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Niente interdizione dal lavoro per il forestale indagato per truffa

Il giudice delle indagini preliminari respinge la richiesta del pm per Giovanni Rosselli.Il responsabile della stazione di Ostuni resta libero dopo il blitz del 9 novembre scorso

BRINDISI – No all’interdizione dal lavoro per il comandante della Forestale di Ostuni, Giovanni Rosselli: il gip ha respinto la richiesta che il pm aveva formulato dopo che il difensore dell’indagato, Mario Guagliani, aveva ottenuto l’annullamento dei domiciliari dal Riesame. La pronuncia è arrivata nella tarda mattina di oggi, 23 dicembre, e porta la firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci, secondo cui non sussistono elementi tali per l’applicazione della misura di tipo interdittivo per otto mesi, così come aveva chiesto il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta.

A Rosselli venne notificata un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari lo scorso 9 novembre, con l’accusa di “truffa per aver attestato falsamente la presenza in servizio”. La misura restrittiva rimase in piedi sino alla pronuncia del Tribunale del Riesame di Lecce: i giudici, accogliendo il ricorso del penalista annullarono la custodia rimettendo in libertà il comandante della stazione della Città Bianca. Guagliani fece  riferimento a recenti novità contenute nel cosiddetto pacchetto sicurezza. Rosselli, in sede di interrogatorio di garanzia spiegò punto per punto le contestazioni mosse nel capo di imputazione.

Nell’inchiesta che ruota attorno agli uffici della Forestale di Brindisi sono ad oggi coinvolte nove persone: l’assistente della Forestale che era in servizio nel capoluogo,  Gianfranco Asciano, assegnato ai domiciliari dopo l’interrogatorio, Vincenzo Greco, imprenditore, l’uno e l’altro accusati di corruzione, e altri tre della forestale, Domenico Galati , Giovanni Bray e Massimo Rosselli, fratello di Giovanni Roselli.

Tutti e cinque gli assistenti del Corpo forestale dello Stato restano accusati di concorso in “truffa aggravata ai danni dello Stato e false attestazioni o certificazioni” in relazione al fatto che avrebbero “attestato falsamente, con modalità fraudolente, la loro presenza in servizio” e in tal modo avrebbero tratto in errore il “Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali” nel conteggio e nel riconoscimento dello stipendio, sia per il lavoro ordinario che per ore di extra.

Nel corso delle indagini furono acquisiti i brogliacci di servizio  e il registro di istituto “compilato e sottoscritto dal comandante di stazione, Giovanni Rosselli”. In totale, stando ai conteggi, 34 ore di assenza dal servizio sarebbero state maturate da Asciano, 47 da Bray, 39 da Galati e 86 da Massimo  Rosselli mentre per il fratello sarebbero state pari a 24.

“Condotta aggravata dall’aver commesso il fatto in violazione ai doversi inerenti una funzione pubblico e con abuso di relazione d’ufficio e di prestazioni d’opera” dall’agosto 2013 sino a giugno dell’anno successivo.  In tre sono sempre rimasti a piede libero: i due figli dell’imprenditore Greco e un altro titolare di ditta edile, con sede a Brindisi, intestata a una donna.

E’ dalle dichiarazioni rese da quest’ultimo che sono partite le indagini che hanno portato a stringere il cerchio attorno ad Asciano, nei cui confronti è contestata un’altra condotta di tipo corruttivo in concorso con tale imprenditore. E’ accusato, inoltre, di  rilevazione del segreto d’ufficio perché in cambio delle utilità (presunte) avrebbe permesso agli imprenditori di scaricare rifiuti speciali in violazione delle disposizioni di legge, rendendo noti i giorni dei controlli posti in essere dai colleghi, e di un episodio di peculato.

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