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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Rigettato il ricorso al riesame, resta sotto sequestro la masseria di Donadoni

FASANO – Confermato dal giudice del Riesame il sequestro della masseria Monsignore e dei terreni circostanti appartenenti a Roberto Donadoni e alla moglie Cristina Radice. Il tribunale ha praticamente ritenuto reale il pericolo riscontrato dal pubblico ministero Antonio Costantini che agli inizi di ottobre chiese al giudice per le indagini preliminari Eva Toscano il sequestro della masseria e di tutto il resto per evitare si proseguisse, secondo il capo di accusa, di procedere oltre nella lottizzazione abusiva che Donadoni e moglie starebbero perpetrando nella loro tenuta in contrada Pettolecchia acquistata un paio di anni fa per un milione e trecentomila euro.

FASANO - Confermato dal giudice del Riesame il sequestro della masseria Monsignore e dei terreni circostanti appartenenti a Roberto Donadoni e alla moglie Cristina Radice. Il tribunale ha praticamente ritenuto reale il pericolo riscontrato dal pubblico ministero Antonio Costantini che agli inizi di ottobre chiese al giudice per le indagini preliminari Eva Toscano il sequestro della masseria e di tutto il resto per evitare si proseguisse, secondo il capo di accusa, di procedere oltre nella lottizzazione abusiva che Donadoni e moglie starebbero perpetrando nella loro tenuta in contrada Pettolecchia acquistata un paio di anni fa per un milione e trecentomila euro.

Nel pomeriggio dell'8 ottobre scorso i finanzieri andarono ad apporre i sigilli all'intera proprietà ed a notificare il provvedimento di sequestro. Il 10 novembre del 2009 i militari delle Fiamme gialle aveva effettuato un altro sequestro nella stessa tenuta. In quella occasione avevano apposto i sigilli a quella parte della struttura interessata ai lavori di ristrutturazione. Quella sequestrata allora è intestata all'ex calciatore del Milan, diventato allenatore di grido con il Livorno, poi Ct della Nazionale e in ultimo allenatore del Napoli, squadra che poi ha lasciato. Il sequestro del 10 novembre avvenne a seguito del sopralluogo effettuato il giorno precedente dai finanzieri ai quali era giunta segnalazione anonima che le opere erano state realizzate in maniera difforme rispetto al nulla osta ricevuto dal Comune di Fasano.

Il magistrato inquirente incaricò l'ingegnere Ferri di effettuare la perizia. Che il tecnico ha consegnato verso la metà di settembre. Evidentemente dai risultati della perizia è emerso dell'altro, tanto da spingere Antonio Costantini a chiedere al gip il sequestro dell'intera masseria, intestata a Donadoni, circondata da venti ettari di terreno nel quale ci sono settecento alberi secolari di ulivo e un frantoio ipogeo, quota intestata alla moglie dell'ex Ct azzurro.

I coniugi Donadoni, che respingono le ipotesi di violazioni contestate loro hanno presentato ricorso al Tribunale del riesame per ottenere il dissequestro della loro tenuta. Ma il tribunale ha rigettato. Pertanto sul cancello principale e su quello secondario del buen retiro dei coniugi Donadoni per ora resteranno attaccati i cartelli che riportano i dati del sequestro giudiziario e i lavori non potranno essere ripresi. Fasano amara, dunque, per Donadoni, che nel 2007, durante un soggiorno nel Golf Club San Domenico, si era innamorato di questa terra e aveva deciso di comperare una masseria. Che individuò nella struttura Monsignore, situata in una delle più belle zone del Fasanese.

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