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Rifiuti su nave, otto indagati con Screti: “Associazione per delinquere”

Avvisi di proroga notificati al segretario generale dell'Authority Giuffrè, anche responsabile dell'anticorruzione, al dirigente Tanzarella, all'ex assessore Monetti del Comune, e agli imprenditori Schettino di Brindisi, Francesco De Marco, subentrato nella Nubile, Ladoagana di Monopoli e un bulgaro. Al centro dell'inchiesta il Cdr destinato al Portogallo

BRINDISI – Otto indagati dopo l’imprenditore Luca Screti, già imputato per corruzione, nell’inchiesta della Procura su autorizzazioni e trasporto via nave del combustile da rifiuto, anche destinato al Portogallo, ipotizzando persino l’esistenza di un’associazione per delinquere: gli avvisi di proroga sono stati notificati ad Antonio Monetti, ex assessore all’Ecologia del Comune di Brindisi nel periodo della gestione di centrosinistra; agli imprenditori Michele Schettino di Brindisi, Giuseppe Ladogana e Nicola Ladogana, entrambi di Monopoli; Aldo Tanzarella, dirigente dell’ufficio Demanio dell’Autorità portuale; Salvatore Giuffrè, segretario generale dell’Ente, nonché responsabile del sistema anticorruzione interno; Francesco De Marco, nativo di Roma, in qualità di amministratore unico subentrato a Screti nella Nubile srl e infine a Marius Marinov, originario della Bulgaria ma residente a Milano.

Le notifiche sono state necessarie per consentire ulteriori indagini, come chiesto dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Antonio Costantini, al gip prima della scadenza dei sei mesi, coincidenti con lo scorso 17 maggio. Si rendono necessari ulteriori accertamenti nell’arco del prossimo semestre, tra acquisizione di documenti su formato cartaceo e digitale, così come l’ascolto di nuove persone informate sui fatti, nello stesso interesse degli indagati. Solo dopo, a conclusione di questi nuovi e indispensabile verifiche, il pubblico ministero deciderà se procedere oltre. 

Al momento la dovuta informazione ai nove è arrivata per mano dei carabinieri del Reparto operativo -Nucleo investigativo di Brindisi, ai quali è stata delegata la prosecuzione dell’attività investigativa che proseguirà, quindi, per altri sei mesi sino al 15 dicembre 2017.

L’inchiesta, a quanto si apprende è partita nel 2015 ma è lo scorso anno che avrebbe avuto un impulso importante, per effetto del quale sono stati iscritti nel registro degli indagati l’assessore Monetti (foto in alto), in qualità di titolare della delega all’Ambiente per il Comune di Brindisi, all’epoca guidato da Mimmo Consales. “Io non conosco né Giuffrè, né Tanzarella, né ho mai avuto contatti con l’Autorità portuale”, dice Monetti che alle ultime elezioni si è ricandidato con Impegno sociale, senza essere eletto. “In ogni caso, ho fiducia nella magistratura, per cui attendo la conclusione con serenità”. L’ex sindaco, a sua volta, resta imputato per corruzione: la Procura dopo aver ottenuto l’arresto, ai domiciliari il 6 febbraio 2016, ha chiesto il processo, ampliando la contestazione inziale mossa in concorso con l’imprenditore Luca Screti, amministratore unico della Nubile Srl, la società che si aggiudicò la gestione dell’impianto di Cdr.

Screti (foto in basso), finito in carcere, rese interrogatori ammettendo di aver pagato tangenti per 30mila in favore dell’ex primo cittadino, attingendo al proprio conto corrente personale. Mentre Consales ha sempre respinto con forza l’accusa, sostenendo di aver ricevuto l’offerta di un aiuto in campagna elettorale, senza neppure sapere quanto e quando l’importo sarebbe stato versato. L’udienza preliminare è fissata alla fine dell’estate. Non è escluso che anche dai verbali firmati da Screti siano emersi profili penalmente rilevanti confluiti in un altro fascicolo, quello che oggi conta nove indagati, nel momento in cui l’imprenditore ha risposto alle domande del pm sulla destinazione del Cdr. E su autorizzazioni la cui competenza risiede in capo all’Autorità portuale.

Al centro delle verifiche, infatti, sembrano esserci alcune autorizzazioni in ambito portuale, rilasciate a un’azienda di Monopoli per acquisire lo status di impresa portuale. Oggetto di approfondimento anche il trasporto del combustibile da rifiuti all’estero. Vero è che negli atti dell’inchiesta sulla Nubile è emerso che una società tedesca denunciava a Consales il caso del Cdr che non arrivava in Portogallo, diventato poi oggetto di contenzioso a Francoforte.

Copia di quelle lettere sono nelle 15mila pagine dell’inchiesta sull’impianto di Cdr . La missiva considerata significativa per le condotte contestate a Screti, così come a Consales (nel procedimento per il quale pende l’udienza preliminare) risale al 27 maggio 2014, arrivata a Palazzo di Città, dallo studio legale della “Pranchi Gmbh” di Gelsenlcrhen. Non l’unica, visto che l’avvocato della società ha sempre lamentato che anche dopo quella data non c’era stato alcun conferimento di Cdr che, stando agli accordi firmati con Nubile, doveva avvenire nell’impianto che i tedeschi avevano in Portogallo. La firma risale al 23 agosto 2012, quindi un mese dopo aver sottoscritto quello con il Comune di Brindisi per la gestione del sito di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione.Solo dopo la lettera, Nubile conferisce un esiguo quantitativo di Cdr alla centrale termoelettrica di Manfredonia, in provincia di Foggia, denominata Eta, Energie Tecnologie Ambiente, del gruppo Marcegaglia, nel periodo compreso tra il 16 e il 30 giugno 2014.

Non avendo ricevuto risposta né da Screti, in veste di amministratore unico della Nubile, né dal sindaco Consales, il difensore di fiducia del titolare della società tedesca, l’avvocato Frank Ilaender, aveva azionato la richiesta di risarcimento danni nei confronti della ditta brindisina, presso il Tribunale internazionale di Francoforte, dove quest’ultima non si era costituita, per lo meno in prima convocazione.

Gli agenti della Digos, allora diretti da Vincenzo Zingaro, hanno accertato che Screti era stato in Portogallo il 18 luglio 2013 per visionare l’impianto, assieme al proprietario, il titolare della Pracht. Successivamente c’è stata una integrazione dei contratti sino ad arrivare al 24 gennaio 2014 quando cioè si arriva alla definizione di un’appendice con cui si riconosceva la possibilità di ritirare anche materiale non conforme alle specifiche  iniziali, dando modo alla Nubile di esportare comunque i rifiuti, fino a quando l’impianto non fosse stato adeguato dal punto di vista della tecnologia. Perché, va ricordato, che il sito di via Per Pandi viene messo in esercizio, con ordinanza del sindaco Mimmo Consales, pur non essendoci stati i lavori di revamping che invece erano richiesti, stando alle relazioni dei periti dello stesso Comune e della Procura. Alle stesse conclusioni sono arrivati i dirigenti della Provincia di Brindisi ascoltati in fase di indagine come persone informate sui fatti.

Nubile, stando agli atti, non avrebbe mai pagato la polizza fideiussoria indispensabile per la ratifica dell’autorizzazione, questo nonostante numerosi solleciti. E tanto basta per il decadimento automatico dell’autorizzazione. Il 4 aprile 2014 risulta essere stata emessa dalla Pracht una fattura per il pagamento di una prima nave, per il ritiro di tremila tonnellate di Cdr, pressato in balle a fronte di accordi secondo cui la quantità doveva essere pari ventimila tonnellate. In questo contesto, la Pracht scrivendo al Comune di Brindisi scriveva che il materiale poteva essere smaltito in discarica in maniera “scorretta”. Il sospetto c’era, un ragionevole dubbio, sosteneva il legale della società tedesca. Consales dopo quella nota avrebbe coinvolto gli uffici del Comune e rispondeva con lettera il 9 giugno 2014 con la quale, secondo l’accusa, avrebbe giustificato l’operato della Nubile.

Sull’inchiesta è intervenuto il nuovo presidente dell’autorità di sistema, Ugo Patroni Griffi: “Sono stato tempestivamente avvertito dall’ammiraglio Giuffrè (foto accanto) e dal dottor Tanzarella nel momento stesso in cui i miei due collaboratori sono venuti a conoscenza della vicenda” ha dichiarato. “La comunicazione della richiesta di proroga delle indagini - conclude il presidente -  non consente di circostanziare la vicenda e pertanto attendiamo che la magistratura concluda la sua indagine, confidando che già in questa fase verrà attestata la totale estraneità dell’ente e dei suoi dirigenti”.

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