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Cronaca

Gambizzazione in via Cellini, ora i due feriti rischiano il processo

Cosimo Iurlaro e a Giuseppe Caputo accusati di favoreggiamento: notificati gli avvisi di conclusione indagine. Entrambi hanno sempre negato di aver riconosciuto gli autori della sparatoria: in carcere da dicembre 2016, i fratelli Mario Salvatore Volpe e Gianluca Volpe e Burim Tatani. La Procura ha ottenuto il giudizio immediato, la difesa ha scelto l'abbreviato

BRINDISI – Rischiano di finire sotto processo i due brindisini che rimasero feriti nella sparatoria in via Benvenuto Cellini, rione Sant’Elia della città avvenuta il 31 maggio 2016: Cosimo Iurlaro e Pietro Caputo sono accusati di favoreggiamento personale a conclusione delle indagini partite dopo la gambizzazione contestata lo scorso mese di dicembre a Burim Tatani e ai fratelli Mario Salvatore Volpe Gianluca Volpe. Tutti e tre ancora in carcere.

Controlli in via Cellini, al S.Elia-2

Gli avvisi sono stati notificati nei giorni scorsi a Iurlaro, che risulta ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su furti agli sportelli bancomat con la tecnica dell’esplosione tentati e consumati nelle Marche, e a Caputo. Entrambi sono residenti del capoluogo e per entrambi  ora è concreto il rischio di finire dinanzi al Tribunale in qualità di imputati dopo essere stati indicati come persone offese per le ferite riportate,  perché secondo il pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, titolare del fascicolo, subito dopo il ferimento, nei giorni in cui erano ricoverati in ospedale, hanno sempre tenuto un atteggiamento non collaborativo con i carabinieri negando la conoscenza con i tre che poi sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.  

Hanno, inoltre, dichiarato di non riconoscere nessuno dei tre quando i militari hanno mostrato loro una serie di fotografie. Iurlaro, di recente, è stato riascoltato dai militari, su delega del pm, su richiesta presentata dal suo difensore, Daniela d’Amuri, e ha ribadito i due concetti: “Non conosco chi mi ha sparato, né tanto meno quei tre ragazzi”. Favoreggiamento è la conclusione a cui è giunto il sostituto procuratore anche per Giuseppe Caputo, difeso dall’avvocato Fabio Di Bello, in relazione al movente.

Nella ricostruzione accusatoria, la sparatoria sarebbe da ricondurre a “litigi tra le figlie di Caputo e i fidanzati con ragazzi del rione Sant’Elia”. Impossibile quindi che Caputo non sapesse nulla e che niente sapesse l’amico Iurlaro presente quel pomeriggio con lui. Anche perché, “in seguito alla perquisizione personale, una volta arrivati in ospedale, Caputo veniva trovato in possesso di un coltello a scatto di genere proibito”. Per quale motivo aveva quell’arma bianca? La risposta che, al momento, viene data in questa ricostruzione, rimanda all’ipotesi di un regolamento di conti con qualcuno e aderisce al movente contestato.

TATANI Burim, classe 1986-2Il pm, intanto, ha già ottenuto il processo per Tatani, 30 anni, e per i fratelli Volpe, Mario Salvatore 21 e Gianluca 19, per lesioni personali e porto e detenzione di una pistola calibro 9 per 19. Arma mai ritrovata. “Tatani deteneva e usava la pistola, i Volpe contribuivano all’azione”, si legge nel capo di imputazione. “Gianluca Volpe inseguì Iurlaro  lo colpì con un pugno al volto consentendo il ferimento dello stesso ad opera di Tatani, mentre Salvatore Mario Volpe conduceva lo scooter T-Max con il quale Tatani inseguì Iurlaro, già ferito”.

Caputo riportò “una frattura pluriframmentaria scomposta con ritenzione corpo estraneo alla tibia destra e al persone”, mentre Iurlaro ebbe “un intenso sanguinamento alla gamba destra in corrispondenza del foro di entrata e uscita, con iniziale shock emorragico”, e venne ricoverato in “prognosi riservata presso il reparto di Chirurgia Vascolare dell’ospedale Perrino”.

VOLPE Gianluca, classe 1997-2VOLPE Salvatore Mario, classe 1995-2I difensori di Tatani e dei fratelli Volpe, Mauro Durante e Cinzia Cavallo, hanno chiesto l’ammissione al rito abbreviato. Per Tatani, l’avvocato Durante ha presentato ricorso in Cassazione in ordine alle esigenze cautelari dopo la pronuncia del Riesame: il Tribunale di Lecce ha confermato in toto l’ordinanza di custodia cautelare sia sul fronte delle esigenze cautelari che sul piano dei gravi indizi.

Tanto la difesa di Tatani, quando quella dei fratelli Volpe ha sempre sollevato dubbi sul riconoscimento dei tre partendo dal contenuto delle intercettazioni ambientali, in ospedale, nella stanza in cui venne ricoverato Iurlaro. Gravi indizi, in aggiunta alle conversazioni ascoltate, sono le immagini registrate da una telecamera trovata dai carabinieri sul balcone di un appartamento che si affaccia in via Cellini, nel cortile in cui avvenne la sparatoria. Nessuna collaborazione, come si legge nel provvedimento di arresto, è stata offerta dai residenti, ed è per questo che il gip censurò l’omertà.

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