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Cronaca

Riforma del processo penale, stop unanime dal convegno Aiga

I rappresentanti dell'avvocatura, magistratura e accademia hanno censurato - seppur con qualche distinguo - numerosi ambiti di intervento, tra i quali quello della disciplina dell'avocazione, della prescrizione, del processo a distanza, del rito abbreviato, delle norme in materia di impugnazione

BRINDISI - Ieri, venerdì 28 aprile 2017 si è tenuto, presso il Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi, il convegno "La riforma della giustizia penale. Avvocatura magistratura e accademia in difesa del giusto processo".  All'evento, organizzato dall’AIGA in collaborazione con LA P.E.C., ANF, Movimento Forense, OCF e con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali e associativi del mondo dell’avvocatura, della magistratura e dell’accademia, dando vita a un serrato confronto sul testo del ddl di riforma del codice penale, del codice di procedura penale e dell'ordinamento penitenziario, in via di approvazione definitiva alla Camera dei Deputati.

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Dopo la solenne commemorazione dell'avvocato Fulvio Croce nell'anniversario della morte, ha preso avvio la tavola rotonda introdotta e moderata da Domenico Attanasi (Giunta Nazionale AIGA) con l'intervento di: Eugenio Albamonte (Presidente Nazionale ANM); Rossana Giannaccari (Giunta ANM); Francesco Paolo Sisto (avvocato del Foro di Bari e deputato); Michele Laforgia (avvocato del Foro di Bari); Vinicio Nardo (Organismo Congressuale Forense); Luigi Pansini (Segretario Generale ANF); Donata Cappelluto (Direttivo ANF); Flavio Luigi Romito (Movimento Forense); Michele Vaira (Presidente nazionale AIGA).

L'evento si è concluso con il magistrale intervento di Giorgio Spangher, Ordinario di Diritto Processuale Penale all'Università degli studi di Roma "La Sapienza", autorità assoluta del diritto processuale penale italiano. Nel corso del dibattito sono emerse molteplici criticità - condivise da tutti i componenti della tavola rotonda - sia sotto il profilo dell'approccio metodologico che ha caratterizzato l'iter di elaborazione e di approvazione del DDL, sia con riferimento a numerosi aspetti sostanziali del Ddl

In particolare, e fatte salve le modifiche proposte in tema di ordinamento penitenziario, ritenute meritevoli di immediata approvazione, i partecipanti hanno censurato - seppur con qualche distinguo - numerosi ambiti di intervento della riforma, tra i quali quello della disciplina dell'avocazione, della prescrizione, del processo a distanza, del rito abbreviato, delle norme in materia di impugnazione.

L’AIGA e tutta l'Avvocatura, rappresentata nella sua totalità in quest'incontro, hanno fortemente evidenziato la contrarietà della riforma ai principi del giusto processo e la grave violazione dei diritti fondamentali dell'imputato. Al tempo stesso tutti i componenti della tavola rotonda hanno lamentato il mancato intervento del Legislatore su numerosi aspetti fondamentali, pur meritevoli di riflessione e revisione (tra i quali il sistema delle confische e la necessità di disciplinare l'utilizzo del trojan quale nuovo strumento investigativo), risolvendosi così il DDL in un'occasione perduta di riforma organica. Infine è stata censurata l'inefficacia in concreto degli aumenti di pena previsti per alcune tipologie di reato, inidonei a sortire un effetto realmente deterrente.

L'evento ha costituito un importante momento di incontro e confronto tra la magistratura, l’avvocatura e l’accademia, in occasione del quale tutte le componenti del mondo del diritto hanno proclamato all'unanimità la necessità della difesa del processo penale da iniziative estemporanee e prive di una visione complessiva. Il Presidente dell’AIGA, Michele Vaira, ha dichiarato di essere fiducioso che l’unanime, autorevole e determinato grido di protesta levato dai protagonisti della tavola rotonda di Brindisi, che rappresentano – nella loro totalità – gli studiosi e gli operatori del diritto, non potrà non essere ascoltato dal mondo politico.

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