monopoli per acquisire lo status di impresa portuale. Oggetto di approfondimento anche il trasporto del combustibile da rifiuti all’estero. Vero è che negli atti dell’inchiesta sulla Nubile è emerso che una società tedesca denunciava a Consales il caso del Cdr che non arrivava in Portogallo, diventato poi oggetto di contenzioso a Francoforte.

Copia di quelle lettere sono nelle 15mila pagine dell’inchiesta sull’impianto di Cdr . La missiva considerata significativa per le condotte contestate a Screti, così come a Consales (nel procedimento per il quale c’è il processo in abbreviato per corruzione) risale al 27 maggio 2014, arrivata a Palazzo di Città, dallo studio legale della “Pranchi Gmbh” di Gelsenlcrhen. Non l’unica, visto che l’avvocato della società ha sempre lamentato che anche dopo quella data non c’era stato alcun conferimento di Cdr che, stando agli accordi firmati con Nubile, doveva avvenire nell’impianto che i tedeschi avevano in Portogallo. La firma risale al 23 agosto 2012, quindi un mese dopo aver sottoscritto quello con il Comune di Brindisi per la gestione del sito di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione. Solo dopo la lettera, Nubile conferisce un esiguo quantitativo di Cdr alla centrale termoelettrica di Manfredonia, in provincia di Foggia, denominata Eta, Energie Tecnologie Ambiente, del gruppo Marcegaglia, nel periodo compreso tra il 16 e il 30 giugno 2014.

Non avendo ricevuto risposta né da Screti, in veste di amministratore unico della Nubile, né dal sindaco Consales, il difensore di fiducia del titolare della società tedesca, l’avvocato Frank Ilaender, aveva azionato la richiesta di risarcimento danni nei confronti della ditta brindisina, presso il Tribunale internazionale di Francoforte

Gli altri indagati

luca screti-2Restano, invece, sotto procedimento penale in attesa di decisioni del pubblico ministero: gli imprenditori Michele Schettino di Brindisi, Giuseppe Ladogana e Nicola Ladogana, entrambi di Monopoli; Francesco De Marco, nativo di Roma, in qualità di amministratore unico subentrato a Screti nella Nubile srl e infine a Marius Marinov, originario della Bulgaria ma residente a Milano. Oltre a Screti (nella foto al lato) 

Il sostituto procuratore dovrà valutare se esercitare l’azione penale con richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale oppure no. Nel primo caso, dovrà procedere con gli avvisi di conclusione indagine.

L’ammanco nel laboratorio analisi del Perrino

Monetti, inoltre, risultava indagato – sempre nel periodo in cui era assessore del Comune – in qualità di “dirigente del laboratorio d’urgenza dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi” perché “si riteneva che potesse aver dato libero accesso al laboratorio a un numero indeterminato di persone, tale da generare un ammanco di oltre 200mila euro”. Il pm ha evidenziato che “le indagini in tal senso non consentivano di giungere alla identificazione dei soggetti beneficiari di tali prestazioni, per riscontrare l’assunto accusatorio”. Per questo motivo è stata chiesta l’archiviazione, disposta dal gip con decreto.

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