Cronaca

Rifiuti, riformulato il bando decennale per il gestore raccolta Aro Br/2

Nuova versione per il maxi bando per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti nei Comuni dell’Aro 2: dopo la pronuncia del Tar, è stato eliminato il requisito del patrimonio netto pari a 50 milioni di euro, per cui adesso si terrà conto del fatturato annuo non inferiore a 23 milioni

BRINDISI – Nuova versione per il maxi bando per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti nei Comuni dell’Aro 2: dopo la pronuncia del Tar, è stato eliminato il requisito del patrimonio netto pari a 50 milioni di euro, per cui adesso si terrà conto del fatturato annuo non inferiore a 23 milioni. Il testo riveduto e corretto è stato pubblicato l’altro ieri dal Comune di Brindisi in veste di capofila e riguarda altre cinque realtà, vale a dire Cellino San Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico e Torchiarolo, riunite assieme nell’Ambito di raccolta ottimale, per l’affidamento del servizio di nettezza urbana della durata di dieci anni, a fronte di un importo a base di gara pari a 231.927.847,98 euro, esclusi gli oneri di sicurezza, l’Iva e gli oneri di smaltimento, ripartiti per ciascuna amministrazione.

Il piano di riparto è il seguente: a carico del Comune di Brindisi sono stati posti 15.404.363,55 euro; per Mesagne la somma è di 3.601.543,65; per San Pietro 1.497.405,95; per Cellino 877.869,97; per Torchiarolo 990.415,82 e per San Donaci 821.185,87 euro. “L’impresa che intende partecipare alla gara – si legge – deve obbligatoriamente effettuare in sopralluogo presso i comuni dell’Aro 2, pena l’esclusione”.

Quanto ai requisiti di partecipazione, fermo restando quelli di base, ritenuti standard, perché uguali per tutti i bandi pubblici e legati sostanzialmente all’insussistenza “di informazioni relative ad eventuali tentativi di infiltrazioni mafiose nelle società o nelle imprese interessate”, sono stati rivisti quelli di “carattere tecnico-organizzativo ed economico-finanziario” per effetto della recente pronuncia dei giudici del Tar, sezione di Lecce, sulla richiesta di sospensiva avanzata da due ditte che intendevano presentare un’offerta, la Monteco, vecchia titolare dell’appalto nel Comune di Brindisi e il consorzio Ciclat.

Identica la contestazione mossa, ossia il criterio del patrimonio netto di 50 milioni di euro, effettivamente riconosciuto da Tar come “illogico”, dal momento che si “circoscrive la partecipazione delle imprese in maniera irragionevole”. Da qui la sospensiva che ha di fatto congelato il bando. I Comuni dell’Aro 2, dal canto loro, hanno comunque ritenuto di procedere con un nuovo testo prima dell’udienza di merito, prevista a fine gennaio.

La novità sostanziale attiene al “fatturato annuo riferito a servizi analoghi a quelli oggetto del presente appalto, nell’ultimo triennio antecedente alla pubblicazione del bando (dal 2012 al 2014) non inferiore a 23 milioni per ciascun anno”. Nel caso di associazione temporanea di imprese, “il suddetto requisito dovrà essere posseduto dalla mandataria nella misura minima del 40 per cento”. Le offerte dovranno pervenire entro il primo febbraio 2016, entro le ore 13.

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