Cronaca

Paziente rimane 24 ore di fila su una barella del pronto soccorso del Perrino

Lo sfogo della sorella: "Non ce l'ho con medici e infermieri, ma è un problema di organizzazione, è inumano"

foto di repertorio

BRINDISI – Ha dovuto attendere per un giorno intero su una barella del pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi. Ventiquattro ore di angoscia e di dolore per una 45enne affetta da un grave male, in attesa delle trasfusioni di sangue necessarie. BrindisiReport ha raccolto lo sfogo della sorella della donna, che si interroga su come sia stata possibile questa situazione. Nelle sue parole non c'è astio nei confronti di medici e infermieri, che fanno tutto il possibile ogni giorno. Lei si chiede quale falla nell'organizzazione abbia reso possibile questa situazione.

La donna si è recata al Perrino, per ricevere delle cure. Inizialmente sarebbe dovuta rimanere in Day Hospital. Ma già dal giorno prima, a casa, accusava dolori molto forti, racconta la sorella. Giunta in ospedale, ha svolto alcuni esami. E' la mattinata del 25 gennaio. I medici si rendono conto che è necessario effettuare alcune trasfusioni. Dalle 13.30 di lunedì 25 la 45enne ha atteso pazientemente su una barella al pronto soccorso. La sorella, a causa del Covid, non può vederla, non può entrare al Perrino. Ma inizia a inquietarsi, capisce che c'è qualcosa che non va, col passare delle ore. La paziente è ancora su una barella. Intorno alle 23 del 25 gennaio riescono a parlare con un dottore: "E' stato gentilissimo – spiega la sorella della paziente – Ovviamente in questi casi il tempo è prezioso. Così non si è dilungato in spiegazioni, ma ha detto che una prima trasfusione era già stata effettuata, bisognava aspettare altri esami e altre trasfusioni".

Alla fine, è stata trasferita in reparto alle 13.30 del 26 gennaio. La sorella della paziente non mette in discussione la professionalità e l'abnegazione di tutto il personale. Nella sua vita ha potuto toccare con mano in un'occasione occorsa al figlio come medici e infermieri riescano a salvare vite umane. "Il problema è l'organizzazione. Io davvero non capisco: per quanto riguarda le analisi, sono stati tempestivi. Comprendo anche l'attesa, ma non è possibile trovare un letto per una persona che sta soffrendo, che attende una trasfusione? Cosa sta succedendo al pronto soccorso? Sono sempre stati tutti bravi, medici e infermieri, e lo sono ancora. Ma forse è l'organizzazione che non va. Secondo me – conclude la signora – non è umano far attendere una donna di 45 anni in quelle condizioni su una barella per 24 ore di fila".

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