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Riforma Autorità portuale, Tomaselli: "Non siano i campanilismi a prevalere"

L’annuncio del sindaco di Bari Antonio De Caro, secondo cui la razionalizzazione dei porti ‘partorirà’ due Authority – Taranto e Bari - e non più una sola, con gli altri scali (Brindisi e Manfredonia) che di fatto ‘graviteranno’ attorno ai due porti ‘core’, ha scatenato la reazione del senatore del Partito Democratico Salvatore Tomaselli

BRINDISI - L’annuncio del sindaco di Bari Antonio De Caro, secondo cui la razionalizzazione dei porti ‘partorirà’ due Authority – Taranto e Bari - e non più una sola, con gli altri scali (Brindisi e Manfredonia) che di fatto ‘graviteranno’ attorno ai due porti ‘core’, ha scatenato la reazione del senatore del Partito Democratico Salvatore Tomaselli.

“Se è vero ciò che dice De Caro – afferma Tomaselli - si tratterebbe di un passo indietro, un cedimento di natura meramente campanilistica. Se il sindaco De Caro, a sostegno della tesi di una doppia autorità in Puglia, sostiene l'argomento che Bari è differente rispetto a Taranto, vuol dire che non si vuole cogliere il senso della proposta iniziale che ha ispirato finora la proposta di Piano nazionale della portualità e della logistica e della conseguente nuova governance dei porti basata sulle cosiddette Autorità di Sistema Portuale”. 

“Una proposta che, per quanto riguarda la Puglia – prosegue Tomaselli - prevede la istituzione di una unica Autorità di Sistema del basso Adriatico Salvatore Tomaselli-2e dello Ionio, ovvero una prospettiva ambiziosa, pienamente rispondente alla filosofia della riforma, rivolta alla piena e funzionale integrazione e valorizzazione di tutti i porti pugliesi. Questa è la vera scommessa, su cui misurare la modernità e la lungimiranza di amministratori, istituzioni e operatori. Se, invece, a prevalere dovessero essere le "differenze" anziché le volontà di ‘integrazione’, tale scommessa sarà persa a vantaggio dei legittimi ma anacronistici interessi dei singoli territori”.

“Al netto dei tempi della riforma – dichiara ancora Tomaselli - che, come è noto, non sono ancora definiti anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale, quando in Parlamento arriverà il provvedimento sulla nuova governance, una volta adottato dal Consiglio dei ministri, noi continueremo a contrastare le logiche campanilistiche e a sostenere la politica della integrazione che è, poi, il vero modo per valorizzare l’intero patrimonio delle infrastrutture portuali pugliesi e per candidare per davvero la Puglia intera ad essere una delle piattaforme logistiche più importanti del Paese e dell’intero Mediterraneo”. 

“Se, al contrario- prosegue il senatore - dovesse prevalere il mero campanilismo, a quel punto sarà del tutto comprensibile e legittimo - come ha annunciato lo stesso sindaco Consales - che anche Brindisi rivendichi la sua autonomia. La fotografia dei cosiddetti ‘porti core’, infatti, scattata almeno cinque anni fa, risulta ormai una fotografia datata e non attuale, che non rispecchia la realtà fortemente mutata dei vari scali pugliesi: Bari, da un lato, è un porto ormai saturo ed oggettivamente proiettato alla prospettiva di ‘mantenere’ gli attuali traffici, come peraltro dichiarato dallo stesso sindaco De Caro; il porto di Taranto, invece,  pur alle prese con gravi criticità dovrà investire ingenti risorse per adeguarne la dotazione infrastrutturale e rilanciarne la funzione di ‘hub’; nel contempo il porto di Brindisi ha ripreso una presenza significativa nei traffici passeggeri e crocieristici, oltre che in quelli tradizionali e consolidati delle merci e rappresenta tutt'ora, nel panorama nazionale, uno dei porti che ha le maggiori potenzialità di ulteriore sviluppo”.

“Mi auguro, però – conclude Tomaselli - che ognuno si faccia carico di contribuire alle sfide del paese più che alla difesa dei propri legittimi ma angusti confini. Alcuni degli elementi che maggiormente hanno indebolito la competitività del sistema portuale e della logistica nel nostro paese negli ultimi anni sono dovuti proprio alla estrema frammentazione dell'offerta di servizi, alla scarsa integrazione e alla dimensione regionale delle infrastrutture: da qui una riforma di sistema che guardi con ambizione al rilancio di una forte presenza dell'intero paese nel mercato globale delle merci."

Anche la deputata Elisa Mariano (Pd), interviene sulle dichiarazioni del sindaco di Bari.  “Se fosse vero quanto riferito dal sindaco Decaro – afferma la Mariano - con la nuova riforma della portualità l'unica Authority a sparire in tutta la Puglia sarebbe quella di Brindisi. Il vero problema, però, non è la semplice questione di campanile quanto lo stravolgimento della logica che, fino ad oggi, è stata alla base del Piano nazionale della portualità e della logistica, vale a dire l'accentramento della governance regionale in un unico ente di sistema. Ha ragione il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, dunque, nel dire che bisogna contrastare questa deriva".

Elisa Mariano“Qualora attuata – prosegue la parlamentare democratica – una scelta di questo tipo risulterebbe fortemente penalizzante per Brindisi, la quale si ritroverebbe ad essere l'unico porto in Puglia con un semplice direttore di scalo portuale, che ha competenze minime rispetto ai presidenti delle Autorità portuali. Questo vorrebbe dire non avere alcuna autonomia nel sistema dei porti pugliesi”.

"Non bisogna nemmeno nascondere, però, che in fase di programmazione delle reti Ten-T dell'Unione Europea - conclude - è stato commesso un errore strategico che inevitabilmente pesa sul destino del porto di Brindisi. Bari e Taranto, infatti, risultano nodi "Core", dunque principali, mentre Brindisi solo "Comprehensive", vale a dire di seconda fascia. Una posizione che certo ci penalizza ma che non ci impedirà, quando la riforma approderà nelle aule parlamentari, di valutare ogni azione utile per intervenire su questo tipo di scelte”. 

“E nel frattempo – conclude la Mariano - lavoreremo in vista dell'aggiornamento dei porti delle reti Ten-T, previsto per il 2016 ma il cui iter istruttorio è già stato avviato in diversi Stati membri. Proprio nell'ambito di questo lavoro, per provare a valorizzare la posizione del porto nell'ambito della rete della mobilità europea, ho presentato una risoluzione in commissione Trasporti sul proseguimento del Corridoio Baltico-Adriatico fino a Brindisi, già approvato”. 
 

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