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La discarica di AUtigno

La discarica di AUtigno

Rifiuti, vertice in prefettura. Servono tre milioni per gli interventi sugli impianti

Poco meno di due milioni per rimettere in funzione l'impianto di Cdr sulla strada per Pandi e poco meno di un milione per una serie di interventi di messa in sicurezza della discarica comunale di Autigno

BRINDISI – Poco meno di due milioni per rimettere in funzione l’impianto di Cdr sulla strada per Pandi e poco meno di un milione per una serie di interventi di messa in sicurezza della discarica comunale di Autigno. Occorreranno queste cifre per sbloccare, almeno in parte, il ciclo dei rifiuti nella provincia di Brindisi. E’ quanto emerso da un vertice sull’emergenza che si è svolto nel pomeriggio di oggi (15 marzo) in prefettura. Intorno a un tavolo si sono ritrovati: il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, il commissario del comune di Brindisi, Cesare Castelli, accompagnato dalla struttura tecnica, il sub commissario dell’Oga, Floriana Gallucci, il presidente dell’Amiu ( società cui è stata affidata la gestione dell’impianto di Cdr), Gianfranco Grandagliano, e il procuratore aggiunto della Repubblica di Brindisi, Nicolangelo Ghizzardi.

Anche la procura di Brindisi è parte in causa in questa complessa vicenda, in quanto entrambi i siti sono sotto sequestro nell’ambito di due inchieste giudiziarie (quella sull’impianto di Cdr è sfociata lo scorso febbraio nell’arresto dell’ex sindaco Consales, accusato di aver intascato delle tangenti dalla ditta Nubile; l’indagine per inquinamento della falda causato dalla discarica di Autigno vede indagate sette persone, fra cui i tecnici di Arpa, Provincia e Comune, oltre all’ex amministratore di Nubile, Luca Screti, coinvolto anche nel primo procedimento).

Il “caso Brindisi” è una sorta di paradigma del cortocircuito del servizio di raccolta, trattamento e conferimento dei rifiuti solidi urbani che interessa tutta la regione. Prendendo spunto dal commissariamento dell’Oga brindisina, infatti, il governatore Michele Emiliano ha commissariato tutte le Oga Pugliesi. E’ la premessa di una rivoluzione nel sistema di gestione dei rifiuti che dovrebbe portare alla nascita di un unico soggetto sotto il controllo della Regione al quale affidare l’impiantistica del settore.

Già, perché il pessimo stato in cui versano gli impianti è il più intricato nodo da sciogliere. La paralisi dell’impianto di biostabilizzazione sulla strada per Pandi e della discarica di Autigno costringono 9 comuni del Brindisino, fra cui il capoluogo, a trasportare i rifiuti presso due impianti di Cdr situati nel Salento (Poggiardo e Cavallino), da dove successivamente la frazione biostabilizzata viene conferita presso la discarica di Statte (Taranto).Questa situazione va avanti dallo scorso febbraio, con consistente aumento dei costi a carico della comunità.

Per questo bisogna uscire quanto prima dal pantano. Nel corso dell’incontro odierno sono state prese in considerazione due diverse ipotesi progettuali. Quella riguardante l’impianto di Cdr è stata redatta dall’Amiu. Gli interventi proposti dalla partecipata barese richiederebbero una spesa pari a circa 2 milioni di euro e sei mesi di lavoro, al netto dell’iter amministrativo per l’affidamento dei lavori tramite bando di gara. Ma chi dovrà appaltare i lavori? E con quali soldi? Tali interrogativi dovranno essere sciolti nei prossimi giorni.La bozza di progetto presentata dall’Amiu dovrà inoltre essere discussa dalla conferenza dei servizi.

Stesso discorso vale per l’ipotesi progettuale sulla messa in sicurezza della discarica di Autigno presentata dall’amministrazione comunale. In questo caso, il quadro è un po’ più chiaro. Se il progetto otterrà infatti il via libera della conferenza dei servizi, verrà candidato per un finanziamento regionale di un milione e 600mila euro rientrante nella legge regionale N.1 del 2016.

Tali interventi serviranno fondamentalmente a limitare il percolato in esubero, ma non saranno sufficienti a garantire l’operatività della discarica. Resta in sospeso, dunque, il destino dei 38 lavoratori che prestavano servizio per la ditta Nubile (28 con contratto a tempo determinato, 12 con contratto a tempo determinato). “Se entrambi gli impianti torneranno in funzione a pieno regime – dichiara a BrindisiReport il presidente di Amiu, Gianfranco Grandagliano – non credo ci saranno problemi a riassorbire tutte e 38 le unità. Noi non intendiamo penalizzare nessuno. Ma non dipende da noi. In questo momento Amiu non è un soggetto attivo. La palla passa al Comune di Brindisi”. 

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