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Aldo Caputi

Aldo Caputi

Riforniva il gruppo criminale, arrestato

ORIA – I clienti erano stati registrati col nome del luogo dello scambio, la richiesta di sostanza stupefacente veniva comunicata attraverso gli squilli, ne venivano fatti tanti quante erano le dosi richieste. Questo e altri stratagemmi sono stati utilizzati dal gruppo criminale sgominato all'alba di oggi dai carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico.

ORIA - I clienti erano stati registrati col nome del luogo dello scambio, la richiesta di sostanza stupefacente veniva comunicata attraverso gli squilli, ne venivano fatti tanti quante erano le dosi richieste. Questo e altri stratagemmi sono stati utilizzati dal gruppo criminale sgominato all'alba di oggi dai carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico. Tra i sette soggetti raggiunti da un'ordine di carcerazione anche il 55enne oritano Aldo Caputi, personaggio di spicco della criminalità organizzata, già arrestato a maggio dello scorso anno nell'ambito di un'altra operazione. Si occupava del rifornimento della sostanza stupefacente.

Le altre persone finite in manette all'alba di oggi sono: Alessandro Cuppone, Emiliano D'Angiulli, Daniele Pezzarossa, Edwin Saitta, Gianfranco Saitta e Nicola Soleto. L'operazione di oggi è stata convenzionalmente denominata "Penelope", "come la celebre tela della moglie di Ulisse, perché fin da subito parve chiaro ai militari operanti che quello che avevano di fronte era un lavoro interminabile, data la complessità del gruppo criminale, poi abilmente ricostruito, e il numero consistente di assuntori individuati e di riscontri fatti".

Nacque nel marzo del 2009 come costola di un'altra attività di indagine denominata "Trilogy" che si concluse nel marzo del 2010, con l'emissione di 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nel vuoto creatosi in seguito a questi arresti, si inserì un nuovo gruppo criminale i cui membri erano legati fra loro da vincoli parentali o di antica e fidata amicizia, operante inizialmente nell'abitato di Carosino (Ta), ma poi anche nei comuni limitrofi del capoluogo ionico.

Il gruppo aveva una struttura piramidale. Figura cardine era Cosimo Rizzo, poi deceduto in carcere dopo essere stato tratto in arresto in flagranza di reato di estorsione. Sfruttando le proprie conoscenze criminali, riuscì a creare e mantenere i contatti con Caputi Aldo, fornitore di ingenti quantitativi di stupefacente, soprattutto del tipo eroina, utilizzando i propri cognati Saitta Edwin e Saitta Gianfranco per lo smercio della sostanza stupefacente.

In particolare questi due, ben sapendo di poter essere soggetti a perquisizioni e frequenti controlli da parte delle Forze dell'Ordine, utilizzarono a loro volta, quali fidati collaboratori, Soleto Nicola, D'Angiulli Emiliano, Cuppone Alessandro e Pezzarossa Daniele, tutti di Carosino, per detenere l'ingente quantitativo acquistato, preparare le dosi e distribuirlo al dettaglio. Successivamente Rizzo si pose come garante dell'affidabilità di quest'ultimi nei confronti di Caputi.

La droga veniva spacciata giornalmente in ingenti quantità utilizzando tutte la accortezze per evitare di essere scoperti. Tra cui quella degli squilli. Numerosi sono stati i riscontri messi a segno in poco più di un anno dai carabinieri della compagnia di Martina Franca, fra i quali l'arresto per ben due volte del fornitore principale, Caputi, trovato in possesso una volta di 250 grammi e la seconda volta di ben 500 grammi di eroina. In complesso sono stati tratti in arresto durante le indagini 6 soggetti ed è stata recuperata un chilo di droga fra eroina, hashish e cocaina, mentre sono stati numerosi gli assuntori segnalati alla Prefettura.

Al termine delle formalità di rito Saitta Edwin, il fratello Gianfranco e Caputi Aldo sono stati condotti presso la casa circondariale di Taranto, dove Saitta Gianfranco e Caputi Aldo, già reclusi per altra causa, hanno ricevuto la notifica dell'atto. Soleto, D'Angiulli, Pezzarossa e Cuppone sono stati trasferiti presso le rispettive abitazioni e sottoposti agli arresti domiciliari. Gli arresti sono stati operati dai carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico, coadiuvati da quelli del Nucleo operativo della compagnia di Martina Franca e da quelli delle stazioni di Grottaglie, Montemesola e Martina Franca, nonché da personale della compagnia di Manduria, supportati da due unità antidroga del Nucleo cinofili di Modugno e da un velivolo del 6° Elinucleo di Bari.

L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Taranto, Lanfranco Marzia. In tutto sono stati impiegati 30 militari a bordo di 8 autovetture con colori di istituto e 3 autovetture con targa di copertura.

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