Cronaca

Comune: rischio licenziamento per assenteisti e complici

Avviato il procedimento disciplinare dopo gli arresti domiciliari per Carlo Larocca, dipendente dei Servizi sociali, titolare della pizzeria Romanelli, e Luigi Antonino. Entrambi accusati di truffa e falso: il secondo timbrava per il primo, beccato nel suo locale o nei centri commerciali

BRINDISI – Dopo gli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta per truffa ai danni del Comune e falso ideologico in relazione alle presenze in ufficio ritenute virtuali e non reali, i dipendenti del settore Servizi sociali corrono il rischio di essere licenziati per giusta causa.

La contestazione di addebito è stata notificata oggi, primo agosto, dai vigili urbani a Carlo Larocca, 59 anni, nato e residente a Brindisi, noto più che per essere impiegato presso il centro anziani, per essere il titolare della pizzeria e della frigittoria Romanelli,  per essere stato “sistematicamente assente dal suo ufficio” e a Luigi Antonino, 59, il collega che avrebbe timbrato al posto suo. Non una-due-tre-volte, ma 233 volte, stando alla contabilità tenuta dai finanzieri e consegnata al pm Valeria Farina Valaori, titolare del fascicolo, che ha chiesto e ottenuto dal gip Tea Verderosa l’ordinanza di custodia cautelare.

Con la notifica ai due dipendenti indagati, difesi dagli avvocati Mauro Masiello e Luca Leoci, l’Amministrazione comunale ha dato avvio al procedimento disciplinare che si svolgerà nel rispetto del contradditorio fra le parti, così come avviene nel corso del processo penale verso il quale Larocca e Antonino sono proiettati dal momento che l’impianto accusatoria è stato blindato al punto da definire “concrete e gravi le modalità del fatto” in aggiunta alla “sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione criminosa”.

Ci sono video che mostrano Larocca a distanza di chilometri, talvolta anche centinaia, lontano da Brindisi come quando è stato pedinato e raggiunto sino a Bari, al punto vendita Acmei, di materiale elettrico, oppure nel Leccese presso i centri commerciali Brico e Metro, oppure nel Tarantino e nel Foggiano. Sempre in orario di lavoro. La conclusione per il gip è stata una sola: “Larocca era assente dal luogo del suo ufficio per quasi tutto l’arco della giornata lavorativa, per un anno e quattro mesi” più esattamente dal primo gennaio 2015 sino al 20 aprile 2016, giorno in cui i finanzieri hanno fatto visita nella sede del centro anziani del Comune, in via Spagna, rione Bozzano, per ascoltare i colleghi, a partire da Antonino. In media Larocca sarebbe stato presente in ufficio “non più di un’ora al giorno in questo lasso di tempo, a fronte delle sei previste dal contratto oltre ai rientri pomeridiani”.

finanza al comune palazzo di città-2

La complicità, sia pure in misura più lieve, è stata contestata nei confronti di altri due dipendenti del settore Servizi sociali: Antonio Caforio e Angelo Scalia, rimasti indagati a piede libero. Caforio avrebbe smarcato il tesserino di lavoro di Larocca 12 volte, mentre Scalia lo avrebbe fatto quattro volte. Tutti hanno dichiarato di non aver notato, il giorno del controllo dei militari, che il collega Larocca fosse assente. Era a Bari e mandò ad Antonino un messaggio su Whatsapp dicendo che si era sentito male e che stava dal medico. Ma il medico, sentito dai finanzieri, ha escluso tale circostanza riferendo di aver sì incontrato il dipendente comunale, ma solo perché questi gli aveva fatto presente di problemi odontoiatrici di un familiare.

Visto il quadro e i riscontri granitici, non è escluso che i difensori Masiello e Leoci chiedano di patteggiare la pena, anche tenuto conto dello status di incensurati di entrambi. Se in tal modo il capitolo giudiziario sarà chiuso, resta aperto quello legato al procedimento disciplinare che è partito oggi con la “contestazione di addebito” che consiste nella descrizione specifica (e non generica) dei fatti, con indicazione della condotta e indicazione del tempo, sulla base di quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita venerdì.

La sanzione più grave è costituita dal licenziamento. Per il momento i due restano sospesi essendo agli arresti domiciliari. Per Larocca il Comune aveva già deciso la sospensione per cinque giorni a titolo di sanzione dopo che era stata accertata l’assenza dall’ufficio il 20 aprile scorso. La Procura ha ottenuto il sequestro preventivo della somma pari a 21.646 euro e 98 centesimi “nella disponibilità dell’indagato” da reperire “su conti correnti bancari a lui intestati”: si tratta dell’importo corrispondente agli stipendi che il Comune ha accreditato sulla base delle presenze non effettive in ufficio, risultanti dal cartellino timbrato da altri. Più esattamente 16.515,04 euro nel 2015 più 5.131,94 nei primi quattro mesi del 2016.

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